Giuseppe Atonna
Religioso francescano italiano (1843-1917), padre Berardo del Cuore di Gesù fu uno zelante predicatore, confessore ricercato e consigliere spirituale di grandi figure di santità.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
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Biografia
Giovinezza, ingresso tra i Frati Minori Alcantarini e ordinazione sacerdotale di Giuseppe Atonna.
Giuseppe Atonna nasce il 1° luglio 1843 a Episcopio, una frazione del comune di Sarno, nella provincia di Salerno e nella diocesi di Nocera-Sarno, in Italia. È il figlio primogenito di Raffaele Atonna e di Maria Domenica D'Angelo, una famiglia di commercianti di bestiame. Battezzato il giorno stesso della sua nascita nella parrocchia-cattedrale di San Michele Arcangelo a Episcopio, cresce in un ambiente familiare pio, segnato in particolare dalla presenza di due suoi zii sacerdoti che vivono nella stessa corte della sua famiglia. Attirato dalla vita religiosa fin dall'adolescenza, si rivolge ai Frati Minori Alcantarini. All'età di 16 anni, alla fine dell'estate del 1859, entra nel convento di Santa Lucia al Monte a Napoli. Il 28 agosto 1859, nel convento di Santa Maria Occorrevole a Piedimonte d'Alife (oggi Piedimonte Matese), veste l'abito francescano e assume il nome religioso di Fra Berardo del Cuore di Gesù. Emette i voti semplici il 4 settembre 1860 presso l'eremo della Solitudine, poi la professione solenne l'8 dicembre 1863. Viene ordinato sacerdote il 18 febbraio 1866 da Monsignor Pietro Cilento, arcivescovo di Rossano, nella chiesa di Santa Lucia al Monte a Napoli. Tuttavia, pochi mesi dopo la sua ordinazione, nel luglio 1866, le leggi di soppressione delle congregazioni religiose promulgate dal nuovo governo liberale italiano lo costringono a lasciare il suo convento. Obbligato all'esclaustrazione, ritorna nella sua casa natale a Sarno per circa sette anni (1866-1873). Nonostante queste circostanze difficili, continua a esercitare il suo ministero di predicatore e confessore con l'autorizzazione del suo ministro provinciale. È durante questo periodo, nel febbraio 1867, che assiste sua madre nei suoi ultimi istanti.
Vita e opera
Ministero di predicazione, incarichi di governo all'interno dell'ordine e accompagnamento spirituale.
Nel 1873, potendo finalmente riprendere la vita comunitaria, padre Berardo torna al convento di Santa Maria Occorrevole a Piedimonte d'Alife. Qui si dedica alla preghiera, allo studio e alla predicazione, ispirandosi alla figura di san Giovan Giuseppe della Croce che aveva vissuto a lungo in quel luogo. Per quasi quarant'anni percorre la Campania, la Puglia, il Molise, il Lazio e l'Umbria per condurre innumerevoli missioni popolari. Predicatore zelante e confessore ricercato, suscita numerose conversioni. All'interno del suo ordine assume diversi incarichi di governo: maestro dei novizi, definitore provinciale, guardiano del convento di Piedimonte d'Alife e guardiano provinciale. Nel 1897, quando papa Leone XIII decreta la fusione delle diverse branche francescane all'interno dell'unico Ordine dei Frati Minori (simpliciter dicti), padre Berardo, sebbene profondamente legato alla stretta osservanza della tradizione alcantarina, obbedisce prontamente. Dal 1902 al 1905 viene nominato primo ministro provinciale della provincia appena costituita del Principato sotto il patrocinio di san Giacomo della Marca. In tale funzione deve affrontare incomprensioni, calunnie e resistenze da parte di alcuni frati contrari all'unificazione, prove che attraversa con profonda umiltà e spirito di perdono. Parallelamente, padre Berardo diviene il consigliere spirituale e la guida di diverse figure maggiori della Chiesa del suo tempo. Accompagna in particolare san Bartolo Longo (fondatore del santuario di Pompei), santa Maria Cristina Brando (fondatrice delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato) e la beata Maria Serafina del Sacro Cuore (Serafina Micheli, fondatrice delle Suore degli Angeli). Sostiene inoltre la fondazione delle Suore Francescane Alcantarine di Castellammare di Stabia. Nel 1906, liberato dai suoi incarichi di governo, accetta di dirigere spiritualmente un'opera di carità fondata da una delle sue penitenti, Antonietta Fiorillo, sulla collina di Capodimonte a Napoli: la «Villa Fiorillo» (più tardi «Casa San Giuseppe»), destinata ad accogliere donne anziane povere e giovani orfane. Vi si stabilisce come cappellano, padre e guida spirituale.
Cammino verso la santità
Ultimi anni, morte a Napoli e apertura della sua causa di beatificazione.
Colpito dalla malattia e dalle infermità della vecchiaia, padre Berardo celebra il suo giubileo d'oro di professione religiosa il 16 gennaio 1914. Sentendo avvicinarsi la morte, si prepara in un silenzio assoluto durante gli ultimi quindici giorni della sua vita. Si spegne all'alba del 4 marzo 1917 nella sua stanza di Villa Fiorillo a Napoli, assistito dai suoi confratelli del convento della Sanità, dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti dalle mani di padre Modesto Trinchese. Nel 1929, le sue spoglie mortali vengono trasferite nella chiesa di Santa Lucia al Monte a Napoli, dove riposano tuttora nella cappella di san Pasquale Baylon. La sua reputazione di santità conduce all'apertura della sua causa di beatificazione e canonizzazione nel 1930. Dopo una lunga fase di inchiesta diocesana e l'esame dei suoi scritti, la causa progredisce attivamente presso il Dicastero delle Cause dei Santi.
Beatificazione e canonizzazione
Riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù da parte di papa Leone XIV nel 2025.
Il 18 dicembre 2025, durante un'udienza concessa al cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, papa Leone XIV autorizza la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle virtù del servo di Dio Berardo (Giuseppe) Atonna. Con questo atto, viene ufficialmente dichiarato Venerabile. Il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione è ora richiesto per aprire la strada alla sua beatificazione.
Spiritualità ed eredità
Spiritualità cristocentrica e mariana, carità verso i poveri e scritti spirituali.
La spiritualità del venerabile Berardo Atonna è profondamente cristocentrica e mariana, nutrita da un'intensa preghiera contemplativa e da una fiducia assoluta nella misericordia divina. Egli propaga attivamente la devozione al Sacro Cuore di Gesù e la pratica della Via Crucis.
Segnato dall'ideale di povertà e di minorità di san Francesco d'Assisi, manifesta una carità concreta e una tenerezza particolare verso i poveri, i malati e le persone emarginate, nei quali contempla il volto di Cristo sofferente. È inoltre autore di diversi opuscoli spirituali e apologetici, tra i quali Il balsamo degli infermi, un libretto che distribuiva egli stesso ai malati durante le sue visite, e Il papato difeso da alcuni errori e da alcuni pregiudizi moderni.
Domande frequenti su Giuseppe Atonna
Chi era Giuseppe Atonna?
Religioso francescano italiano (1843-1917), padre Berardo del Cuore di Gesù fu uno zelante predicatore, confessore ricercato e consigliere spirituale di grandi figure di santità.
Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Atonna?
Tra i suoi contemporanei figurano: Mercedes de Jesús Molina, Juan de Jesús López y González, Narcisa de Jesús e Francisca de Paula de Jesus.
Quando morì Giuseppe Atonna?
Giuseppe Atonna morì verso il 1917.
Quali sono gli altri nomi di Giuseppe Atonna?
Altre forme del nome: Berardo du Cœur de Jésus, Berardo del Cuore di Gesù e Berardo Atonna.
Chi sono i familiari di Giuseppe Atonna?
Familiari di Giuseppe Atonna: Raffaele Atonna (padre) e Maria Domenica D'Angelo (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1843-1917
- Decreto di venerabilità nel 2025 da Leone XIV