Angelo Bonetta
Angelo Bonetta (1948-1963), soprannominato Angiolino, è un giovane laico italiano membro del Centro Volontari della Sofferenza, riconosciuto venerabile dalla Chiesa cattolica.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
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Biografia
Nascita, infanzia e inizio della malattia di Angelo Bonetta a Cigole e Brescia.
Angelo Bonetta, affettuosamente soprannominato «Angiolino», nasce il 18 settembre 1948 a Cigole, un piccolo paese della provincia e diocesi di Brescia, in Lombardia (Italia). Proveniente da una modesta famiglia di operai, è figlio di Francesco Bonetta e di Giulia Scaratti (a volte scritta Scarlatti). Viene battezzato pochi giorni dopo, il 26 settembre 1948, nella chiesa parrocchiale di San Martino a Cigole. Fin dall'infanzia, Angiolino si distingue per un temperamento estremamente vivace, gioioso e birichino, amante del calcio e degli scherzi. Parallelamente, manifesta una pietà precoce e profonda, nutrita dall'insegnamento delle Figlie della Carità Canossiane che si occupano della sua educazione. Molto devoto alla Vergine Maria, è affascinato dalla storia dei tre pastorelli di Fátima. Il 14 aprile 1955, all'età di soli sei anni, viene autorizzato a fare la sua prima comunione a causa del suo ardente desiderio di ricevere l'Eucaristia. Diventa quindi un chierichetto assiduo, amando trascinare i suoi compagni in chiesa. Nel 1959, all'età di undici anni, entra all'Istituto Artigianelli di Brescia per seguire una formazione professionale. Tuttavia, appena quindici giorni dopo l'inizio dell'anno scolastico, inizia a zoppicare gravemente a causa di dolori acuti alla gamba destra. Dopo diversi esami medici, arriva la diagnosi: soffre di un osteosarcoma della tibia (un tumore osseo). Nonostante diversi ricoveri e trattamenti, l'amputazione della gamba destra si rivela inevitabile per fermare la progressione della malattia. L'operazione avviene il 2 maggio 1961.
Vita e opera
L'impegno di Angiolino all'interno del Centro Volontari della Sofferenza e il suo incontro con padre Luigi Novarese.
L'amputazione è una prova terribile per il giovane ragazzo, sia sul piano fisico che psicologico. È durante la sua lunga convalescenza in ospedale che Angiolino fa un incontro determinante: quello con Fausto Gei, un giovane affetto da sclerosi multipla e membro del Centro Volontari della Sofferenza (CVS). Questo movimento, fondato dal beato Luigi Novarese, propone una spiritualità innovativa: offrire le proprie sofferenze in unione con la Passione di Cristo per la salvezza delle anime e la conversione dei peccatori. Questa prospettiva trasforma radicalmente l'atteggiamento di Angiolino di fronte alla malattia. Egli comprende che la sua sofferenza non è inutile, ma che può diventare uno strumento di apostolato. Da quel momento, si dedica interamente a questa missione all'interno dell'ospedale. Con coraggio eroico, nasconde i propri dolori per consolare e ridare il sorriso agli altri malati. Il suo umorismo naturale e la sua gioia di vivere fanno di lui un vero precursore della «clown-terapia» in ambiente ospedaliero, mettendo il suo buonumore al servizio dell'evangelizzazione. Il 1° maggio 1962, presso il santuario della Madonna della Formica a Offlaga, incontra personalmente padre Luigi Novarese. Una profonda complicità spirituale nasce tra il sacerdote e l'adolescente. Sebbene il cancro abbia raggiunto i polmoni e i trattamenti siano ormai inefficaci, Angiolino aspira a consacrarsi pienamente a Dio. Incoraggiato da padre Novarese, pronuncia la sua professione di fede il 21 settembre 1962 come associato dei Silenziosi Operai della Croce.
Cammino verso la santità
Gli ultimi mesi di Angiolino, i suoi pellegrinaggi a Lourdes e la sua morte serena nel 1963.
Tornato nella sua casa familiare a Cigole, Angiolino continua il suo apostolato nonostante uno stato di salute che si degrada di giorno in giorno. La sua stanza diventa un luogo di preghiera e di pellegrinaggio per gli abitanti del villaggio, i malati e i membri del CVS. Vi anima la recita del rosario, tiene piccole catechesi e incoraggia ciascuno ad accettare la volontà di Dio. Effettua inoltre diversi pellegrinaggi a Lourdes. Se inizialmente prega per la sua guarigione, comprende rapidamente che il suo cammino è altrove. Dichiara allora: «Fino ad ora chiedevo al Signore di guarirmi, ora Gli chiederò solo di farmi santo». A una signora che si impietosiva per la sua sorte vedendolo spostarsi con difficoltà sulle sue stampelle, risponde con sicurezza: «Ma non sa che ad ogni passo potrei salvare un'anima?». Il 27 gennaio 1963, mentre le forze lo abbandonano, il parroco gli amministra l'unzione degli infermi e gli porta l'Eucaristia come viatico. Angiolino passa la notte in preghiera. Verso le due del mattino, il 28 gennaio 1963, si sveglia e dice dolcemente a sua madre: «Mamma, ci siamo; la mia ora è giunta». Con gli occhi fissi sulla statua della Vergine Maria posta sul suo comodino, si spegne serenamente all'età di 14 anni. I suoi funerali sono celebrati dall'arcivescovo Alfonso Carinci, che dichiara a suo riguardo: «Per me, Angiolino è veramente un piccolo santo».
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di beatificazione di Angelo Bonetta e il suo riconoscimento come venerabile da parte di Papa Francesco.
La reputazione di santità del giovane ragazzo si diffonde rapidamente oltre i confini della sua provincia natale. Di fronte alla persistenza di questa devozione popolare, la diocesi di Brescia apre ufficialmente il suo processo di beatificazione il 22 ottobre 1998. L'inchiesta diocesana si chiude il 6 maggio 2000. Il decreto di validità giuridica dell'inchiesta viene emesso dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 23 marzo 2001, e la Positio super virtutibus viene depositata nel 2004. Dopo l'esame minuzioso della sua vita e dei suoi scritti da parte dei teologi e dei cardinali, Papa Francesco autorizza, il 10 luglio 2020, la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù. Angiolino Bonetta viene quindi ufficialmente dichiarato Venerabile.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità dell'offerta della sofferenza e l'eredità di Angiolino all'interno del CVS.
La spiritualità di Angiolino Bonetta si fonda sull'offerta gioiosa e volontaria della sofferenza, vissuta non come una fatalità, ma come una partecipazione attiva all'opera della Redenzione. Segnato dai messaggi di Lourdes e di Fátima, ha vissuto la sua malattia in una fiducia assoluta verso la Vergine Maria, esclamando dopo la sua consacrazione: «Ora sono tutto della Madonna, dalla punta dei piedi alla punta dei capelli». La sua eredità rimane particolarmente viva all'interno del Centro Volontari della Sofferenza (CVS), di cui è considerato il patrono e il modello per i rami giovanili. La sua vita dimostra che non c'è età per raggiungere le vette della santità e che la gioia cristiana può trionfare sulle prove più dolorose. Nel 2026, un'opera di don Gianluca Mangeri intitolata Angiolino Bonetta. Il piccolo clown di Dio ha messo in luce il suo ruolo di precursore della clownterapia in ospedale, ricordando la modernità della sua testimonianza.
Domande frequenti su Angelo Bonetta
Chi era Angelo Bonetta?
Angelo Bonetta (1948-1963), soprannominato Angiolino, è un giovane laico italiano membro del Centro Volontari della Sofferenza, riconosciuto venerabile dalla Chiesa cattolica.
Di cosa è Angelo Bonetta santo patrono?
Patronati di Angelo Bonetta: Centro Volontari della Sofferenza (branches de la jeunesse) e Centro Volontari della Sofferenza (sezioni giovanili).
Quali santi furono contemporanei di Angelo Bonetta?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Angelo Bonetta?
Angelo Bonetta morì verso il 1963.
Quali sono gli altri nomi di Angelo Bonetta?
Altre forme del nome: Angiolino.
Chi sono i familiari di Angelo Bonetta?
Familiari di Angelo Bonetta: Francesco Bonetta (padre) e Giulia Scaratti (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1948-1963
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
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Fino ad ora chiedevo al Signore di guarirmi, ora Gli chiederò solo di farmi diventare un santo
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Ma non sapete che a ogni passo potrei salvare un'anima?
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Mamma, ci siamo; la mia ora è giunta
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Per me, Angiolino è davvero un piccolo santo
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Ora sono tutto della Vergine, dalla punta dei piedi fino alla cima dei capelli
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