21 gennaio 19° secolo

Ave Maria Pisano

Cesare Pisano, in religione Frate Ave Maria (1900-1964), è un eremita cieco italiano della Divina Provvidenza, riconosciuto venerabile dalla Chiesa.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nascita di Cesare Pisano nel 1900 in Liguria, la sua infanzia e il tragico incidente nel 1912 che gli causò la perdita della vista all'età di 12 anni.

    Cesare Pisano, noto con il suo nome di religione Frate Ave Maria, nasce il 24 febbraio 1900 a Pogli, una frazione del comune di Ortovero, in provincia di Savona, in Liguria (Italia). È il primogenito di cinque figli di una famiglia cristiana e laboriosa. Suo padre, Cesare, è fornaio ed emigra per lunghi periodi in Sud America per provvedere ai bisogni dei suoi cari, lasciando l'educazione dei figli alla madre, Serafina, una donna forte e pia. Cesare cresce come un bambino vivace, vigoroso e devoto, servendo come chierichetto nella sua parrocchia di Santo Stefano.

    Il 1° novembre 1912, giorno di Ognissanti, all'età di 12 anni, la sua vita cambia tragicamente. Mentre gioca con alcuni compagni in una stalla in località Marta, il suo amico Bartolomeo Vignola (soprannominato «Tumelin») trova un fucile che crede scarico. Bartolomeo preme il grilletto e il colpo parte, colpendo Cesare in pieno volto. Il ragazzo perde definitivamente la vista.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    La sua conversione presso l'Istituto Davide Chiossone, l'incontro con don Luigi Orione e l'ingresso tra gli Eremiti ciechi della Divina Provvidenza nell'Eremo di Sant'Alberto di Butrio.

    Immerso in un'oscurità totale, il giovane Cesare sprofonda in una profonda depressione, perdendo la fede e provando un forte risentimento contro Dio. Nel 1915 viene ammesso all'Istituto Davide Chiossone di Genova, un istituto per non vedenti. È lì che incontra un'infermiera, Suor Maria Teresa Chiapponi (una Figlia della Carità), la cui pazienza, carità e parole dolci ma ferme («Sai che sei già cieco agli occhi, vuoi essere anche cieco nell'anima?») iniziano a scuotere la sua rivolta. Nel novembre 1918, in seguito alla morte della nonna, Cesare si confessa e si comunica nuovamente, segnando l'inizio della sua conversione interiore. Desideroso di consacrarsi a Dio, viene messo in contatto con don Luigi Orione (san Luigi Orione), fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Nel 1920, all'età di 20 anni, Cesare viene accolto da don Orione al «Paterno» di Tortona. Compie il noviziato a Villa Moffa di Bra (Cuneo). Nel 1923 entra a far parte del ramo degli Eremiti ciechi della Divina Provvidenza, fondato da don Orione per i religiosi non vedenti dediti alla contemplazione. Viene inviato all'Eremo di Sant'Alberto di Butrio (Ponte Nizza, Pavia), un antico monastero benedettino dell'XI secolo allora in rovina, che don Orione desidera far rivivere. Al momento della vestizione, riceve il nome di Frate Ave Maria.

    other 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La sua vita di preghiera intensa nell'eremo, i suoi consigli spirituali ai visitatori, la sua corrispondenza e la sua percezione della cecità come una grazia.

    Presso l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio, Frate Ave Maria conduce una vita di preghiera intensa, di penitenza e di lavoro manuale adattato alla sua cecità. Nonostante il suo handicap, egli stesso si definisce «il cieco felice». La sua cella diventa un luogo di pellegrinaggio per numerosi visitatori in cerca di consigli spirituali, di conforto e di luce. La sua bontà sorridente, la sua saggezza e la sua profonda unione con Dio colpiscono tutti coloro che lo avvicinano. Don Orione stesso diceva di lui che era «una bella anima» e che non sarebbe rimasto sorpreso se avesse compiuto miracoli. Testimoni, tra cui don Orione stesso, riferiscono di averlo visto in stato di levitazione durante le sue preghiere. Frate Ave Maria intrattiene anche una vasta corrispondenza spirituale (Lettere dall'eremo), diventando un apostolo per i suoi fratelli non vedenti e per tutti gli afflitti. Nella primavera del 1963, il celebre regista e scrittore italiano Pier Paolo Pasolini gli fa visita all'eremo per intrattenersi con lui mentre prepara il suo film Il Vangelo secondo Matteo. Nel 1962, Frate Ave Maria celebra solennemente il «giubileo d'oro» della sua cecità (50 anni di vita senza luce fisica) con un inno di ringraziamento a Gesù, realizzando che la sua cecità è stata la più grande grazia della sua vita poiché gli ha permesso di trovare la vera luce interiore.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    La sua morte nel 1964 a Voghera, l'introduzione della sua causa nel 1982 e il riconoscimento come venerabile da parte di Giovanni Paolo II nel 1997.

    Colpito dalla malattia, Frate Ave Maria viene ricoverato a Voghera (Pavia), dove muore santamente il 21 gennaio 1964 all'età di 63 anni. Il suo corpo riposa nella cripta dell'Eremo di Sant'Alberto di Butrio, che è rimasto un importante luogo di pellegrinaggio.

    La causa di beatificazione viene introdotta nel 1982. Il 18 dicembre 1997, papa Giovanni Paolo II promulga il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, attribuendogli così il titolo di Venerabile.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    L'abbandono alla Divina Provvidenza, la sua devozione mariana e il suo esempio di trasformazione della sofferenza in gioia perfetta.

    La spiritualità di Frate Ave Maria poggia sull'abbandono totale alla Divina Provvidenza e su una profonda devozione mariana. Il suo nome di religione, scelto da don Orione, evoca questa fiducia assoluta nella Vergine Maria. Egli ha saputo trasformare una tragedia umana (la perdita della vista) in un cammino di santificazione e di gioia perfetta, testimoniando che la vera felicità non dipende dalle circostanze esteriori ma dalla presenza di Dio nell'anima. La sua eredità rimane viva attraverso la famiglia orionina e i pellegrini che continuano a visitare il suo eremo e a leggere i suoi scritti.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Ave Maria Pisano

    Chi era Ave Maria Pisano?

    Cesare Pisano, in religione Frate Ave Maria (1900-1964), è un eremita cieco italiano della Divina Provvidenza, riconosciuto venerabile dalla Chiesa.

    Quali santi furono contemporanei di Ave Maria Pisano?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.

    Quando morì Ave Maria Pisano?

    Ave Maria Pisano morì verso il 1900.

    Quali sono gli altri nomi di Ave Maria Pisano?

    Altre forme del nome: Cesare Pisano, Frate Ave Maria e Frère Ave Maria.

    Chi sono i familiari di Ave Maria Pisano?

    Familiari di Ave Maria Pisano: Cesare Pisano (padre) e Serafina (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1900-1964
    2. Decreto di venerabilità di Giovanni Paolo II

    Citazioni

    • Sai che sei già cieco agli occhi, vuoi essere cieco anche nell'anima? https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQHVRZWU09K9kin-8qOrkbBDEsQ-brETzamKBxIBszipFArX3xziOFXVePejmodkJCFrdB290rthYVJ52-Mrc8JWTALAwPWEYObpx_AJDwMiGI4BhCue8XvdZVXV5yJo-u6CKzU=