Giuseppe Picco
Sacerdote gesuita italiano, Giuseppe Picco (1867-1946) si è dedicato all'animazione di ritiri spirituali e a un apostolato itinerante presso i più umili nella provincia di Novara.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita e giovinezza di Giuseppe Picco, dalla sua famiglia pia al suo ingresso nella Compagnia di Gesù.
Giuseppe Picco nasce il 4 luglio 1867 a Nole Canavese, nella provincia e diocesi di Torino, in Italia. Cresce in seno a una modesta famiglia di contadini dove la fede cristiana è profondamente radicata. I suoi genitori, che assistono quotidianamente alla messa, educano i loro dieci figli secondo solidi principi cristiani; Giuseppe è il terzo della fratria. Suo zio, l'abate Giovanni Battista Picco, sacerdote e maestro a Nole, partecipa attivamente alla sua educazione. All'età di undici anni, Giuseppe inizia a frequentare la scuola apostolica diretta dal canonico Ortalda a Torino. Nel 1880, prosegue gli studi a Lanzo, nel collegio tenuto dai Salesiani di Don Bosco. È lì che incontra personalmente san Giovanni Bosco, di cui serve la messa a più riprese e da cui riceve una profonda influenza spirituale. Il 14 ottobre 1883, desideroso di consacrare la sua vita al sacerdozio, entra nel seminario arcivescovile di Chieri. Tuttavia, sentendo una chiamata più precisa verso la vita religiosa, lascia il seminario diocesano due anni più tardi, il 22 settembre 1885, per entrare nel noviziato della Compagnia di Gesù, anch'esso situato a Chieri. Suo fratello minore, Giulio Picco, seguirà più tardi lo stesso cammino diventando anch'egli gesuita.
Vita e opera
La formazione gesuita di Giuseppe Picco, la sua ordinazione sacerdotale e il suo ministero a Gozzano.
Dopo il noviziato, Giuseppe Picco prosegue la sua formazione gesuita con studi umanistici e filosofici (dal 1891 al 1894). Svolge inoltre tirocini apostolici presso i giovani in vari collegi della Compagnia, in particolare all'Istituto Sociale di Torino e al collegio San Tommaso di Cuneo. Nel 1896 inizia gli studi di teologia presso la facoltà dei gesuiti di Chieri. Durante questo periodo di studi intensi, si distingue già per la sua carità dedicandosi al capezzale di un malato coperto di piaghe. Viene ordinato sacerdote l'8 aprile 1901. Celebra la sua prima messa al santuario della Consolata a Torino. Pronuncia i suoi ultimi voti solenni il 2 febbraio 1904. Dopo alcuni anni di ministero sacerdotale a Torino, Genova e Cuneo, la sua vita prende una svolta decisiva il 15 ottobre 1912 quando viene assegnato alla casa di esercizi spirituali per operai a Gozzano, in provincia di Novara. Ad eccezione di un'interruzione durante la Prima Guerra Mondiale (dal 1915 al 1919), in cui presta servizio come cappellano militare in un ospedale di Cuneo, Gozzano rimane il centro della sua attività apostolica fino alla morte. Padre Picco si dedica anima e corpo all'animazione degli esercizi spirituali e all'accompagnamento degli esercitanti. Collabora attivamente all'Opera dei Ritiri di Perseveranza e alle Leghe di Perseveranza, mirando a prolungare i frutti spirituali degli esercizi nelle parrocchie.
Cammino verso la santità
L'apostolato itinerante di padre Picco tra le montagne italiane e la sua vita di povertà.
Sebbene avesse sognato per un tempo di partire in missione in Alaska, la sua salute fragile (segnata dai postumi di una pleurite) portò i suoi superiori a mantenerlo in Italia. Padre Picco fece allora della sua regione di assegnazione la sua «Alaska interiore». Divenne un missionario itinerante infaticabile, percorrendo a piedi le campagne e le montagne della provincia di Novara e dell'alto Novarese. Per raggiungere i fedeli più isolati, i contadini, i pastori e gli operai, non esitava a scalare i sentieri di montagna con ogni tempo, calzando semplici zoccoli di legno e munito di un ombrello. Trascorreva inoltre le sue estati al santuario di San Chiaffredo a Crissolo, ai piedi del Monviso, dove confessava per lunghe ore e visitava le baite d'alpeggio. Padre Picco era profondamente amato dagli umili, che vedevano in lui un santo già in vita. Conduceva una vita di estrema povertà e mortificazione, accontentandosi di poco per il cibo e il vestiario.
Beatificazione e canonizzazione
La morte di padre Picco, le sue esequie semplici e le tappe della sua causa di beatificazione.
Padre Giuseppe Picco muore improvvisamente il 31 agosto 1946 a Gozzano. Viene ritrovato senza vita, disteso sul pavimento della sua stanza, con lo sguardo rivolto verso un'immagine di san Giuseppe. Sulla sua agenda, aveva annotato in anticipo: «Il 31 agosto sarò in paradiso». Conformemente alle sue ultime volontà, viene rivestito della sua vecchia tonaca logora e rattoppata, e le sue esequie vengono celebrate nella massima semplicità, senza discorsi né onori, alle sette del mattino. Nonostante l'ora mattutina, una folla immensa di operai e contadini si reca a rendergli un ultimo omaggio. Il 29 ottobre 1950, la sua salma viene trasferita in una tomba monumentale nel cimitero di Gozzano. La causa di beatificazione viene ufficialmente aperta qualche anno più tardi. Il processo informativo diocesano inizia a Novara il 30 marzo 1955 e si chiude l'11 giugno 1957. Il processo apostolico viene aperto il 17 dicembre 1974 e termina il 24 febbraio 1976. Dopo l'esame della Positio, il papa Giovanni Paolo II autorizza, il 18 dicembre 1997, la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli così il titolo di Venerabile.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità eucaristica e mariana di padre Picco e la perennità della sua opera.
La spiritualità di padre Giuseppe Picco è incentrata sull'amore per l'Eucaristia, la devozione al Sacro Cuore di Gesù e una fiducia filiale verso la Vergine Maria e san Giuseppe. Soprannominato talvolta il «piccolo curato d'Ars» del XX secolo, ha segnato gli animi con il suo ministero assiduo della confessione e della misericordia. Le sue confessioni, spesso brevi ma incisive, hanno ricondotto a Dio numerose anime lontane dalla fede da decenni. La sua eredità rimane viva, in particolare attraverso l'associazione degli «Amici di Padre Padre Picco», fondata poco dopo la sua morte per diffondere il suo messaggio e sostenere la sua causa di beatificazione. Una rivista con lo stesso nome viene pubblicata regolarmente. Inoltre, un'agenzia di formazione («Agenzia Formativa Padre Giuseppe Picco») perpetua la sua memoria promuovendo gli esercizi spirituali ignaziani e l'accompagnamento pastorale.
Iconografia
Segni e attributi
Domande frequenti su Giuseppe Picco
Chi era Giuseppe Picco?
Sacerdote gesuita italiano, Giuseppe Picco (1867-1946) si è dedicato all'animazione di ritiri spirituali e a un apostolato itinerante presso i più umili nella provincia di Novara.
Come si riconosce Giuseppe Picco nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Giuseppe Picco è riconoscibile da: zoccoli di legno e ombrello.
Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Picco?
Tra i suoi contemporanei figurano: Benigna Vittima di Gesù, Sant'Ilario di Poitiers, Bernardo Maria di Gesù e Maria Clara del Bambino Gesù.
Quando morì Giuseppe Picco?
Giuseppe Picco morì verso il 1946.
Chi sono i familiari di Giuseppe Picco?
Familiari di Giuseppe Picco: Giovanni Battista Picco (zio) e Giulio Picco (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1867-1946
- Decreto di venerabilità di Giovanni Paolo II
Citazioni
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Il 31 agosto sarò in paradiso
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