Felice Prinetti
Ufficiale dell'esercito italiano divenuto sacerdote Oblato di Maria Vergine, Felice Prinetti (1842-1916) è il fondatore della congregazione delle Figlie di San Giuseppe di Genoni.
I suoi contemporanei
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Biografia
Carlo Felice Prinetti, nato nel 1842 a Voghera, intraprende inizialmente una brillante carriera militare come ufficiale di artiglieria, prima di dimettersi per fedeltà alla propria coscienza cattolica.
Carlo Felice Prinetti nasce il 14 maggio 1842 a Voghera, in provincia di Pavia (Italia), all'interno di una famiglia nobile e profondamente cattolica. È il terzo di sei figli, tre dei quali abbracceranno il sacerdozio. Dotato di una viva intelligenza, entra all'Università di Torino all'età di 15 anni per studiare matematica e ingegneria, ottenendo la laurea nel 1864. Parallelamente, entra nella prestigiosa Accademia militare di Torino nel 1860. Inizia quindi una brillante carriera militare come ufficiale di artiglieria. Nel 1866, viene promosso capitano sul campo di battaglia durante la terza guerra d'indipendenza italiana contro l'Austria. Nel 1870, per fedeltà alla sua coscienza cattolica, rifiuta di partecipare alla presa di Roma (la breccia di Porta Pia) guidata dal generale Cadorna. Nel 1871, viene nominato direttore della polveriera reale di Fossano. Nonostante l'uniforme, Felice Prinetti vive la sua fede alla luce del sole, recitando il rosario e partecipando alle processioni religiose, il che suscita l'ostilità dei suoi colleghi in un clima militare fortemente anticlericale e massonico. Nel 1873, dopo essere stato insultato e provocato a duello da un altro ufficiale per aver seguito un sacerdote che portava il Viatico, sceglie di dimettersi dall'esercito piuttosto che trasgredire il divieto della Chiesa riguardante i duelli.
Vita e opera
Dopo le sue dimissioni, diviene sacerdote Oblato di Maria Vergine, fonda la congregazione delle Figlie di San Giuseppe di Genoni in Sardegna e si impegna in opere sociali a Pisa.
Poco dopo le sue dimissioni, incontra padre Paolo Abbona, un missionario Oblato di Maria Vergine (OMV) che aveva operato in Birmania. Attratto dalla vita religiosa e dal desiderio di partire in missione, Felice Prinetti entra nel noviziato degli Oblati di Maria Vergine a Nizza il 15 dicembre 1873. Pronuncia i voti il 6 gennaio 1875 e viene ordinato sacerdote il 23 dicembre 1876. Nel 1881, il suo confratello Vincenzo Gregorio Berchialla viene nominato arcivescovo di Cagliari, in Sardegna. Padre Prinetti lo accompagna come segretario e collaboratore. Viene nominato pro-rettore, poi rettore del seminario diocesano di Cagliari nel 1886, dove introduce importanti riforme pedagogiche e spirituali. Si impegna anche nel dibattito pubblico dirigendo il giornale cattolico sardo Il Risveglio dal 1891 al 1894. È a Cagliari che fonda, il 20 settembre 1888, la prima congregazione religiosa femminile di origine sarda: le Figlie di San Giuseppe di Genoni. Inizialmente riunite attorno a Eugenia Montixi per assicurare il servizio domestico e materiale del seminario, queste religiose estendono rapidamente la loro missione all'educazione dei bambini, alla cura dei malati e all'assistenza agli anziani. Nel 1889, l'istituto acquista una proprietà a Genoni, che diventa la casa madre della congregazione. Dopo la morte dell'arcivescovo Berchialla nel 1894, padre Prinetti viene richiamato in Piemonte. Dirige il collegio degli aspiranti Oblati a Giaveno dal 1894 al 1903, poi la casa di San Francesco d'Assisi a Torino dal 1903 al 1906, continuando a guidare le sue religiose in Sardegna attraverso una corrispondenza assidua e visite regolari. Nel 1906, su richiesta del cardinale Pietro Maffi, arcivescovo di Pisa, viene inviato in quella città per fondare l'opera di San Jacopo delle Piagge, un quartiere periferico e operaio segnato da una forte influenza anarchica. Vi dispiega un'intensa attività pastorale e sociale in collaborazione con il sociologo ed economista Giuseppe Toniolo (anch'egli riconosciuto venerabile). Insieme, creano numerose opere di assistenza: una cassa di mutuo soccorso, una cassa di risparmio e di credito per gli operai, l'Unione agricola dei mezzadri, circoli giovanili e scuole professionali per le giovani ragazze.
Cammino verso la santità
Padre Felice Prinetti muore improvvisamente per arresto cardiaco a Pisa il 5 maggio 1916, lasciando dietro di sé una solida reputazione di santità.
Padre Felice Prinetti si spegne improvvisamente per un arresto cardiaco a Pisa il 5 maggio 1916, dopo essersi interamente spogliato della sua eredità familiare per sostenere i poveri e le opere della sua parrocchia. La sua reputazione di santità, già ben stabilita durante la sua vita presso il cardinale Maffi e i fedeli, conduce all'apertura della sua causa di beatificazione e canonizzazione.
Beatificazione e canonizzazione
Dichiarato venerabile da papa Giovanni Paolo II nel 2004, i suoi resti mortali sono stati traslati a Genoni nel 2019.
La causa di beatificazione di padre Felice Prinetti ha compiuto un passo fondamentale sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Il 19 aprile 2004, il Papa ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli così il titolo di venerabile. Affinché la sua beatificazione sia pronunciata, è richiesto il riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione da parte del Dicastero delle Cause dei Santi. Nel marzo 2019, i suoi resti mortali sono stati traslati da Pisa alla cappella della Casa Madre delle Figlie di San Giuseppe a Genoni, in Sardegna, esaudendo così un desiderio caro alla sua congregazione.
Spiritualità ed eredità
La sua spiritualità, ispirata a san Francesco di Sales, sant'Alfonso Maria de' Liguori e santa Teresa di Lisieux, perdura attraverso la congregazione delle Figlie di San Giuseppe di Genoni, presente in quattro continenti.
La spiritualità del venerabile Felice Prinetti è profondamente segnata dall'influenza di san Francesco di Sales, di sant'Alfonso Maria de' Liguori e di santa Teresa di Lisieux. Essa si articola attorno a un'unione intima con Cristo, a una fiducia assoluta nella misericordia divina e a una devozione particolare a san Giuseppe, che egli proponeva come modello di silenzio, umiltà e servizio nascosto alle sue religiose. Oggi, la Congregazione delle Figlie di San Giuseppe di Genoni prosegue la sua opera in quattro continenti (Europa, America del Sud, Africa e Asia), operando in scuole, ospedali, orfanotrofi e case di riposo, testimoniando l'eredità di carità e di contemplazione attiva lasciata dal loro fondatore.
Domande frequenti su Felice Prinetti
Chi era Felice Prinetti?
Ufficiale dell'esercito italiano divenuto sacerdote Oblato di Maria Vergine, Felice Prinetti (1842-1916) è il fondatore della congregazione delle Figlie di San Giuseppe di Genoni.
Quali santi furono contemporanei di Felice Prinetti?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Felice Prinetti?
Felice Prinetti morì verso il 1842.
Quali sono gli altri nomi di Felice Prinetti?
Altre forme del nome: Carlo Felice Prinetti.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1842-1916
- Decreto di venerabilità di Giovanni Paolo II