24 aprile 19° secolo

Zeinab Alif

Ex schiava sudanese riscattata e portata in Italia, Zeinab Alif (suor Maria Giuseppina Benvenuti) divenne una clarissa urbanista, organista di talento e badessa rispettata.

Cronologia

I suoi contemporanei

Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.

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    Vita 01 / 05

    Biografia

    La giovinezza di Zeinab Alif, dal suo rapimento in Sudan al suo riscatto e battesimo in Italia con il nome di Maria Giuseppina Benvenuti.

    Zeinab Alif nacque intorno al 1845 o 1846 in un villaggio della provincia del Kordofan, in Sudan. Ancora bambina, all'età di circa otto anni (intorno al 1853), fu rapita da mercanti di schiavi arabi insieme a due dei suoi fratelli. Affrontò quindi un estenuante viaggio di quasi 3.000 chilometri, a piedi e in barca, fino al mercato degli schiavi di Alessandria, in Egitto. Venduta e rivenduta più volte, ebbe padroni a volte violenti, a volte più umani. La sua vita cambiò nel 1856 quando fu riscattata dall'abate Niccolò Olivieri (oggi riconosciuto servo di Dio), fondatore della Pia Opera del Riscatto delle fanciulle more. Condotta in Italia, il 2 aprile 1856 fu affidata alle Clarisse urbaniste del monastero di Belvedere Ostrense, in provincia di Ancona, per ricevervi un'educazione umana e cristiana. Il 24 settembre dello stesso anno, ricevette i sacramenti dell'iniziazione cristiana e fu battezzata con il nome di Maria Giuseppina Benvenuti (il cognome era quello della sua madrina). Fu affettuosamente soprannominata "la Moretta" a causa del colore della sua pelle e delle sue origini africane.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    Il suo eccezionale percorso musicale all'organo e le sue responsabilità all'interno della comunità delle Clarisse, divenendo badessa.

    Dotata di una viva intelligenza e di un temperamento inizialmente agitato che impara ad addolcire con l'umiltà, Maria Giuseppina scopre in sé un talento eccezionale per la musica. Impara a suonare l'organo e supera rapidamente i suoi maestri per la sua tecnica perfetta e le sue improvvisazioni ispirate. Le sue esecuzioni musicali all'organo della chiesa del monastero attirano numerosi fedeli e musicisti di fama. Attirata dalla vita consacrata e dall'ideale di san Francesco e santa Chiara d'Assisi, inizia il suo noviziato presso le Clarisse nel 1874. Pronuncia i suoi primi voti semplici il 15 marzo 1876. Nel 1894, in seguito alla soppressione civile del monastero di Belvedere Ostrense, viene trasferita con tutta la sua comunità al monastero di Santa Maria Maddalena a Serra de' Conti. All'interno di questa nuova comunità, assume responsabilità maggiori: viene nominata maestra delle novizie, poi vicaria. Nel 1910, viene eletta badessa del monastero, incarico che esercita con grande saggezza e profonda carità, e al quale viene rieletta in seguito.

    Teologia 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La sua vita di umiltà, servizio e devozione, segnata dalla perdita della vista vissuta nella serenità fino alla sua morte nel 1926.

    La vita di Maria Giuseppina Benvenuti è segnata da una profonda umiltà e da uno spirito di servizio costante verso le sue consorelle. Cerca sempre di anticipare i bisogni degli altri e di offrirsi per i compiti più gravosi per risparmiare loro la fatica. La sua pietà si concentra particolarmente sulla contemplazione di Cristo crocifisso, così come sulla devozione a san Giuseppe, san Francesco, santa Chiara e santa Cecilia (patrona dei musicisti).

    Verso la fine della sua vita, perde completamente la vista. Vive questa prova in una grande serenità e gioia spirituale, unendosi intimamente alla Passione di Cristo. Si spegne serenamente la sera del 24 aprile 1926 a Serra de' Conti, circondata da una solida reputazione di santità sia presso le sue consorelle che presso gli abitanti della regione.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il processo di riconoscimento delle sue virtù eroiche, culminato nel decreto di venerabilità da parte di Papa Benedetto XVI nel 2011.

    La causa di beatificazione e canonizzazione di Maria Giuseppina Benvenuti è ufficialmente introdotta nella diocesi di Senigallia.

    Nel 1985, il postulatore generale presenta la supplica di introduzione della causa al vescovo di Senigallia, monsignor Odo Fusi Pecci. Il processo diocesano si apre il 25 marzo 1987 e si chiude il 1° ottobre 1988. Il 22 maggio 1992, la Congregazione per le Cause dei Santi emana il decreto di validità del processo diocesano. Il 27 giugno 2011, Papa Benedetto XVI autorizza la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendole così il titolo di venerabile.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La sua gratitudine verso la Divina Provvidenza, la sua eredità conservata a Serra de' Conti e il confronto con santa Giuseppina Bakhita.

    La spiritualità della venerabile Zeinab Alif poggia su una gratitudine infinita verso la Divina Provvidenza che l'ha tratta dalla schiavitù per condurla alla libertà spirituale della vita religiosa. Amava ripetere: «Sono sicura di andare in paradiso, altrimenti il Signore non avrebbe fatto tanto per me. Mi ha fatto cercare così lontano, mi ha posta nella sua Chiesa, mi ha fatta sua sposa con la professione religiosa… e ora mi abbandonerebbe? Nemmeno per sogno!»

    La sua profonda umiltà si esprimeva anche attraverso un ritornello che amava canticchiare: «Liberami, Signore, prima dal peccato, poi dal peso di badessa.»

    La sua eredità è particolarmente viva a Serra de' Conti, dove la cella in cui morì è stata preservata. Il Museo delle Arti Monastiche della città conserva diversi suoi oggetti personali, tra cui il saio, il velo, gli spartiti musicali e il piccolo cappello colorato che indossò il giorno del suo battesimo. Rimane un modello di resilienza, di fede e di riconciliazione, spesso paragonata alla sua contemporanea santa Giuseppina Bakhita.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Zeinab Alif

    Chi era Zeinab Alif?

    Ex schiava sudanese riscattata e portata in Italia, Zeinab Alif (suor Maria Giuseppina Benvenuti) divenne una clarissa urbanista, organista di talento e badessa rispettata.

    Quali santi furono contemporanei di Zeinab Alif?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.

    Quando morì Zeinab Alif?

    Zeinab Alif morì verso il 1845.

    Quali sono gli altri nomi di Zeinab Alif?

    Altre forme del nome: Maria Giuseppina Benvenuti e La Moretta.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1845-1926
    2. Decreto di venerabilità di Benedetto XVI

    Citazioni

    • Sono certa di andare in paradiso, altrimenti il Signore non avrebbe fatto così tanto per me. Mi ha fatto cercare così lontano, mi ha posta nella sua Chiesa, mi ha resa sua sposa con la professione religiosa… e ora mi abbandonerebbe? Nemmeno per sogno! https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQGAARnfi6OHTRYrOQPH4Fs9EAxTY4QvxU5DEgIdmIHYN5m8XifF05zDTd00BbPk-vcZQwhReemixSrsMgM2AKsf7xljc8h_3j7-fyctregdXejP6D-uJVlZ9LoU3n8EMKd8kUTqok-f6G-bpSTsQQ==
    • Liberami, Signore, innanzitutto dal peccato, poi dal peso di essere badessa. https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQGAARnfi6OHTRYrOQPH4Fs9EAxTY4QvxU5DEgIdmIHYN5m8XifF05zDTd00BbPk-vcZQwhReemixSrsMgM2AKsf7xljc8h_3j7-fyctregdXejP6D-uJVlZ9LoU3n8EMKd8kUTqok-f6G-bpSTsQQ==