Didaco Bessi
Sacerdote italiano e fondatore delle Suore domenicane di Santa Maria del Rosario, riconosciuto venerabile nel 2025.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
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Biografia
Nascita, giovinezza, vocazione domenicana e ordinazione sacerdotale di Didaco Bessi a Prato.
Didaco Roberto Bessi nacque il 5 febbraio 1856 (alcune fonti locali menzionano anche il 2 febbraio) a Iolo, una frazione del comune di Prato in Toscana (Italia). Era il secondo dei nove figli di Giocondo Bessi, artigiano calzolaio, e di Maria Maddalena Dabizzi, trecciaiola. In un contesto economico difficile, solo quattro dei figli della coppia raggiunsero l'età adulta. Dall'età di 12 anni, Didaco sentì una profonda vocazione sacerdotale. Sostenuto dalla sua famiglia e ispirato dal suo parroco, don Antonio Cappellini, iniziò a frequentare il seminario minore di Prato come esterno, percorrendo ogni giorno a piedi più di sette chilometri per recarvisi. Nel settembre 1871, attratto dalla spiritualità domenicana che scoprì nel monastero di San Vincenzo a Prato, fu ammesso nel Terz'Ordine domenicano con il nome di «fra Domenico». Lo stesso anno, si iscrisse alla Pia Unione dei Figli di Maria Immacolata. Nel 1874, entrò ufficialmente nel seminario diocesano di Prato. Fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1879 nella cattedrale di Pistoia da Monsignor Niccolò Sozzifanti. Celebrò la sua prima messa lo stesso giorno e fu nominato vicario (coadiutore) nella sua parrocchia natale di San Pietro a Iolo. Nel 1892, alla morte del parroco, gli succedette come parroco (pievano) della parrocchia, un incarico che avrebbe esercitato per quasi quarant'anni fino alla sua morte.
Vita e opera
Il ministero pastorale di don Didaco Bessi, la fondazione della sua congregazione religiosa e i suoi impegni sociali a Iolo.
Il ministero pastorale di don Didaco Bessi a Iolo si inserisce in un periodo di difficile transizione sociale ed economica, segnato dal passaggio da un'economia agricola all'industrializzazione. Sensibile alla miseria materiale e spirituale dei suoi parrocchiani, si dedica in particolare all'educazione dei bambini poveri, alla visita dei malati e all'accompagnamento dei morenti. L'8 settembre 1895, don Didaco fonda l'«Istituto delle Suore di Carità della beatissima Vergine del Rosario», oggi noto come «Suore Domenicane di Santa Maria del Rosario». Egli insedia le prime religiose (cinque giovani donne della parrocchia) in locali in affitto, dove viene aperta una scuola per le fanciulle povere. A quell'epoca, molte bambine erano prive di istruzione e costrette fin dall'infanzia a intrecciare la paglia per la fabbricazione di cappelli. Il 26 settembre 1900, l'istituto viene ufficialmente affiliato all'Ordine dei Predicatori (Domenicani), permettendo alle suore di pronunciare i loro voti di consacrazione durante le prime vestizioni celebrate il 6 ottobre dello stesso anno. L'opera si concentra sull'accoglienza e l'educazione delle orfane, la cura dei malati a domicilio e l'assistenza spirituale ai morenti. Parallelamente, don Didaco si impegna in altre opere parrocchiali e sociali. Fonda la Pia Associazione per l'Adorazione del Santissimo Sacramento e, nel dicembre 1909, la Congregazione dei Genitori Cristiani. Premuroso nell'aiutare le famiglie bisognose di fronte agli usurai, contribuisce alla creazione di una Cassa Rurale gestita da laici cattolici locali. Tra il 1898 e il 1899, intraprende inoltre un restauro completo della chiesa parrocchiale di San Pietro, finanziando i lavori di tasca propria e indebitandosi personalmente. Tali lavori permettono di riportare alla luce preziosi affreschi del XIV, XV e XVI secolo.
Cammino verso la santità
La morte di don Didaco Bessi nella più totale indigenza e la persistenza della sua fama di santità.
Don Didaco Bessi muore il 25 maggio 1919 a Iolo, all'età di 63 anni, esausto per le sue fatiche e profondamente segnato dai lutti familiari (la perdita dei fratelli Antonio e Giovanni, quest'ultimo sostenuto fino al sacerdozio) così come dalle devastazioni della Prima Guerra Mondiale e dall'influenza spagnola. Si spegne in una totale indigenza, avendo donato tutti i suoi beni, compreso il proprio materasso, per dormire su un semplice pagliericcio. I suoi parrocchiani dovettero fare una colletta per pagare i suoi funerali, non essendo stata ritrovata alcuna moneta nella sua casa. La fama di santità di don Didaco Bessi si è mantenuta ben oltre la sua morte. Il 25 maggio 2003, i suoi resti mortali sono stati traslati nella nuova cappella della Casa Madre della congregazione a Iolo, sotto la presidenza di Monsignor Gastone Simoni, vescovo di Prato.
Beatificazione e canonizzazione
L'apertura della causa di beatificazione di Didaco Bessi e il suo riconoscimento come venerabile da parte di Papa Francesco nel 2025.
La causa di beatificazione e canonizzazione è ufficialmente introdotta a livello diocesano sotto l'episcopato di Mons. Gastone Simoni. L'8 maggio 2008, il padre domenicano Francesco Maria Ricci viene nominato postulatore della causa. L'inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità di don Didaco viene ufficialmente aperta il 23 settembre 2013 nella cattedrale di Prato da Mons. Franco Agostinelli, e si chiude solennemente il 21 ottobre 2016. Il 24 febbraio 2025, Papa Francesco autorizza il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce le virtù eroiche di don Didaco Bessi, conferendogli così il titolo di venerabile. Ad oggi, nessun miracolo è stato ancora ufficialmente riconosciuto per aprire la strada alla sua beatificazione.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità eucaristica e mariana di Didaco Bessi, la sua esortazione alla dolcezza e l'espansione della sua congregazione.
La spiritualità di don Didaco Bessi poggia su un'unione intima con Cristo attraverso l'Eucaristia e una devozione filiale verso la Vergine Maria, particolarmente sotto il titolo di Nostra Signora del Rosario. Soprannominato «un pregatore» dai suoi contemporanei, passava lunghe ore in adorazione davanti al Santissimo Sacramento. Il suo stile pastorale era caratterizzato dall'umiltà, dalla dolcezza e da una carità senza limiti. Esortava le sue religiose alla dolcezza con queste parole: «Sii buona, sii molto buona, sii buonissima, sii eccessivamente buona, sii immensamente buona, sii eccessivamente dolce. Osserva questi propositi e ti farai padrona del cuore delle tue figlie e ti attirerai l'amore di tutti… renditi il sorriso sempre abituale sulle tue labbra.» Oggi, la congregazione delle Suore domenicane di Santa Maria del Rosario prosegue la sua opera educativa e caritativa. Oltre all'Italia, le religiose sono presenti in India, Polonia, Ecuador, Romania, Ucraina e Filippine.
Domande frequenti su Didaco Bessi
Chi era Didaco Bessi?
Sacerdote italiano e fondatore delle Suore domenicane di Santa Maria del Rosario, riconosciuto venerabile nel 2025.
Quali santi furono contemporanei di Didaco Bessi?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Didaco Bessi?
Didaco Bessi morì verso il 1856.
Quali sono gli altri nomi di Didaco Bessi?
Altre forme del nome: Didaco Roberto Bessi e fra Domenico.
Chi sono i familiari di Didaco Bessi?
Familiari di Didaco Bessi: Giocondo Bessi (padre), Maria Maddalena Dabizzi (madre), Antonio Bessi (fratello) e Giovanni Bessi (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1856-1919
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
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Sii buona, sii molto buona, sii buonissima, sii eccessivamente buona, sii immensamente buona, sii eccessivamente dolce. Osserva questi propositi e ti farai padrona del cuore delle tue figlie e ti attirerai l'amore di tutti … renditi il sorriso sempre abituale sulle tue labbra.
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