Emilie Engel
Emilie Engel (1893-1955) è stata una religiosa tedesca, cofondatrice dell'Istituto secolare delle Suore di Maria di Schönstatt, riconosciuta venerabile nel 2012.
I suoi contemporanei
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Biografia
La giovinezza di Emilie Engel, segnata da prove familiari e angosce religiose, fino al suo incontro liberatore con padre Joseph Kentenich.
Emilie Engel nasce il 6 febbraio 1893 a Husten, un piccolo villaggio del comune di Drolshagen, nella regione del Sauerland in Germania. È la quarta di dodici figli in una famiglia di agricoltori profondamente cattolica. La sua infanzia si svolge in un contesto familiare caloroso e devoto, ma è molto presto segnata da prove familiari, in particolare la morte del fratellino Albert nel 1904 all'età di cinque mesi, e poi quella del fratello Josef, caduto in combattimento nel 1917 durante la Prima Guerra Mondiale. Fin dalla più tenera età, Emilie soffre di una sensibilità estrema e di uno scrupolo religioso esacerbato, nutrito da un'immagine di Dio allora comunemente presentata come quella di un giudice severo e punitore. Questa paura costante di peccare o di non compiere perfettamente la volontà divina genera in lei angosce profonde e ossessioni che soffocano la sua naturale gioia di vivere. Nonostante il desiderio dei suoi genitori che vorrebbero vederla restare a lavorare nella fattoria di famiglia, Emilie sceglie nel 1908 di seguire la strada dell'insegnamento, come le sue sorelle maggiori. Studia ad Arnsberg dal 1909 al 1914 per ottenere il diploma di maestra. Nel 1915, inizia a insegnare nella scuola cattolica di Herne-Sodingen, nella regione industriale della Ruhr. Soprannominata «la maestra Engel III» poiché due delle sue sorelle vi insegnano già, si trova rapidamente confrontata con l'estrema miseria sociale delle famiglie dei minatori, aggravata dalle privazioni della guerra. Emilie si spende senza riserve per i più bisognosi: veglia i morenti, nutre i bambini denutriti e cerca lavoro per i giovani. È attraverso la sua azione caritativa che entra in contatto per la prima volta con Schönstatt nel 1918, quando vi accompagna un giovane orfano di 14 anni per un apprendistato da giardiniere, rispettando così una promessa fatta a sua madre in punto di morte. Nell'agosto 1921, partecipa alla prima convenzione delle donne a Schönstatt, animata da padre Joseph Kentenich, fondatore del movimento. Questo incontro segna una svolta decisiva nella sua vita. Sotto la direzione spirituale di padre Kentenich, Emilie intraprende un cammino di guarigione interiore. Abbandona a poco a poco la sua visione di un Dio giustiziere per scoprire l'amore infinito di un Padre misericordioso, il che la libera progressivamente dalle sue angosce e dalle sue paure.
Vita e opera
Cofondatrice dell'Istituto secolare delle Suore di Maria di Schönstatt, Emilie Engel si dedica alla formazione delle novizie prima di essere provata da una grave malattia.
Il 1° ottobre 1926, Emilie Engel rinuncia definitivamente alla sua carriera di insegnante per mettersi interamente a disposizione di padre Joseph Kentenich in vista della fondazione di una nuova comunità: l'Istituto secolare delle Suore di Maria di Schönstatt. Diventa così una delle cofondatrici e prime membri di questo istituto. Dotata di uno spiccato senso dell'organizzazione e di una profonda pedagogia, Emilie viene nominata prima maestra delle novizie (direttrice della formazione) ed entra a far parte della direzione generale della giovane comunità. Nel 1927, animata da un ardente desiderio di santità per il suo istituto, offre la sua vita a Dio, dichiarandosi pronta ad accettare tutte le sofferenze possibili affinché la comunità delle Suore di Maria porti frutti di santità per la Chiesa. Dio sembra accettare questa offerta in modo radicale. Nel 1935, Emilie contrae una grave tubercolosi polmonare che pone fine al suo servizio attivo presso la casa madre. Segue un lungo periodo di malattia che si estende per due decenni, scandito da lunghi soggiorni in sanatorio, isolamenti rigorosi e pesanti interventi chirurgici. Questi interventi medici, lungi dal guarirla, portano a una paralisi progressiva che finisce per costringerla su una sedia a rotelle e la priva quasi totalmente dell'uso della parola. Eppure, nonostante questo handicap estremamente grave, la sua forza spirituale rimane intatta. Nel 1946, padre Kentenich la nomina superiora provinciale della provincia della Germania occidentale, la cui sede viene stabilita nel 1949 a Coblenza-Metternich, all'interno della casa «Haus Providentia». Nel contesto difficile dell'immediato dopoguerra, Emilie dirige la sua provincia con una pace, una serenità e una saggezza straordinarie, diventando un vero pilastro per le sue sorelle. Nel 1954, durante il primo capitolo generale dell'istituto, viene nuovamente eletta all'interno della direzione generale.
Cammino verso la santità
L'accettazione eroica della malattia e della paralisi da parte di Emilie Engel, testimonianza di un abbandono totale alla Divina Provvidenza.
Il cammino di santità di Emilie Engel è intimamente legato alla sua trasformazione interiore e alla sua accettazione eroica della sofferenza. La sua vita è il riflesso perfetto della spiritualità di Schönstatt, incentrata sull'Alleanza d'amore con la Vergine Maria (la Madre Tre Volte Ammirabile) e sull'abbandono filiale alla Divina Provvidenza. Il suo rapporto con il suo direttore spirituale, padre Joseph Kentenich, è il canale attraverso il quale ha potuto superare i suoi traumi psicologici e spirituali. Quando padre Kentenich viene inviato in esilio a Milwaukee (Stati Uniti) dal Sant'Uffizio nel 1951, Emilie vive questa separazione forzata come uno strappo profondo. Nonostante il dolore di non poter più consultare direttamente il suo padre spirituale e le tensioni ecclesiali che circondavano il movimento in quel periodo, ella dà prova di un'obbedienza filiale esemplare e di una fedeltà assoluta alla Chiesa. La sua santità non risiede in azioni eclatanti o fenomeni straordinari, ma nella perfezione del suo abbandono quotidiano. Inchiodata sulla sua sedia a rotelle, incapace di parlare, irradia una gioia e una pace interiori che colpiscono tutti coloro che le si avvicinano. Il suo sguardo luminoso diventa testimone della sua profonda unione con Dio. Si spegne serenamente il 20 novembre 1955 presso la casa Providentia di Coblenza-Metternich, alla vigilia della festa della Presentazione di Maria, circondata da una solida reputazione di santità.
Beatificazione e canonizzazione
L'apertura della causa di beatificazione di Emilie Engel e il riconoscimento delle sue virtù eroiche da parte di Papa Benedetto XVI nel 2012.
La causa di beatificazione di Emilie Engel è stata ufficialmente aperta il 12 ottobre 1999 nella diocesi di Treviri, in Germania. L'inchiesta diocesana ha raccolto numerose testimonianze e documenti che dimostrano l'eroicità delle sue virtù. La Positio è stata successivamente trasmessa a Roma, alla Congregazione delle Cause dei Santi. Il 10 maggio 2012, Papa Benedetto XVI ha promulgato il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendole così il titolo di Venerabile. La causa è stata seguita per molti anni da Suor Thomasine Treese in qualità di postulatrice. Nel maggio 2025, Suor M. Elizabet Parodi, teologa argentina, è stata nominata nuova postulatrice della causa presso il Dicastero delle Cause dei Santi a Roma. Affinché la beatificazione di Emilie Engel possa essere pronunciata, è richiesto il riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione da parte della Santa Sede. Ad oggi, nessun miracolo è stato ancora formalmente approvato.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità di fiducia assoluta di Emilie Engel e l'eredità del suo messaggio di pace di fronte all'angoscia.
La spiritualità della venerabile Emilie Engel è caratterizzata da una fiducia assoluta e incrollabile nella Provvidenza divina, riassunta nella sua celebre formula: «Voglio diventare un miracolo di fiducia» (in tedesco: Ich will ein Wunder des Vertrauens werden). Di fronte alla malattia e alle prove, la sua risposta costante era: «Il mio sì rimane!» (Mein Ja bleibt!). Ha lasciato una preghiera che esprime magnificamente il suo abbandono filiale: «So che tu sei mio Padre, mi sento al sicuro sotto la tua protezione. Non ti chiedo dove mi conduci, ti seguo ciecamente...» Il padre Joseph Kentenich considerava che Emilie avesse ricevuto da Dio una missione speciale per l'umanità contemporanea, così spesso tormentata dalla paura e dall'insicurezza. Avendo lei stessa attraversato le prigioni dell'angoscia e dello scrupolo, è diventata una guida per condurre le anime verso la libertà interiore e la fiducia serena nell'amore paterno di Dio. Oggi, la sua tomba situata a Coblenza-Metternich, nel parco della casa Providentia, è diventata un luogo di pellegrinaggio e di raccoglimento. Numerosi fedeli, in particolare giovani e persone provate dalla malattia o dall'angoscia, vi vengono a deporre le loro intenzioni di preghiera, testimoniando l'attualità e la fecondità del suo messaggio di fiducia.
Domande frequenti su Emilie Engel
Chi era Emilie Engel?
Emilie Engel (1893-1955) è stata una religiosa tedesca, cofondatrice dell'Istituto secolare delle Suore di Maria di Schönstatt, riconosciuta venerabile nel 2012.
Per cosa si prega Emilie Engel?
Emilie Engel è invocato per: les personnes éprouvées par la maladie, persone provate dalla malattia, les personnes éprouvées par l'angoisse e persone che soffrono di angoscia.
Quali santi furono contemporanei di Emilie Engel?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Emilie Engel?
Emilie Engel morì verso il 1893.
Chi sono i familiari di Emilie Engel?
Familiari di Emilie Engel: Albert (fratello) e Josef (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1893-1955
- Decreto di venerabilità di Benedetto XVI
Citazioni
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Voglio diventare un miracolo di fiducia
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Il mio sì rimane!
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So che tu sei mio Padre, mi sento al sicuro sotto la tua protezione. Non ti chiedo dove mi conduci, ti seguo ciecamente...
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