21 ottobre 20° secolo

Giuseppe Puglisi

Sacerdote italiano assassinato dalla mafia nel 1993 a Palermo, don Pino Puglisi è stato beatificato nel 2013 come martire della fede per il suo impegno a favore dei giovani.

Cronologia

I suoi contemporanei

Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Giovinezza, vocazione e primi anni di ministero di Giuseppe Puglisi a Palermo e Godrano.

    Giuseppe Puglisi, affettuosamente soprannominato "Pino" o "3P" (Padre Pino Puglisi), nasce a Palermo, in Sicilia (Italia), il 15 settembre 1937. Proveniente da una famiglia modesta, è figlio di Carmelo Puglisi, calzolaio, e di Giuseppa Fana, sarta. Cresce nel quartiere popolare e svantaggiato di Brancaccio. Battezzato il 21 ottobre 1937, sente molto presto la chiamata al sacerdozio ed entra nel seminario diocesano di Palermo nel 1953, all'età di 16 anni. Viene ordinato sacerdote il 2 luglio 1960 dal cardinale Ernesto Ruffini nel santuario della Madonna dei Rimedi. Fin dall'inizio del suo ministero, don Pino manifesta un'attenzione particolare per le popolazioni emarginate e i giovani dei quartieri periferici di Palermo. Esercita dapprima come vicario nella parrocchia del Santissimo Salvatore (Settecannoli) e rettore della chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi nel 1961, poi come cappellano dell'Istituto Roosevelt per gli orfani nel 1967. Dal 1970 al 1978, viene nominato parroco della parrocchia Maria SS.ma Immacolata a Godrano, un paese in provincia di Palermo allora dilaniato da una sanguinosa faida tra clan locali. Con la sua dolcezza e la sua predicazione del perdono, riesce a riconciliare le famiglie nemiche. In seguito, ricopre le funzioni di vice-rettore del seminario minore di Palermo, direttore del Centro diocesano e poi regionale per le vocazioni, insegnando contemporaneamente religione in diverse scuole, in particolare al liceo classico Vittorio Emanuele II dal 1978 al 1993. Il 29 settembre 1990 viene nominato parroco della parrocchia San Gaetano a Brancaccio, il suo quartiere natale.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    L'azione pastorale di don Pino a Brancaccio, la fondazione del centro Padre Nostro e la sua opposizione alla mafia.

    A Brancaccio, don Pino Puglisi si trova a confrontarsi con la morsa soffocante della mafia (Cosa Nostra), allora controllata in quel settore dai fratelli Filippo e Giuseppe Graviano. Consapevole che la criminalità organizzata recluta i suoi manovali tra i bambini e gli adolescenti senza occupazione, orienta l'essenziale della sua azione pastorale verso l'educazione e la gioventù. Per offrire un'alternativa concreta alla strada, fonda il Centro di accoglienza «Padre Nostro», inaugurato il 29 gennaio 1993. Questo centro diventa rapidamente un polo di promozione umana, di educazione e di evangelizzazione. Don Pino vi accoglie i bambini e le famiglie in difficoltà, insegnando loro la dignità, il rispetto della legalità e la libertà cristiana. Don Pino rifiuta categoricamente ogni forma di compromesso o di sottomissione di fronte ai boss mafiosi. Rifiuta in particolare di affidare loro l'organizzazione e il finanziamento delle feste religiose tradizionali, rompendo così un canale tradizionale di influenza e di legittimazione sociale per Cosa Nostra. Durante le sue omelie, talvolta pronunciate direttamente sul sagrato della chiesa, denuncia apertamente la corruzione, la violenza e la complicità passiva delle persone oneste. Collabora attivamente con gli abitanti per reclamare diritti civici fondamentali per il quartiere, come la costruzione di una scuola o la sistemazione delle strade, contestando così il controllo sociale esercitato dai clan.

    Martirio 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Il martirio di don Pino Puglisi, assassinato il giorno del suo 56° compleanno, e il pentimento del suo assassino.

    L'impegno senza compromessi di don Pino Puglisi divenne rapidamente intollerabile per i capi di Cosa Nostra, che lo consideravano un ostacolo maggiore alla loro autorità. Nonostante le numerose minacce di morte e intimidazioni, che scelse di mantenere nel silenzio per non allarmare i suoi cari, il sacerdote proseguì instancabilmente la sua missione. La sera del 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno, don Pino fu assassinato con un colpo di pistola alla nuca davanti alla sua casa, in piazza Anita Garibaldi a Brancaccio. Il suo assassino, Salvatore Grigoli, inviato dai fratelli Graviano, si avvicinò per giustiziarlo. Don Pino lo guardò e gli rivolse le sue ultime parole con un sorriso sereno: «Me l'aspettavo». Quel sorriso e quell'atteggiamento di fronte alla morte segnarono profondamente il killer. Arrestato nel giugno 1997, Salvatore Grigoli decise di collaborare con la giustizia e confessò che il sorriso di don Pino lo aveva perseguitato, innescando in lui un profondo processo di pentimento e di conversione spirituale. La reputazione di martirio di don Pino si diffuse immediatamente in Sicilia e in tutta Italia. Già nel 1995, senza attendere il consueto termine canonico di cinque anni, iniziò la raccolta delle testimonianze. Il 29 dicembre 1998, il cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo di Palermo, aprì ufficialmente la causa di beatificazione a livello diocesano. L'inchiesta diocesana fu chiusa nel maggio 2001 e il dossier fu trasmesso a Roma.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il riconoscimento del suo martirio da parte di Benedetto XVI e la sua solenne beatificazione a Palermo nel 2013.

    Il 28 giugno 2012, papa Benedetto XVI firma il decreto che riconosce il martirio di Giuseppe Puglisi, aprendo così la strada alla sua beatificazione senza che sia richiesto un miracolo, essendo la sua morte riconosciuta come martirio «in odio alla fede» (in odium fidei). La cerimonia di beatificazione viene celebrata il 25 maggio 2013 al Foro Italico Umberto I di Palermo, riunendo più di 80.000 persone. Il rito solenne è presieduto dal cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo, in qualità di rappresentante di papa Francesco. Il giorno seguente, durante l'Angelus del 26 maggio 2013, papa Francesco rende omaggio al nuovo beato, definendolo «sacerdote esemplare, particolarmente dedito alla pastorale giovanile». Sottolinea che don Pino ha salvato i giovani dalla criminalità insegnando loro il Vangelo. La memoria liturgica del beato Giuseppe Puglisi è fissata al 21 ottobre, giorno del suo battesimo. Infatti, il 15 settembre (giorno della sua nascita e della sua morte) coincide con la festa di Nostra Signora Addolorata. Le sue spoglie mortali riposano e sono venerate nella cattedrale di Palermo.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La spiritualità di don Pino incentrata sulla carità pastorale e l'impatto duraturo del suo sacrificio contro la mafia.

    La spiritualità di don Pino Puglisi si fonda su una carità pastorale vissuta quotidianamente e su un dono totale di sé. Amava ripetere di essere impegnato «per il Cristo a tempo pieno». La sua teologia era semplice ma esigente, riassunta da una delle sue frasi celebri: «Dio ama sempre tramite qualcuno». Per lui, il sacerdote doveva essere questo canale dell'amore e della presenza di Dio nel cuore delle realtà più oscure. Don Pino Puglisi è riconosciuto come il «primo martire della mafia». La sua morte ha provocato un sussulto morale e spirituale in Sicilia, infrangendo la legge del silenzio (omertà) e spingendo la Chiesa ad affermare con forza rinnovata l'incompatibilità assoluta tra il Vangelo e ogni forma di criminalità organizzata. La sua eredità si perpetua oggi attraverso il Centro di accoglienza «Padre Nostro», che continua a operare quotidianamente a Brancaccio per l'educazione dei giovani, la riabilitazione sociale e la promozione della legalità. Il suo esempio ispira numerosi movimenti di impegno civile e di pastorale delle periferie in tutto il mondo.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Giuseppe Puglisi

    Chi era Giuseppe Puglisi?

    Sacerdote italiano assassinato dalla mafia nel 1993 a Palermo, don Pino Puglisi è stato beatificato nel 2013 come martire della fede per il suo impegno a favore dei giovani.

    Di cosa è Giuseppe Puglisi santo patrono?

    Patronati di Giuseppe Puglisi: Jeunesse des banlieues, Gioventù delle periferie, Mouvements d'engagement civil e Movimenti di impegno civile.

    Come è morto Giuseppe Puglisi?

    Giuseppe Puglisi subì il martirio per la fede cristiana (20° secolo).

    Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Puglisi?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quali sono gli altri nomi di Giuseppe Puglisi?

    Altre forme del nome: Pino Puglisi, Padre Pino Puglisi e 3P.

    Chi sono i familiari di Giuseppe Puglisi?

    Familiari di Giuseppe Puglisi: Carmelo Puglisi (padre) e Giuseppa Fana (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1993
    2. Beatificazione nel 2013 da parte di Francesco

    Citazioni

    • Me l'aspettavo https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQHB4NQDLKI8hQiAjop4hl3LWEeW3iRGKbtffG4zdVyihiKbyfCjY_NpQ18-bhlZAU8iyz-9TGo1lM3vvYuFSy6P7Jn_I33fNZ01bCKiz1EcHiyE-GRz4zQEnQks2Bk78aP-jOva3cKF
    • Dio ama sempre tramite qualcuno https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQEKeIqBdLo0rfHtWS7A4yX49fsfxZRfVfbG7Qr89p0gxgM5xekLfmi84IajtHcBS78af3k_0INvywZZ25PZNXrjv0uwgvJLBiVqvYyBWkrky0m2GoffGOwnMToYIogoy4X_lriNLXd9BTjA2SRE3OS4LGZu0O30U0F68ivuwl8jgkaSOaf4zd6lyvcsRA==