Felice Tantardini
Felice Tantardini, soprannominato il «fabbro di Dio», è un fratello coadiutore del PIME che ha trascorso quasi 70 anni in Birmania, unendo lavoro manuale e preghiera intensa al servizio dei più poveri.
I suoi contemporanei
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Biografia
La giovinezza di Felice Tantardini in Italia, la sua esperienza nella Prima Guerra Mondiale e il suo ingresso nel PIME.
Felice Tantardini nasce il 28 giugno 1898 a Introbio, in Lombardia (Italia). Sesto di una famiglia di otto figli, cresce in una casa profondamente cristiana. Dall'età di dieci anni, lavora come apprendista fabbro. Mobilitato nel 1917 durante la Prima Guerra Mondiale, viene catturato dalle truppe austro-ungariche dopo la disfatta di Caporetto. Dopo diversi trasferimenti in campi di lavoro e un'audace fuga attraverso la Grecia, rientra in Italia nel 1919. Ispirato dalla lettura di riviste missionarie, supera l'opposizione dei suoi familiari ed entra nel Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) a Milano nel 1921 come fratello coadiutore. Si imbarca per la Birmania nel settembre 1922.
Vita e opera
L'intensa attività missionaria di fratel Felice in Birmania come costruttore e fabbro.
Arrivato in Birmania nel 1922, fratel Felice Tantardini dedica quasi settant'anni della sua vita al servizio delle popolazioni locali. Soprannominato il «fabbro di Dio», mette le sue eccezionali competenze manuali al servizio della Chiesa. Sebbene avesse un'istruzione limitata, si rivela un costruttore senza pari. Lavora successivamente in diverse missioni: a Toungoo, a Kalaw (dove costruisce una scuola), a Mandalay, a Loilem (dove fabbrica 300 letti in ferro per un lebbrosario), a Bhamo sotto l'occupazione giapponese, e infine a Taunggyi dove partecipa alla costruzione della cattedrale. Polivalente, opera come fabbro, falegname, muratore, elettricista e catechista, percorrendo lunghe distanze attraverso la giungla per raggiungere le comunità isolate.
Cammino verso la santità
La reputazione di santità di fra Felice, il suo ritiro spirituale e la sua morte serena nel 1991.
Fra Felice Tantardini gode di una costante reputazione di santità presso cristiani, buddisti e musulmani, conquistati dalla sua umiltà e dalla sua gioia comunicativa. All'età di 85 anni, accetta di obbedire ai suoi superiori cessando i lavori manuali pesanti per dedicarsi pienamente alla preghiera contemplativa e all'accoglienza dei visitatori. Si spegne serenamente il 23 marzo 1991 a Taunggyi, all'età di 92 anni. I suoi funerali attirano una folla immensa e multiconfessionale. Viene sepolto nel giardino del centro per persone disabili «Gesù Bambino di Praga» a Payaphyu, un luogo che diventa rapidamente un centro di pellegrinaggio.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo ufficiale che ha portato al riconoscimento dell'eroicità delle virtù di Felice Tantardini da parte di Papa Francesco.
La causa di beatificazione di Felice Tantardini è stata avviata dal PIME nel 2000. La Santa Sede ha concesso il nihil obstat il 23 maggio 2000, conferendogli il titolo di Servo di Dio. L'inchiesta diocesana si è svolta a Taunggyi e a Milano tra il 2001 e il 2002, e la sua validità è stata confermata dalla Congregazione delle Cause dei Santi nel 2005. L'11 giugno 2019, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, dichiarandolo ufficialmente Venerabile.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità del lavoro e della preghiera, la devozione mariana e l'autobiografia del 'fabbro di Dio'.
La spiritualità di Felice Tantardini poggia sull'unione intima del lavoro manuale e della preghiera, guidata dal suo motto: «Sforzarmi di essere felice, sempre e a ogni costo, e impegnarmi a rendere felici gli altri». Considerava il suo lavoro quotidiano all'incudine come una preghiera continua. Profondamente mariano, recitava tre rosari al giorno. Conduceva una vita di estrema povertà, dormendo su una stuoia di paglia e curando i suoi malanni con il digiuno. Noto per il suo pittoresco attaccamento alla pipa, rispondeva con umorismo a chi se ne preoccupava in vista della sua canonizzazione. La sua autobiografia, redatta per obbedienza e intitolata «Il fabbro di Dio», testimonia il suo gioioso zelo missionario.
Iconografia
Segni e attributi
Domande frequenti su Felice Tantardini
Chi era Felice Tantardini?
Felice Tantardini, soprannominato il «fabbro di Dio», è un fratello coadiutore del PIME che ha trascorso quasi 70 anni in Birmania, unendo lavoro manuale e preghiera intensa al servizio dei più poveri.
Come si riconosce Felice Tantardini nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Felice Tantardini è riconoscibile da: incudine e pipa.
Quali santi furono contemporanei di Felice Tantardini?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Felice Tantardini?
Felice Tantardini morì verso il 1898.
Quali sono gli altri nomi di Felice Tantardini?
Altre forme del nome: Fratel Felice.
Chi sono i familiari di Felice Tantardini?
Familiari di Felice Tantardini: Giovanni Battista Tantardini (padre) e Maria Magni (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1898-1991
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
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Sforzarmi di essere felice, sempre e a ogni costo, e impegnarmi a rendere felici gli altri
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