Pasquale Canzii
Pasquale Canzii (1914-1930), soprannominato Pasqualino, è un giovane seminarista italiano abruzzese, riconosciuto venerabile nel 2021 per l'eroicità delle sue virtù e la sua precoce ricerca della santità.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita e infanzia di Pasquale Canzii a Bisenti, all'interno di una famiglia pia.
Pasquale Canzii, affettuosamente soprannominato «Pasqualino», nasce il 6 novembre 1914 a Bisenti, un piccolo comune in provincia di Teramo, nella regione Abruzzo in Italia. È figlio di Alfredo Canzii, sarto di professione, e di Semira Forcellese, casalinga. I suoi genitori, ferventi cristiani, lo accolgono con profonda gioia dopo diversi anni di attesa. Viene battezzato il 16 maggio 1915 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli a Bisenti, ricevendo il nome di san Pasquale Baylon, il santo patrono del comune. Fin dalla prima infanzia, Pasqualino manifesta un temperamento dolce, calmo e particolarmente pio. Sua madre è la sua prima catechista: gli insegna a pregare il suo angelo custode e a venerare la Vergine Maria così come san Gabriele dell'Addolorata, canonizzato nel 1920. Nonostante alcuni incidenti domestici dai quali esce indenne (in particolare una caduta in un calderone di acqua bollente all'età di tre anni), cresce serenamente. A causa delle difficoltà finanziarie accresciute dalla nascita di un secondo figlio, Pietro, suo padre Alfredo è costretto a emigrare negli Stati Uniti per provvedere ai bisogni della famiglia. Pasqualino si distingue a scuola e in parrocchia per la sua serietà e il suo raccoglimento. Divenuto chierichetto, rifiuta le piccole ricompense offerte dal suo parroco, don Filippo De Flaviis, affermando di essere semplicemente felice di fare qualcosa che piace a Dio. Riceve la prima comunione il 31 maggio 1925 e la cresima il 29 maggio 1926 dalle mani del vescovo diocesano, monsignor Carlo Pensa.
Vita e opera
La chiamata al sacerdozio e l'ingresso di Pasqualino nel seminario diocesano di Penne.
Nel 1926, durante una missione popolare predicata a Bisenti dai padri Passionisti, il giovane Pasqualino avverte un'irresistibile chiamata al sacerdozio. Affascinato dalla figura di san Gabriele dell'Addolorata, esprime al padre passionista Ireneo Cataldi il suo desiderio di entrare nella Congregazione della Passione di Gesù Cristo. Tuttavia, la sua costituzione fisica particolarmente fragile spinge i religiosi a orientarlo piuttosto verso il clero diocesano. Il 14 ottobre 1926, all'età di dodici anni, entra nel seminario diocesano di Penne (in provincia di Pescara) e indossa immediatamente la talare, secondo l'uso dell'epoca. In seminario, Pasqualino si dimostra uno studente brillante, applicato e di una disciplina esemplare. Rifiuta ogni forma di adulazione o onore, ricercando costantemente l'umiltà. Suo padre, dagli Stati Uniti, esprime reticenze di fronte a questa vocazione e lo esorta a lasciare il seminario per proseguire studi profani più redditizi. Pasqualino vi si oppone con una maturità e una fermezza sorprendenti per la sua età, scrivendo al padre per incoraggiarlo ad avere fiducia nella Divina Provvidenza e riaffermando il suo desiderio di essere sacerdote per salvare le anime.
Cammino verso la santità
La ricerca della santità nel quotidiano, segnata dall'ascesi e da una fine precoce.
La vita di Pasqualino in seminario è interamente protesa verso un unico scopo: la santità. Si ispira a figure di giovani santi come san Gabriele dell'Addolorata, san Luigi Gonzaga, san Stanislao Kostka, san Giovanni Berchmans e santa Teresa di Lisieux. Ripete frequentemente il suo desiderio di voler «essere santo, grande santo e presto santo».\n\nPer riuscirci, si impone una disciplina di vita rigorosa, segnata da numerose mortificazioni, rinunce volontarie e lunghe ore di preghiera silenziosa davanti al Tabernacolo. Questa ascesi esigente, combinata alla sua salute naturalmente delicata, indebolisce progressivamente le sue forze fisiche.\n\nNel gennaio 1930, contrae una grave malattia polmonare (diagnosticata come polmonite dal Dicastero delle Cause dei Santi, sebbene alcuni biografi dell'epoca evochino la tubercolosi). Di fronte alla prospettiva della morte, conserva una gioia e una serenità profonde, abbandonandosi totalmente alla volontà di Dio. Si spegne santamente nel seminario di Penne il 24 gennaio 1930, assistito da sua madre, all'età di 15 anni.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di riconoscimento dell'eroicità delle virtù di Pasquale Canzii.
La reputazione di santità del giovane seminarista, soprannominato il «piccolo santo di Bisenti», si diffonde rapidamente dopo la sua morte. Quasi settant'anni dopo, su richiesta dell'arcivescovo di Pescara-Penne, monsignor Francesco Cuccarese, la causa di beatificazione viene ufficialmente aperta. La Santa Sede concede il Nihil obstat il 26 gennaio 1999. L'inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la reputazione di santità di Pasquale Canzii si svolge dal 10 giugno 1999 al 1° aprile 2001. I suoi resti mortali sono trasferiti nel 1999 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli a Bisenti, dove riposano ora sotto un altare laterale. La validità dell'inchiesta diocesana è decretata dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 1° febbraio 2002, e la Positio viene depositata nel 2004. Dopo l'esame favorevole dei consultori teologi e dei cardinali, papa Francesco autorizza, il 21 gennaio 2021, la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli così il titolo di Venerabile.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità dell'abbandono alla Provvidenza e l'eredità lasciata ai giovani seminaristi.
La spiritualità di Pasquale Canzii poggia su una fiducia assoluta nella Provvidenza e su una ricerca costante della volontà divina attraverso i doveri quotidiani. Per lui, la santità non risiede in azioni straordinarie, ma nel compimento perfetto e umile dei compiti ordinari per amore di Dio.
I suoi scritti intimi e le sue lettere rivelano una maturità spirituale eccezionale. In essi esprime un amore ardente per l'Eucaristia e una devozione filiale verso la Vergine Maria, che definisce «porta sicura per il Paradiso». La sua eredità rimane viva, in particolare nell'arcidiocesi di Pescara-Penne, dove viene proposto ai giovani e ai seminaristi come un modello di fedeltà gioiosa alla vocazione, di purezza e di abbandono fiducioso.
Domande frequenti su Pasquale Canzii
Chi era Pasquale Canzii?
Pasquale Canzii (1914-1930), soprannominato Pasqualino, è un giovane seminarista italiano abruzzese, riconosciuto venerabile nel 2021 per l'eroicità delle sue virtù e la sua precoce ricerca della santità.
Di cosa è Pasquale Canzii santo patrono?
Patronati di Pasquale Canzii: jeunes, giovani, séminaristes e seminaristi.
Quali santi furono contemporanei di Pasquale Canzii?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Pasquale Canzii?
Pasquale Canzii morì verso il 1914.
Quali sono gli altri nomi di Pasquale Canzii?
Altre forme del nome: Pasqualino.
Chi sono i familiari di Pasquale Canzii?
Familiari di Pasquale Canzii: Alfredo Canzii (padre), Semira Forcellese (madre) e Pietro Canzii (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1914-1930
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
-
essere santo, grande santo e presto santo
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