Luigi Balbiano
Sacerdote italiano (1812-1884), vicario di Avigliana per 47 anni, riconosciuto venerabile da Giovanni Paolo II nel 1981.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 5
Biografia
Nascita a Volvera, formazione nei seminari piemontesi e ordinazione sacerdotale nel 1837.
Luigi Giovanni Balbiano nasce il 25 agosto 1812 a Volvera, in provincia di Torino (Italia), in un'umile famiglia di agricoltori. Educato in una solida fede cristiana, riceve il sacramento della confermazione all'età di dieci anni dalle mani di Monsignor D'Angennes, vescovo di Alessandria, allora di passaggio ad Airasca. Molto presto, manifesta il desiderio di diventare sacerdote e serve fedelmente come chierichetto nella sua parrocchia.
All'età di sedici anni, durante l'anno scolastico 1828-1829, entra nel seminario di Giaveno. Veste l'abito clericale il 24 ottobre 1830 nella sua parrocchia natale di Volvera. Prosegue poi i suoi studi di filosofia nel seminario di Bra fino al 1832, e in seguito gli studi di teologia nel seminario di Chieri. È durante questo periodo di formazione che incrocia la strada di due grandi figure della santità piemontese: Giuseppe Cafasso (San Giuseppe Cafasso), allora sul punto di terminare i suoi studi, e il giovane Giovanni Bosco (San Giovanni Bosco), che iniziava i propri.
Luigi Balbiano viene ordinato diacono il 26 maggio 1836 e inizia a esercitare il suo ministero pratico ad Avigliana presso don Giuseppe Peretti, parroco della parrocchia di Santa Maria e originario come lui di Volvera. Viene ordinato sacerdote il 20 maggio 1837 dall'arcivescovo di Torino, Monsignor Luigi Fransoni.
Vita e opera
Ministero di vicario ad Avigliana per 47 anni, caratterizzato dall'umiltà, dal servizio ai poveri e dalla predicazione in piemontese.
Sin dalla sua ordinazione nel maggio 1837, don Luigi Balbiano viene nominato vice-parroco (vicario) della parrocchia di Santa Maria Maggiore, situata nel quartiere storico di Borgo Vecchio ad Avigliana. Ricoprirà questa funzione di vicario ininterrottamente per quarantasette anni, fino alla sua morte.
Fuggendo ogni ambizione personale e rifiutando sistematicamente di essere promosso parroco quando la parrocchia rimaneva vacante, preferiva farsi da parte per lasciare il posto a sacerdoti più giovani. La sua linea di condotta spirituale e pastorale si riassumeva in questa frase programmatica che ripeteva spesso: «Io non sono fatto per comandare, ma per ubbidire».
Don Balbiano conduce una vita di estrema povertà e semplicità. Si dedica instancabilmente ai malati e agli indigenti, percorrendo a piedi lunghe distanze per visitare le cascine e le frazioni più isolate della Valle di Susa. Insegna il catechismo ovunque può: in canonica, nelle piazze pubbliche, lungo i sentieri e le strade.
Si distingue inoltre come un confessore eccezionale. Il suo confessionale, ancora conservato nell'antica chiesa di Santa Maria Maggiore, è costantemente preso d'assalto dai fedeli che accorrono da Avigliana e dai paesi vicini. Per essere il più vicino possibile al suo popolo, predica con grande successo in lingua piemontese, il che gli varrà più tardi di essere designato come il patrono della lingua piemontese.
La sua carità è leggendaria: dona tutto ciò che possiede ai poveri, compresi i suoi stessi vestiti, le sue scarpe o il suo cappotto invernale. Si racconta che gli sia capitato di scalzarsi lungo la strada per offrire le sue scarpe a una donna indigente e di tornare a casa a piedi nudi.
Cammino verso la santità
Reputazione di santità, carismi soprannaturali e morte serena predetta nel 1884.
La vita di don Luigi Balbiano è costellata di fatti straordinari e carismi soprannaturali (doni di guarigione, benedizioni efficaci per i malati, gli animali e i raccolti) che gli attirano, mentre era in vita, una solida reputazione di santità.
Nel marzo 1884, gravemente malato, si mette a letto per obbedienza verso il suo parroco. Si spegne serenamente sabato 22 marzo 1884 a mezzogiorno in punto, un giorno e un'ora che lui stesso aveva predetto. I suoi funerali raccolgono una folla immensa stimata in circa 40.000 persone giunte da tutta la regione.
Inizialmente sepolto nel cimitero di San Pietro d'Avigliana, il suo corpo viene in seguito trasferito nella chiesa di Santa Maria Vecchia, per poi riposare oggi in un sarcofago all'interno della chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova ad Avigliana.
Beatificazione e canonizzazione
Introduzione della causa di beatificazione e decreto sull'eroicità delle virtù da parte di Giovanni Paolo II nel 1981.
La causa di beatificazione di don Luigi Balbiano viene avviata diversi decenni dopo la sua morte. Il processo informativo diocesano si apre nel 1931 e si chiude nel 1934. Il decreto sui suoi scritti viene pubblicato il 27 novembre 1937. La causa viene ufficialmente introdotta a Roma il 23 marzo 1945, sotto l'episcopato del cardinale Maurilio Fossati, arcivescovo di Torino. Il decreto «non cultu» viene emesso l'8 marzo 1946. Il 27 novembre 1981, papa Giovanni Paolo II promulga il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù teologali e cardinali, conferendogli così ufficialmente il titolo di Venerabile. Per poter procedere alla beatificazione, è richiesta la Riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione da parte del Dicastero delle Cause dei Santi.
Spiritualità ed eredità
Modello di umiltà e obbedienza, soprannominato il prete senza rumore, la cui memoria rimane viva in Piemonte.
La spiritualità di don Luigi Balbiano poggia su due pilastri fondamentali: l'umiltà assoluta e l'obbedienza gioiosa. Soprannominato «il prete senza rumore», ha saputo incarnare la santità del quotidiano, lontano dagli onori e dal potere.
Sebbene contemporaneo dei grandi «santi sociali» di Torino come san Giuseppe Cafasso, san Giovanni Bosco o san Giuseppe Benedetto Cottolengo, don Balbiano ha scelto di rimanere un umile vicario di campagna, agendo nell'ombra come un lievito spirituale per le popolazioni della valle di Susa e del Sangone.
Ancora oggi, la sua memoria rimane estremamente viva a Volvera (sua città natale) e ad Avigliana (suo luogo di ministero). I fedeli continuano a recarsi in pellegrinaggio sulla sua tomba e a conservare la sua immagine nelle loro case come un modello di umiltà e di servizio disinteressato.
Domande frequenti su Luigi Balbiano
Chi era Luigi Balbiano?
Sacerdote italiano (1812-1884), vicario di Avigliana per 47 anni, riconosciuto venerabile da Giovanni Paolo II nel 1981.
Di cosa è Luigi Balbiano santo patrono?
Patronati di Luigi Balbiano: langue piémontaise e lingua piemontese.
Quali santi furono contemporanei di Luigi Balbiano?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Luigi Balbiano?
Luigi Balbiano morì verso il 1884.
Quali sono gli altri nomi di Luigi Balbiano?
Altre forme del nome: Luigi Giovanni Balbiano.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1812-1884
- Decreto di venerabilità di Giovanni Paolo II
Citazioni
-
Io non sono fatto per comandare, ma per ubbidire
https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQFTD8tOapZOSrzMc15i-mivWrCNhiAxLrgHfXWh8v8VctCSqyvxBwL4gFBDsMeDI5ShqwWEdCU1Zy-2sbHperaWaIYTBDPMaXkBpwf3sbIKKXRAxhMSVvhP8ZBMpyJq6A==