Giuseppe Ghezzi
Nobile italiano divenuto semplice frate francescano laico, Giuseppe Ghezzi (1872-1955), soprannominato il 'Conte con la bisaccia', ha consacrato la sua vita ai poveri e ai malati nel Salento.
I suoi contemporanei
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Biografia
Giovinezza di Michele Ghezzi, la sua grave malattia e la guarigione inspiegabile che cambiò il corso della sua vita.
Michele Ghezzi nacque il 19 agosto 1872 a Lecce, in Puglia (Italia), all'interno di una famiglia dell'alta nobiltà. Quarto dei sette figli di Pasquale Ghezzi (avvocato e poi duca di Carpignano) e di Carmela Carrozzini (baronessa di Soleto), ereditò il titolo di conte di Poggio Aquilone. Educato alla pietà, sviluppò molto presto una grande sensibilità spirituale. Nell'autunno del 1888, all'età di sedici anni, scoprì un tumore sotto l'ascella durante una vacanza a Gallipoli. Questa grave malattia lo fece soffrire intensamente per più di sei anni. Nonostante un'operazione eseguita dal celebre medico Vito Fazzi, il suo caso fu giudicato disperato. Di fronte a questo vicolo cieco, la sua famiglia pregò incessantemente la Vergine di Pompei. Contro ogni aspettativa, Michele fu perfettamente e inspiegabilmente guarito. Animato dalla gratitudine, decise di consacrarsi interamente ai poveri, distribuendo i suoi beni e vivendo in povertà.
Vita e opera
Il suo ingresso tra i francescani come frate laico e il suo umile servizio presso i poveri del Salento.
Divenuto membro del Terz'Ordine francescano, Michele sente la chiamata alla vita religiosa dopo la morte dei genitori. Nonostante un primo rifiuto dovuto alla sua salute fragile e alla sua età, viene ammesso al convento di Sant'Antonio di Lecce nel luglio 1905. Inizia il suo noviziato nel 1906 a Galatone con il nome di Fra Giuseppe. Pronuncia la sua professione solenne l'8 dicembre 1915, dopo aver rinunciato al suo titolo di conte.
Per cinquant'anni, Fra Giuseppe vive in diversi conventi di Terra d'Otranto (Lecce, Squinzano, Manduria, Soleto, Francavilla Fontana e Martano), esercitando gli umili incarichi di sacrestano e di frate questuante. Soprannominato 'il Conte con la bisaccia', percorre il Salento per mendicare per i poveri e portare la pace alle famiglie. Durante le Guerre mondiali, offre le sue sofferenze fisiche per i soldati. Gravemente malato a partire dal Natale 1954, si spegne il 9 febbraio 1955 a Lecce.
Cammino verso la santità
Le tappe della causa di beatificazione di Fra Giuseppe Ghezzi fino alla sua dichiarazione come venerabile.
La reputazione di santità di Fra Giuseppe Ghezzi, già immensa durante la sua vita, continua a crescere dopo la sua morte. Il 19 giugno 1982, la Congregazione per le Cause dei Santi emette il nihil obstat per l'apertura della sua causa di beatificazione. L'inchiesta diocesana viene convalidata con decreto il 24 gennaio 1992. La Positio super virtutibus viene approvata dai consultori teologi il 14 aprile 2000, e successivamente dai cardinali e vescovi il 17 novembre 2000. Infine, il 18 dicembre 2000, il Papa Giovanni Paolo II autorizza la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli il titolo di Venerabile.
Beatificazione e canonizzazione
La traslazione delle sue reliquie e la continua devozione popolare attorno alla sua figura.
Attualmente riconosciuto come Venerabile, il processo in vista della sua beatificazione prosegue in attesa del riconoscimento ufficiale di un miracolo. I suoi resti mortali sono stati traslati l'11 febbraio 1979 dal cimitero di Lecce verso la chiesa parrocchiale di Sant'Antonio a Fulgenzio (Lecce), dove sono tuttora venerati. Per sostenere la sua causa, nel 2021 è stato presentato il docu-film 'L'Uomo della Carità'. Nel febbraio 2025, in occasione del 70° anniversario della sua morte, è stata organizzata una peregrinatio del suo abito religioso attraverso diverse diocesi pugliesi per ravvivare la devozione popolare.
Spiritualità ed eredità
L'ideale francescano vissuto da Fra Giuseppe e i suoi scritti spirituali.
La spiritualità di Fra Giuseppe Ghezzi poggia sull'ideale di san Francesco d'Assisi: povertà assoluta, umiltà gioiosa e amore per i bisognosi. Egli ha fatto proprio il motto della sua nobile famiglia, 'Non sibi, sed aliis' (Non per sé, ma per gli altri), conferendogli un senso evangelico. La sua vita di preghiera era incentrata sull'Eucaristia, trascorrendo lunghe ore in adorazione notturna, così come sulla devozione al Sacro Cuore e alla Vergine Maria. Ha lasciato una preziosa eredità spirituale attraverso le sue lettere, in particolare a sua sorella carmelitana, Suor Clotilde.
Iconografia
Segni e attributi
Domande frequenti su Giuseppe Ghezzi
Chi era Giuseppe Ghezzi?
Nobile italiano divenuto semplice frate francescano laico, Giuseppe Ghezzi (1872-1955), soprannominato il 'Conte con la bisaccia', ha consacrato la sua vita ai poveri e ai malati nel Salento.
Come si riconosce Giuseppe Ghezzi nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Giuseppe Ghezzi è riconoscibile da: bisaccia e abito francescano.
Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Ghezzi?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Giuseppe Ghezzi?
Giuseppe Ghezzi morì verso il 1955.
Quali sono gli altri nomi di Giuseppe Ghezzi?
Altre forme del nome: Michele Ghezzi, Fra Giuseppe e Frère Joseph.
Chi sono i familiari di Giuseppe Ghezzi?
Familiari di Giuseppe Ghezzi: Pasquale Ghezzi (padre), Carmela Carrozzini (madre) e Sœur Clotilde (sorella).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1872-1955
- Decreto di venerabilità di Giovanni Paolo II
Citazioni
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Com'è bello dimenticare se stessi e consacrarsi ai bisogni degli altri. I dolori più forti, le incomprensioni diventano lievi e dolci quando ci sforziamo di imitare Colui che si è fatto crocifiggere per amore.
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