Giacinto Bianchi
Sacerdote italiano e fondatore della congregazione delle Figlie di Maria Missionarie, Giacinto Bianchi si è dedicato all'evangelizzazione e all'assistenza dei più bisognosi.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
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Biografia
Nascita, giovinezza e ordinazione sacerdotale di Giacinto Carlo Bianchi.
Giacinto Carlo Bianchi nasce il 15 agosto 1835 a Villa Pasquali, un piccolo borgo rurale annesso al comune di Sabbioneta, nella provincia di Mantova e nella diocesi di Cremona, in Italia. È il figlio primogenito di Giovanni Bianchi e di Paola Solci, umili coltivatori che daranno alla luce altri dieci figli, molti dei quali moriranno in tenera età. Bambino dalla salute fragile e gracile, mostra molto presto una viva intelligenza e una precoce pietà. Nonostante la povertà della sua famiglia, che per un certo periodo ostacola il suo desiderio di entrare in seminario, riesce a seguire gli studi secondari a Casalmaggiore grazie alla generosità di benefattori. Entra poi nel seminario di Cremona e viene ordinato sacerdote il 29 maggio 1858 dal vescovo monsignor Antonio Novasconi.
Vita e opera
Il ministero pastorale di don Giacinto, la fondazione della Casa di Lavoro e della congregazione delle Figlie di Maria Missionarie.
Dopo la sua ordinazione, don Giacinto inizia il suo ministero pastorale in piccole parrocchie rurali vicino al suo paese natale. Nel maggio 1860, viene nominato vicario a Scandolara Ravara. Sensibile alla precarietà sociale e morale delle giovani donne della regione, vi fonda nel 1864 la Casa di Lavoro, una struttura comunitaria non confessionale destinata ad accogliere e offrire un lavoro dignitoso alle donne nubili. Questa iniziativa suscita l'ostilità virulenta degli ambienti anticlericali locali, che ottengono la chiusura dell'istituto all'inizio dell'anno 1865 e l'espulsione del sacerdote. Costretto a lasciare la sua diocesi, don Giacinto si rifugia a Genova. Viene accolto dal priore Giuseppe Frassinetti presso la parrocchia di Santa Sabina, un ambiente spirituale e pastorale molto stimolante. È in questa chiesa, il 31 maggio 1863 (durante una predicazione che vi teneva), che le sue parole sull'amore del Cuore di Gesù toccano profondamente la giovane Eugenia Ravasco (futura beata), spingendola a rinunciare al matrimonio per consacrarsi interamente a Dio. Dopo la morte di Giuseppe Frassinetti nel 1868, don Giacinto viene inviato nel luglio 1871 a Pigna, un villaggio dell'entroterra di Ventimiglia, in Liguria. Vi assume la direzione della Pia Unione delle Figlie di Maria. Nel 1875, commosso dall'appello del canonico genovese Antonio Belloni che cercava sostegno per l'orfanotrofio cattolico di Betlemme in Terra Santa, propone questo progetto alle sue parrocchiane. L'11 febbraio 1875, diverse giovani di Pigna si impegnano in una vita comune, gettando le basi della congregazione delle Figlie di Maria Missionarie. Il primo gruppo di missionarie prende il mare per la Palestina nell'agosto 1876. Nel 1878, vittima di una falsa accusa di appropriazione indebita, don Giacinto deve lasciare Pigna. La sua innocenza sarà rapidamente e pienamente riconosciuta, ma egli sceglie di tornare a Genova. Per oltre trent'anni, conduce una vita di predicatore itinerante attraverso l'Italia e la Svizzera, dedicandosi particolarmente agli emigrati italiani. Nel 1890, la congregazione di Propaganda Fide lo nomina ufficialmente "Missionario apostolico". Nel 1892, le suore missionarie di Betlemme sono costrette a rientrare in Italia dopo la presa in carico dell'orfanotrofio da parte dei Salesiani. Don Giacinto le accoglie e le aiuta a riorganizzare la congregazione, che si diffonde poi in diverse regioni d'Italia, in particolare in Sicilia. Nel 1901, riacquista la sua casa familiare a Villa Pasquali per stabilirvi il noviziato delle suore.
Cammino verso la santità
Gli ultimi anni di don Giacinto, la sua morte nel 1914 e l'apertura della sua causa di beatificazione.
Nel 1911, logorato dalla malattia e dalle fatiche dei suoi innumerevoli viaggi, don Giacinto si ritira definitivamente a Villa Pasquali. Qui intraprende la costruzione di un oratorio dedicato a santa Ermelinda (patrona della congregazione), ma il ritiro di una benefattrice lascia il progetto incompiuto, il che gli causa grandi sofferenze morali alla fine della sua vita. Si spegne poveramente l'11 febbraio 1914, giorno della festa di Nostra Signora di Lourdes. La reputazione di santità di don Giacinto Bianchi si diffonde immediatamente dopo la sua morte. Nel 1949, il processo diocesano informativo si apre nella diocesi di Cremona e si conclude nel 1962. I suoi resti mortali vengono trasferiti da Villa Pasquali a Roma nel 1974, all'interno della casa generalizia delle Figlie di Maria Missionarie. Nel 1993, la Positio super virtutibus viene sottoposta alla Congregazione delle Cause dei Santi.
Beatificazione e canonizzazione
Il riconoscimento dell'eroicità delle virtù di Giacinto Bianchi da parte di papa Benedetto XVI.
Il 6 dicembre 2008, papa Benedetto XVI autorizza la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli così il titolo di venerabile.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità mariana di Giacinto Bianchi e lo sviluppo della congregazione delle Figlie di Maria Missionarie.
La spiritualità di Giacinto Bianchi è profondamente mariana e segnata da un abbandono totale alla Provvidenza divina. La sua vita si è simbolicamente svolta tra due grandi feste mariane: la sua nascita nel giorno dell'Assunzione e la sua morte nel giorno di Nostra Signora di Lourdes. Il suo zelo apostolico si è tradotto in un distacco assoluto dai beni materiali e in una fiducia incrollabile nella forza della Parola di Dio. Oggi, la congregazione delle Figlie di Maria Missionarie (che ha ottenuto il decreto di lode il 1° maggio 1934 e l'approvazione definitiva della Santa Sede il 26 gennaio 1942 sotto il pontificato di Pio XII) prosegue la sua opera di evangelizzazione, assistenza ed educazione cristiana della gioventù. Le suore sono attive in Italia, in Brasile, in Ecuador, nella Repubblica Centrafricana e in Costa d'Avorio.
Domande frequenti su Giacinto Bianchi
Chi era Giacinto Bianchi?
Sacerdote italiano e fondatore della congregazione delle Figlie di Maria Missionarie, Giacinto Bianchi si è dedicato all'evangelizzazione e all'assistenza dei più bisognosi.
Quali santi furono contemporanei di Giacinto Bianchi?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Giacinto Bianchi?
Giacinto Bianchi morì verso il 1914.
Quali sono gli altri nomi di Giacinto Bianchi?
Altre forme del nome: Giacinto Carlo Bianchi.
Chi sono i familiari di Giacinto Bianchi?
Familiari di Giacinto Bianchi: Giovanni Bianchi (padre) e Paola Solci (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1835-1914
- Decreto di venerabilità di Benedetto XVI