Augusto Bertazzoni
Augusto Bertazzoni (1876-1972) fu un vescovo italiano devoto, vicino a Don Bosco, riconosciuto per la sua azione pastorale e la sua carità eroica durante la Seconda guerra mondiale.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
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Biografia
Giovinezza, incontro con Don Bosco e inizi del ministero sacerdotale di Augusto Bertazzoni.
Augusto Cesare Bertazzoni nasce il 10 gennaio 1876 a Polesine, una frazione del comune di Pegognaga, in provincia di Mantova. Proveniente da una famiglia benestante, compie gli studi primari nel suo paese natale prima di raggiungere, tra il 1885 e il 1887, l'oratorio salesiano di Valdocco a Torino. È qui che fa l'incontro determinante con san Giovanni Bosco (Don Bosco), che esercita una profonda influenza sulla sua vocazione nascente. Nel 1887, mentre Don Bosco è gravemente malato, il giovane Augusto è tra i ragazzi che offrono la propria vita per la guarigione del santo dei giovani. In quell'occasione, Don Bosco gli profetizza che un giorno avrebbe portato la mitra episcopale. Durante questo periodo, stringe amicizia anche con altre figure maggiori della santità italiana, in particolare Luigi Orione (san Luigi Orione) e Giovanni Calabria (san Giovanni Calabria). Tornato a Mantova per gli studi secondari e teologici, entra nel seminario diocesano. Qui beneficia della direzione spirituale e pastorale del vescovo di Mantova, monsignor Giuseppe Sarto, futuro papa san Pio X. Ordinato sacerdote il 25 febbraio 1899, inizia il suo ministero nella sua diocesi d'origine. È dapprima vicario a Quistello, poi, il 30 aprile 1904, viene nominato arciprete della parrocchia di San Benedetto Po, un incarico che assume con uno zelo pastorale encomiabile per oltre ventisei anni, fino al giugno 1930.
Vita e opera
Episcopato a Potenza, impegno pastorale e carità eroica durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il 30 giugno 1930, papa Pio XI lo nomina vescovo di Potenza e Marsico Nuovo, una diocesi del sud Italia (in Basilicata) la cui sede era vacante da anni. Consacrato vescovo il 15 agosto 1930 da monsignor Domenico Menna, fa il suo ingresso solenne nella sua diocesi il 29 ottobre dello stesso anno. Il suo programma episcopale è riassunto dal suo motto: «Jugum meum suave» (Il mio giogo è dolce). Fin dal suo arrivo, esprime il suo desiderio di portare la pace di Cristo in tutti i cuori.
Monsignor Bertazzoni si dedica pienamente al rinnovamento spirituale e materiale della sua diocesi. Accorda un'attenzione prioritaria alla formazione del clero e alla promozione delle vocazioni sacerdotali, sostenendo attivamente i seminari regionali di Potenza e di Salerno. Incoraggia l'impegno dei laici attraverso la catechesi e l'Azione Cattolica. Educatore nell'anima, fedele allo spirito di Don Bosco, esorta i suoi sacerdoti così come i religiosi e le religiose a dare prova di una vera paternità spirituale verso le giovani generazioni.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la città di Potenza subisce violenti bombardamenti. Il 30 agosto 1943, il vescovado viene distrutto e la cattedrale gravemente danneggiata. Rifiutandosi di fuggire o di abbandonare il suo gregge, monsignor Bertazzoni sceglie di restare sul posto in mezzo alle rovine per sostenere la popolazione. Spiega una carità eroica venendo in aiuto ai feriti, ai senzatetto, così come agli ebrei e ai dissidenti politici confinati o perseguitati in Basilicata.
Dopo la guerra, gioca un ruolo di pacificatore e di mediatore imparziale tra le diverse forze politiche locali. Opera attivamente per la ricostruzione materiale e morale della regione, favorendo la creazione di nuove parrocchie, visitando assiduamente i malati e i prigionieri, e sostenendo la fondazione delle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani (ACLI) per difendere la dignità degli operai. In riconoscimento della sua azione, viene elevato al rango di arcivescovo ad personam da papa Pio XII il 30 novembre 1950.
Cammino verso la santità
Partecipazione al Concilio Vaticano II, dimissioni, ritiro spirituale e morte serena a Potenza.
Nonostante la sua avanzata età, Mons. Bertazzoni partecipa attivamente alle quattro sessioni del Concilio Vaticano II (1962-1965) in qualità di Padre conciliare. Il 30 novembre 1966, avendo superato l'età di 90 anni, presenta le sue dimissioni a Papa Paolo VI, che le accetta e lo nomina arcivescovo titolare di Temuniana. Si ritira quindi nella preghiera, nel silenzio e nella contemplazione a Potenza. Durante i suoi ultimi anni, accetta con grande serenità e spirito di offerta le sofferenze legate alla malattia e alla vecchiaia. Si spegne serenamente all'alba del 30 agosto 1972 a Potenza, all'età di 96 anni, circondato dalla venerazione dei suoi fedeli e del clero. Le sue spoglie mortali riposano nella cattedrale di San Gerardo a Potenza.
Beatificazione e canonizzazione
Apertura della causa, deposito della Positio e proclamazione del decreto di venerabilità da parte di Papa Francesco.
La causa di beatificazione e canonizzazione di Augusto Bertazzoni è stata ufficialmente aperta l'8 giugno 1995 nella diocesi di Potenza, conferendogli il titolo di Servo di Dio. La fase diocesana dell'inchiesta sulla sua vita e sulle sue virtù è stata convalidata dalla Congregazione delle Cause dei Santi. La Positio, documento di sintesi che dimostra l'eroicità delle sue virtù, è stata ufficialmente depositata il 27 settembre 2013. Il 12 marzo 2019, il Congresso dei consultori teologi ha espresso un parere pienamente favorevole alla causa. Il 2 ottobre 2019, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, proclamando così Augusto Bertazzoni «venerabile». Affinché la sua beatificazione possa essere pronunciata, è richiesto dalla Chiesa il riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione. Ad oggi, nessun miracolo è stato ancora oggetto di un decreto ufficiale.
Spiritualità ed eredità
L'influenza dei grandi santi sulla sua spiritualità e la sua eredità duratura in Basilicata.
La spiritualità di Mons. Bertazzoni è profondamente segnata dai suoi incontri giovanili con grandi santi. Da Don Bosco, egli trae l'amore per i giovani e la dolcezza educativa; da San Pio X, lo zelo per la liturgia e la formazione del clero; dai suoi amici San Luigi Orione e San Giovanni Calabria, una carità senza confini rivolta ai più poveri.
Soprannominato il «Buon Pastore» o il «Padre dei poveri», ha lasciato un'impronta indelebile in Basilicata. Il suo episcopato di 36 anni ha profondamente modellato il volto della Chiesa locale attraverso una catechesi rigorosa, la purificazione della pietà popolare e un impegno sociale concreto. La sua vita testimonia un'obbedienza assoluta alla Chiesa e un amore incondizionato per il prossimo, senza distinzione di credo o di opinione politica.
Domande frequenti su Augusto Bertazzoni
Chi era Augusto Bertazzoni?
Augusto Bertazzoni (1876-1972) fu un vescovo italiano devoto, vicino a Don Bosco, riconosciuto per la sua azione pastorale e la sua carità eroica durante la Seconda guerra mondiale.
Quali santi furono contemporanei di Augusto Bertazzoni?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Augusto Bertazzoni?
Augusto Bertazzoni morì verso il 1972.
Quali sono gli altri nomi di Augusto Bertazzoni?
Altre forme del nome: Augusto Cesare Bertazzoni.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1876-1972
- Decreto di venerabilità di Francesco