Claudio Granzotto
Frate francescano e scultore italiano, Claudio Granzotto ha unito il suo genio artistico a una profonda vita di preghiera e di carità.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
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Biografia
Nascita e giovinezza di Riccardo Vittorio Granzotto, dalle sue umili origini alla sua formazione artistica a Venezia.
Riccardo Vittorio Granzotto nasce il 23 agosto 1900 a Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso, in Italia. È l'ultimo dei nove figli di Antonio Granzotto e di Giovanna Scottò, una famiglia di umili contadini profondamente devoti. Nel 1909, quando ha solo nove anni, il padre muore, gettando la famiglia in gravi difficoltà finanziarie. Per aiutare i suoi a sopravvivere, Riccardo deve interrompere gli studi fin dalla terza elementare per lavorare nei campi. Lavora poi come apprendista calzolaio, falegname e infine come muratore nella piccola impresa di costruzioni del fratello Giovanni. Nonostante la durezza della sua quotidianità, Riccardo manifesta fin dalla più tenera età un talento innato per il disegno e la modellazione dell'argilla. Durante la Prima Guerra Mondiale, viene mobilitato fin dal 1915 per svolgere lavori di logistica militare, poi viene incorporato nell'esercito italiano nel 1918, prestando servizio in particolare in Albania. Dopo la smobilitazione nell'ottobre 1921, può finalmente dedicarsi pienamente alla sua passione artistica. Sostenuto dalla famiglia e dal suo parroco, intraprende gli studi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, da cui esce diplomato con lode nel 1929, ottenendo il titolo di professore di scultura.
Vita e opera
La carriera artistica di Riccardo, il suo rifiuto del fascismo, il suo ingresso tra i Francescani con il nome di Fra Claudio e le sue realizzazioni principali.
Il talento artistico di Riccardo Granzotto si orienta rapidamente verso l'arte sacra, che concepisce come un mezzo di evangelizzazione. Nel 1930 vince il concorso per realizzare una statua di un atleta (Il Giocatore di palla o La volata) destinata al Foro Mussolini a Roma. Tuttavia, l'opera non viene mai realizzata poiché Riccardo rifiuta categoricamente di aderire al Partito Nazionale Fascista, il che gli costa l'esclusione dal progetto. Tra le sue realizzazioni notevoli figura l'acquasantiera della chiesa parrocchiale di Santa Lucia di Piave (1928), che rappresenta un demone inginocchiato che si piega sotto il peso della vasca dell'acqua santa, sormontata da una statua della Vergine Maria. Il suo capolavoro indiscusso rimane il Cristo morto (1939), scolpito in un unico blocco di marmo per la chiesa di San Francesco a Vittorio Veneto. Quest'opera, sorprendente per realismo e spiritualità, rappresenta il corpo di Cristo appena prima della Risurrezione. Nel 1933, sentendo un richiamo irresistibile a consacrarsi interamente a Dio, Riccardo rinuncia alla sua promettente carriera artistica ed entra nell'Ordine dei Frati Minori (Francescani) come fratello laico nel convento di San Francesco del Deserto, a Venezia. Il suo parroco, Monsignor Morando, scrive allora ai superiori: «L'Ordine riceve non solo un artista, ma un santo». Prende il nome religioso di Fra Claudio e pronuncia i voti temporanei l'8 dicembre 1936. Fra Claudio viene poi inviato al convento di San Francesco a Vittorio Veneto. Pur continuando a scolpire, si dedica ai compiti più umili della comunità (lavare i piatti, cucinare, curare i malati). Nel 1935 progetta e realizza una replica fedele della Grotta di Massabielle di Lourdes a Chiampo (Vicenza). Vi scolpisce personalmente la statua dell'Immacolata Concezione in marmo di Carrara. Di fronte alle difficoltà incontrate durante la costruzione, profetizza: «Questa grotta diventerà un luogo di preghiera e qui verrà molta gente».
Cammino verso la santità
La vita di preghiera, umiltà e carità di Frate Claudio, insieme alla sua malattia accettata con eroica pazienza.
La vita religiosa di Frate Claudio è caratterizzata da una profonda umiltà, una carità senza confini verso i poveri e un'intensa vita di preghiera. Trascorre frequentemente intere notti in adorazione davanti al Santissimo Sacramento, attingendo dall'Eucaristia l'ispirazione per le sue sculture. Percorre inoltre il suo paese natale come questuante per provvedere ai bisogni dei più indigenti e confortare i malati. Nel 1947, il suo stato di salute si degrada rapidamente. Ricoverato a Padova, i medici gli diagnosticano un tumore cerebrale incurabile. Frate Claudio accoglie questa prova con eroica pazienza, offrendo le sue sofferenze in unione con la Passione di Cristo. Dopo aver ricevuto l'unzione degli infermi, si spegne serenamente all'ospedale civile di Padova il 15 agosto 1947, giorno della solennità dell'Assunzione, conformemente a quanto egli stesso aveva predetto anni prima.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di beatificazione di Fratel Claudio, dall'apertura della causa da parte di Mons. Albino Luciani alla sua beatificazione nel 1994.
La causa di beatificazione di Fratel Claudio Granzotto viene aperta nel dicembre 1959 nella diocesi di Vittorio Veneto dal vescovo Mons. Albino Luciani (futuro Papa Giovanni Paolo I). Il 7 settembre 1989, Papa Giovanni Paolo II firma il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli il titolo di Venerabile. Il 6 luglio 1993, Papa Giovanni Paolo II approva il miracolo richiesto per la sua beatificazione: la guarigione improvvisa, totale e duratura di un bambino di Verona affetto da peridacriocistite (una grave infiammazione dei tessuti che circondano il sacco lacrimale). Un'altra testimonianza significativa è quella di Bruno Pozza, guarito nel 1950 da un tumore all'occhio sinistro per intercessione del Servo di Dio. Fratel Claudio Granzotto viene solennemente beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 20 novembre 1994 nella Basilica di San Pietro a Roma. Durante la celebrazione, il Santo Padre lo presenta come modello per i religiosi nel dono di sé, per gli artisti nella ricerca della Bellezza divina e per i malati nell'accettazione della sofferenza.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità francescana e mariana di Claudio Granzotto e il pellegrinaggio alla Grotta di Lourdes di Chiampo.
La spiritualità di Claudio Granzotto è profondamente francescana e mariana. Per lui, l'arte non era un fine a sé stante, ma un mezzo per elevare le anime verso Dio. Affermava: «Mi sta più a cuore essere un buon religioso che un buon artista». Oggi, le sue spoglie riposano ai piedi della Grotta di Lourdes che egli costruì a Chiampo. Questo luogo è diventato un importante santuario mariano che attira ogni anno quasi un milione di pellegrini. La sua promessa spirituale continua ad accompagnare i fedeli: «Dal cielo aiuterò e consolerò tutti».
Domande frequenti su Claudio Granzotto
Chi era Claudio Granzotto?
Frate francescano e scultore italiano, Claudio Granzotto ha unito il suo genio artistico a una profonda vita di preghiera e di carità.
Quali santi furono contemporanei di Claudio Granzotto?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Claudio Granzotto?
Claudio Granzotto morì verso il 1947.
Quali sono gli altri nomi di Claudio Granzotto?
Altre forme del nome: Riccardo Vittorio Granzotto e Fra Claudio.
Chi sono i familiari di Claudio Granzotto?
Familiari di Claudio Granzotto: Antonio Granzotto (padre), Giovanna Scottò (madre) e Giovanni Granzotto (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1947
- Beatificazione nel 1994 da parte di Giovanni Paolo II