17 aprile 19° secolo

Giuseppe Morgera

Sacerdote italiano di Ischia, Giuseppe Morgera (1844-1898) si dedicò eroicamente alla sua parrocchia di Casamicciola dopo il devastante terremoto del 1883. È stato dichiarato venerabile nel 2002.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nascita, giovinezza, educazione religiosa impartita dal nonno e ordinazione sacerdotale di Giuseppe Morgera a Ischia.

    Giuseppe Morgera nacque il 1° gennaio 1844 a Casamicciola, sull'isola d'Ischia, nel Regno delle Due Sicilie (attuale Italia). Era il figlio primogenito di Francesco Morgera e di Maria Giuseppa De Luise, all'interno di una famiglia che avrebbe contato otto figli. Dall'età di quattro anni, fu affidato al nonno materno, Francesco De Luise, un ex sergente dei dragoni e custode della Casina Reale di Villa dei Bagni a Ischia. Fu questo nonno, uomo profondamente cristiano, il suo primo educatore, che gli insegnò a leggere e a scrivere utilizzando la Sacra Bibbia. Sentendo molto presto la vocazione sacerdotale, il giovane Giuseppe divenne chierichetto della cappella della Casina Reale. Grazie al sostegno della famiglia reale dei Borbone, poté entrare nel seminario diocesano di Ischia. Fu ordinato sacerdote il 22 settembre 1866 dal vescovo di Ischia, monsignor Felice Romano, nella cattedrale dell'isola. Il giorno seguente, celebrò la sua prima messa nella chiesa del Purgatorio di Villa dei Bagni. Nel 1868, si recò a Roma per approfondire i suoi studi in teologia morale presso l'Università Pontificia Gregoriana (allora chiamata Collegio Romano). Tuttavia, nel maggio 1869, la grave malattia e poi la morte di suo padre lo costrinsero a interrompere gli studi e a tornare definitivamente a Ischia. L'anno 1869 fu per lui un periodo di profondi lutti familiari: dopo il padre a maggio, perse la nonna materna a settembre, poi il nonno a ottobre. Divenuto capofamiglia, si stabilì a Casamicciola con la madre e la sorella Filomena.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    Ministero pastorale presso i marinai e i poveri, scritti spirituali e dedizione eroica dopo il terremoto del 1883 a Casamicciola.

    Il 1° gennaio 1870, su raccomandazione dei marinai di Casamicciola, Giuseppe Morgera fu nominato cappellano della chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio, chiamata anche «chiesa dei marinai». Vi si dedicò con zelo all'apostolato, in particolare verso i bambini e i giovani. Constatando la distanza dalla chiesa parrocchiale (situata allora in Contrada Majo), organizzò una scuola di catechismo e aprì una scuola privata gratuita presso il proprio domicilio per istruire i bambini poveri. Parallelamente al suo ministero locale, don Giuseppe divenne un predicatore molto ricercato, estendendo la sua azione oratoria oltre l'isola, in particolare a Napoli, Gaeta e Torre Annunziata. Iniziò anche a redigere opere spirituali e catechistiche, tra cui una Vita di San Giuseppe e una Vita di Gesù Cristo. Il 9 gennaio 1882, fu nominato viceparroco di Casamicciola per affiancare il parroco, monsignor Carlo Mennella, che era appena stato nominato vescovo ausiliare di Ischia pur conservando il suo incarico parrocchiale. Il destino di Giuseppe Morgera cambiò il 28 luglio 1883, quando un terribile terremoto distrusse quasi interamente la città di Casamicciola, causando più di 2.300 vittime. Monsignor Carlo Mennella perì sotto le macerie. Don Giuseppe fu lui stesso sepolto sotto le rovine della canonica, ma fu estratto vivo, sebbene gravemente ferito. Ricoverato a Napoli fino al 26 settembre 1883, supplicò di poter tornare dai suoi parrocchiani. Sebbene zoppo e costretto a usare un bastone, tornò a Casamicciola e fu nominato parroco della parrocchia sinistrata il 15 dicembre 1883. Da allora, si spese senza sosta per la ricostruzione materiale e spirituale della sua comunità. Soprannominato il «parroco santo», esortò i suoi concittadini a non sprofondare nell'ozio o nella dipendenza esclusiva dagli aiuti governativi, ma a ricostruire la loro vita attraverso il lavoro e la fede. Fu il grande promotore della ricostruzione della chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, la cui prima pietra fu posta nel 1894 dal vescovo monsignor Giuseppe Candido e che fu inaugurata il 31 maggio 1896.

    Culto 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Testimonianza di carità eroica, povertà evangelica, reputazione di santità e traslazione dei suoi resti mortali.

    La vita di Giuseppe Morgera fu una testimonianza costante di carità eroica, di povertà evangelica e di zelo pastorale. Alla sua morte, non lasciò come unico retaggio materiale che diciassette soldi. La sua reputazione di santità, già immensa durante la sua vita, non cessò di crescere dopo la sua morte. Un anno dopo la sua scomparsa, il vescovo di Sant'Angelo dei Lombardi, monsignor Giulio Tommasi, fece incidere sulla sua tomba un'iscrizione che testimoniava che vi riposava un santo parroco. Il 13 novembre 1966, i suoi resti mortali furono traslati dal cimitero comunale verso la navata sinistra della chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena che aveva ricostruito, dove sono tuttora venerati dai fedeli.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Storia della causa di beatificazione di Giuseppe Morgera, dall'inchiesta diocesana alla dichiarazione di venerabilità da parte di Giovanni Paolo II.

    La causa di beatificazione e canonizzazione di Giuseppe Morgera è stata ufficialmente aperta a livello diocesano il 13 aprile 1991 dal vescovo di Ischia, monsignor Antonio Pagano. La fase diocesana dell'inchiesta si è conclusa il 15 dicembre 1991. La Congregazione per le Cause dei Santi ha emesso il decreto di validità dell'inchiesta diocesana il 19 febbraio 1993. La Positio sulle sue virtù è stata pubblicata nel 1994/1995 e approvata dai consultori storici il 21 febbraio 1995. Il 23 aprile 2002, papa Giovanni Paolo II ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli così il titolo di venerabile. Affinché la sua beatificazione sia pronunciata, è richiesto il riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Devozione al Sacro Cuore e alla Vergine Maria, scritti catechistici e fondazione della casa di riposo Villa Joseph.

    La spiritualità di Giuseppe Morgera era profondamente radicata nell'amore per il Sacro Cuore di Gesù e nella devozione alla Vergine Maria, che amava invocare sotto il titolo di Madre del Buon Consiglio. Scrittore e catechista prolifico, pubblicò numerose opere per l'istruzione religiosa del popolo, tra cui un Catechismo metodico della dottrina cristiana (1897) e manuali di preparazione alla prima comunione. La sua eredità si perpetua non solo attraverso la memoria della sua dedizione durante il terremoto del 1883, ma anche attraverso opere concrete. Sua nipote, Giuseppina Morgera, fondò a Casamicciola una casa di riposo chiamata «Villa Joseph», realizzando così il desiderio spesso espresso dal «santo curato» di stabilire una casa di carità permanente per i poveri e gli anziani della sua parrocchia.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Giuseppe Morgera

    Chi era Giuseppe Morgera?

    Sacerdote italiano di Ischia, Giuseppe Morgera (1844-1898) si dedicò eroicamente alla sua parrocchia di Casamicciola dopo il devastante terremoto del 1883. È stato dichiarato venerabile nel 2002.

    Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Morgera?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.

    Quando morì Giuseppe Morgera?

    Giuseppe Morgera morì verso il 1844.

    Quali sono gli altri nomi di Giuseppe Morgera?

    Altre forme del nome: Don Giuseppe e Parroco santo.

    Chi sono i familiari di Giuseppe Morgera?

    Familiari di Giuseppe Morgera: Francesco Morgera (padre), Maria Giuseppa De Luise (madre), Francesco De Luise (nonno materno), Filomena Morgera (sorella) e Giuseppina Morgera (nipote).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.