6 settembre 20° secolo

Olinto Marella

Sacerdote italiano soprannominato il 'barbone di Dio', Olinto Marella ha consacrato la sua vita ai poveri e agli orfani di Bologna, fondando la Città dei Ragazzi dopo aver superato sedici anni di sospensione pastorale con un'obbedienza esemplare.

Cronologia

I suoi contemporanei

Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.

Esplora quest’epoca

    Lettura guidata

    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    La giovinezza, la formazione e gli anni dell'esilio pastorale di Olinto Marella.

    Olinto Giuseppe Marella nasce il 14 giugno 1882 a Pellestrina, un'isola della laguna di Venezia, in Italia. Proveniente da una famiglia benestante, è figlio di Luigi Marella, medico dell'isola, e di Carolina de' Bei, insegnante. Dopo la morte precoce del padre nel 1892, la sua educazione viene presa in carico dallo zio paterno, monsignor Giuseppe Marella. Il giovane Olinto avverte molto presto la vocazione sacerdotale. Viene inviato a Roma per studiare al Pontificio Seminario Romano Maggiore, dove ha come compagno di classe Angelo Giuseppe Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII, con il quale stringe un'amicizia duratura. Viene ordinato sacerdote il 17 dicembre 1904 dal cardinale Aristide Cavallari. Tornato nella sua diocesi di Chioggia, insegna lettere, filosofia e teologia nel seminario diocesano. Sensibile alle questioni sociali e ispirato dall'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, fonda un patronato («Ricreatorio Popolare») e una scuola materna per i figli poveri dei pescatori di Pellestrina. Tuttavia, nel 1909, la sua vita cambia radicalmente. Per aver accolto in casa il suo amico d'infanzia Romolo Murri, un sacerdote e uomo politico scomunicato a causa delle sue posizioni moderniste, don Olinto viene sospeso a divinis dal suo vescovo. Privato dell'esercizio del suo ministero e della possibilità di celebrare pubblicamente i sacramenti, accetta questa sanzione con profonda umiltà e obbedienza assoluta alla Chiesa, senza mai protestare. Durante sedici anni di esilio pastorale, si guadagna da vivere insegnando storia e filosofia in vari licei pubblici in tutta Italia. Nel 1924 si stabilisce a Bologna, dove insegna nei prestigiosi licei Galvani e Minghetti. Nel 1925, il cardinale Giovanni Nasalli Rocca di Corneliano, arcivescovo di Bologna, lo riabilita pienamente e lo incardina nella sua diocesi, permettendogli di riprendere il suo servizio sacerdotale. Da quel momento dedica il resto della sua vita ai più bisognosi di Bologna. Si spegne il 6 settembre 1969 a San Lazzaro di Savena, all'età di 87 anni.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    L'azione caritativa di don Olinto Marella verso i poveri e la fondazione della Città dei Ragazzi.

    L'opera di don Olinto Marella è indissociabile dal suo impegno radicale verso i poveri, gli orfani e gli esclusi della periferia di Bologna. Dopo la sua riabilitazione nel 1925, inizia a operare nei quartieri più miseri della città, devastati dalle conseguenze della Prima Guerra Mondiale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, don Olinto dimostra un coraggio eroico salvando numerose persone dalla persecuzione e dalla morte. Nasconde e protegge soldati, partigiani, rifugiati e famiglie ebree, rischiando a più riprese di essere fucilato dalle forze di occupazione. All'indomani della guerra, di fronte al dramma dei numerosi orfani e ragazzi di strada, fonda nel 1948 la prima «Città dei Ragazzi». Questo centro di accoglienza innovativo non è solo un rifugio, ma un luogo di educazione integrale e di apprendimento professionale. I giovani vi imparano mestieri artigianali e industriali per inserirsi dignitosamente nella società. Per sostenere quest'opera e altre iniziative di aiuto alle famiglie in difficoltà, fonda anche la congregazione delle «Piccole operaie», dedicata all'aiuto compiti, all'educazione e alla formazione professionale delle ragazze. Per finanziare le sue strutture di accoglienza e nutrire i suoi protetti, don Olinto sceglie di farsi egli stesso povero tra i poveri. Diventa celebre a Bologna con il nome di «barbone di Dio» o «il prete mendicante». Giorno dopo giorno, si siede su un piccolo sgabello all'angolo delle strade del centro (in particolare all'angolo di Via Drapperie), con il cappello in mano, per mendicare la carità dei passanti. La sua umiltà e la sua presenza costante lo rendono una figura imprescindibile e amata da tutta la popolazione bolognese.

    Culto 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Il processo di beatificazione e il riconoscimento delle virtù eroiche di don Olinto Marella.

    La fama di santità di don Olinto Marella, già immensa durante la sua vita, non ha smesso di crescere dopo la sua morte nel 1969. Il processo diocesano in vista della sua beatificazione è stato ufficialmente aperto l'8 settembre 1996 sotto l'impulso del cardinale Giacomo Biffi, allora arcivescovo di Bologna. L'inchiesta diocesana si è conclusa il 17 dicembre 2005. Il 27 marzo 2013, papa Francesco ha riconosciuto l'eroicità delle sue virtù e lo ha proclamato venerabile.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il riconoscimento del miracolo e la celebrazione della beatificazione a Bologna.

    Il cammino verso la beatificazione si apre con il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione. Si tratta della guarigione inspiegabile, avvenuta nel 1985, di un uomo gravemente malato e giudicato senza speranza dalla medicina. Dopo il parere favorevole delle commissioni medica e teologica, papa Francesco firma il decreto che conferma questo miracolo il 28 novembre 2019. La cerimonia di beatificazione viene celebrata il 4 ottobre 2020 in Piazza Maggiore a Bologna. La celebrazione è presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, in nome di papa Francesco. Durante l'Angelus dello stesso giorno, papa Francesco saluta il nuovo beato come un «pastore secondo il cuore di Cristo, padre dei poveri e difensore dei deboli».

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La spiritualità di obbedienza e carità di don Olinto Marella, e la perennità della sua opera.

    La spiritualità di don Olinto Marella poggia su una fede incrollabile nella Provvidenza e su una carità attiva, vissuta nell'obbedienza filiale alla Chiesa. Nonostante la dolorosa prova della sua sospensione durata sedici anni, non ha mai manifestato amarezza né rivolta, offrendo la sua sofferenza per il bene della Chiesa. La sua eredità rimane viva attraverso l'«Opera Padre Marella», che continua oggi ad accogliere le persone in situazione di esclusione, i senzatetto e i giovani in difficoltà a Bologna e nella sua regione. Il suo celebre cappello da mendicante, conservato come una reliquia della carità, ricorda ai fedeli che la santità si costruisce nel servizio umile e quotidiano dei più piccoli.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Segni e attributi

    I miracoli di Olinto Marella

    Tutto il corpus →

    Domande frequenti su Olinto Marella

    Chi era Olinto Marella?

    Sacerdote italiano soprannominato il 'barbone di Dio', Olinto Marella ha consacrato la sua vita ai poveri e agli orfani di Bologna, fondando la Città dei Ragazzi dopo aver superato sedici anni di sospensione pastorale con un'obbedienza esemplare.

    Come si riconosce Olinto Marella nell’arte cristiana?

    Nell’iconografia, Olinto Marella è riconoscibile da: cappello da mendicante.

    Quali miracoli sono attribuiti a Olinto Marella?

    A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Guarigione.

    Quali santi furono contemporanei di Olinto Marella?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Olinto Marella?

    Olinto Marella morì verso il 1969.

    Quali sono gli altri nomi di Olinto Marella?

    Altre forme del nome: Olinto Giuseppe Marella e Padre Marella.

    Chi sono i familiari di Olinto Marella?

    Familiari di Olinto Marella: Luigi Marella (padre), Carolina de' Bei (madre) e Giuseppe Marella (zio paterno).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1882-1969
    2. Beatificazione nel 2020 da parte di Francesco

    Citazioni

    • un pastore secondo il cuore di Cristo, padre dei poveri e difensore dei deboli https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQG1LO1u04gVl4QnbYTON4AXJGjzTYNo3HvTRbwc2qCghwef3uNX3RN0BHq5q5ZFqL6e9aElLZxLIEXLvXqckZsFkC1NjOFVKLxMzwzjaSLcdrDbDrRgkcVmtXGuxYgQ43rHpiZ-faJc89U0SY-XHuwNjK4PTFpVPFWLdOansHe28o8aj2snZg8zrqaEFPJePvz7HjR7xqE5qQtGqiI=