28 maggio 20° secolo

Maria Rosa Zorza

Religiosa italiana della Congregazione delle Suore dei Poveri, Suor Vitarosa Zorza si è sacrificata nel 1995 a Kikwit (RDC) per curare i malati dell'epidemia di Ebola.

Cronologia

I suoi contemporanei

Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nascita a Palosco, infanzia segnata dalla perdita della madre, primi impegni professionali e parrocchiali, e chiamata alla vita religiosa.

    Maria Rosa Zorza nasce il 9 ottobre 1943 a Palosco, in provincia di Bergamo. È figlia di Angelo Zorza, un fattore, e di Maria. Sua madre muore prematuramente nel 1945, quando Maria Rosa ha solo due anni. Viene quindi cresciuta dalla nonna paterna, Faustina. Nel 1949, il padre si risposa con Maria Calegari, dalla quale ha altri due figli. A causa della salute fragile della matrigna, Maria Rosa si prende cura dei suoi giovani fratellastri. Dopo aver terminato gli studi primari, inizia a lavorare a Telgate (Bergamo) in un'azienda che produce manici per ombrelli. Parallelamente, si impegna attivamente nella sua parrocchia, in particolare insegnando il catechismo ai bambini. Dopo un'esperienza professionale presso l'ospedale psichiatrico di Varese, dove conosce le Suore delle Poverelle (Istituto Palazzolo), sente la chiamata alla vita religiosa.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    Ingresso tra le Suore delle Poverelle, formazione infermieristica, partenza in missione nello Zaire (RDC) e dedizione eroica verso i malati di Ebola a Kikwit.

    Nel 1966, Maria Rosa Zorza entra nella Congregazione delle Suore delle Poverelle di Bergamo. Inizia il noviziato il 14 marzo 1967 e pronuncia i voti temporanei il 25 marzo 1969, assumendo in religione il nome di Suor Vitarosa. Viene quindi inviata a Milano per seguire una formazione da infermiera professionale presso la scuola della sua congregazione, diploma che ottiene nel 1971. Nel 1972 lavora in una casa di riposo a Torre Boldone (Bergamo), ottenendo nel contempo specializzazioni in gestione delle cure infermieristiche e in geriatria. Il 6 settembre 1975 pronuncia i voti perpetui a Bergamo e viene assegnata all'ospedale psichiatrico provinciale di Varese. Animata da un profondo desiderio di servire i più bisognosi in terra di missione, chiede più volte di partire per l'Africa. Nell'ottobre 1982, le sue superiore accettano la richiesta e la inviano a Kikwit, nella Repubblica Democratica del Congo (allora Zaire). A Kikwit, Suor Vitarosa si dedica instancabilmente ai bambini affetti da malnutrizione, agli anziani, ai malati mentali e ai detenuti. Nel 1991, dopo aver subito un attacco ischemico, viene trasferita alla missione di Kingasani, un quartiere periferico molto popolato di Kinshasa, dove svolge un servizio pastorale. Nell'aprile 1995, una terribile epidemia di malattia da virus Ebola scoppia a Kikwit. Diverse sue consorelle della congregazione, che curano i malati presso l'ospedale civile di Kikwit, contraggono il virus e muoiono una dopo l'altra. Non appena apprende la gravità della situazione, Suor Vitarosa chiede l'autorizzazione per raggiungere Kikwit per prestare aiuto alle sue consorelle e alla superiora provinciale, Suor Annelvira Ossoli. Arriva a Kikwit il 2 maggio 1995. Consapevole dei rischi mortali, dichiara: «Perché dovrei avere paura? Le altre sono là, in questo momento hanno bisogno di me». Contrae a sua volta il virus Ebola e muore il 28 maggio 1995 a Kikwit, all'età di 51 anni. È l'ultima delle sei Suore delle Poverelle a soccombere all'epidemia.

    Culto 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Emozione suscitata dal sacrificio delle sei Suore dei Poveri, sepoltura a Kikwit e apertura della causa di beatificazione.

    Il sacrificio eroico delle sei Suore dei Poveri (Floralba Rondi, Clarangela Ghilardi, Danielangela Sorti, Dinarosa Belleri, Annelvira Ossoli e Vitarosa Zorza), definite «martiri della carità», suscita un'immensa emozione in Italia e in Congo. Su richiesta del vescovo di Kikwit, monsignor Edouard Mununu, le loro spoglie vengono inumate davanti alla cattedrale di Kikwit.

    Nel 2013, la Santa Sede concede il nihil obstat per l'apertura della causa di beatificazione. L'inchiesta diocesana viene ufficialmente aperta nella cattedrale di Kikwit il 28 aprile 2013 e si chiude il 23 febbraio 2014. Un'inchiesta rogatoriale complementare viene condotta nella diocesi di Bergamo dall'8 giugno 2013 al 25 gennaio 2014. I dossier vengono quindi trasmessi a Roma per la fase romana della causa.

    other 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Riconoscimento delle virtù eroiche da parte di Papa Francesco nel marzo 2021, che le conferisce il titolo di venerabile.

    Il 25 giugno 2020, i consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi hanno espresso parere favorevole sull'eroicità delle sue virtù. Il 16 marzo 2021, i cardinali e i vescovi della congregazione hanno confermato tale giudizio. Il 17 marzo 2021, Papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce le virtù eroiche di Suor Vitarosa Zorza, attribuendole così il titolo di venerabile. Le sue consorelle Suor Annelvira Ossoli e Suor Danielangela Sorti sono state dichiarate venerabili con lo stesso decreto, raggiungendo le prime tre consorelle (Floralba Rondi, Clarangela Ghilardi e Dinarosa Belleri) le cui virtù eroiche erano state riconosciute il 20 febbraio 2021.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Fedeltà al carisma di san Luigi Maria Palazzolo, testimonianza di carità suprema e omaggi postumi.

    La spiritualità di Suor Vitarosa Zorza è profondamente radicata nel carisma del suo fondatore, san Luigi Maria Palazzolo, che esortava le sue religiose a donarsi interamente ai più poveri, anche «in tempi di malattie contagiose». La sua vita testimonia un'eroica speranza e un totale abbandono alla Divina Provvidenza. Ha segnato chi le stava accanto con il suo carattere gioioso, il suo sorriso costante e la sua disponibilità. Il suo sacrificio volontario di fronte all'epidemia di Ebola illustra l'amore evangelico spinto fino al dono della propria vita per le sue consorelle e per il popolo congolese. In omaggio alla sua dedizione, la scuola primaria della sua città natale, Palosco, porta oggi il suo nome («Scuola Primaria Suor Vitarosa Zorza»).

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Maria Rosa Zorza

    Chi era Maria Rosa Zorza?

    Religiosa italiana della Congregazione delle Suore dei Poveri, Suor Vitarosa Zorza si è sacrificata nel 1995 a Kikwit (RDC) per curare i malati dell'epidemia di Ebola.

    Quali santi furono contemporanei di Maria Rosa Zorza?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Maria Rosa Zorza?

    Maria Rosa Zorza morì verso il 1995.

    Quali sono gli altri nomi di Maria Rosa Zorza?

    Altre forme del nome: Sœur Vitarosa, Suor Vitarosa e Vitarosa Zorza.

    Chi sono i familiari di Maria Rosa Zorza?

    Familiari di Maria Rosa Zorza: Angelo Zorza (padre), Maria (madre), Faustina (nonna paterna) e Maria Calegari (suocera).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1944-1995
    2. Decreto di venerabilità di Francesco

    Citazioni

    • Perché dovrei avere paura? Le altre sono là, in questo momento hanno bisogno di me https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQG6jd1T9Eu00lNeO6GihcgQg-2tZIkRjFs6Wnm_4f-bi0ieNHvpPTpsMSLZaTYG8fA4nAGaXuOVUeePmOPhAJKPDgtFBsbKyCKTPXh5NoXO7N5URU9plCSnoElSex_AkQ92y0FEOBhbAhYaYdaziLW2AmYzYl9I1CbWGW0zSeWcQA5Voj9Q6g==