Giovanni Barra
Sacerdote italiano (1914-1975) dedito all'educazione e all'accompagnamento spirituale dei giovani, fondatore della Casa Alpina e dichiarato venerabile nel 2023.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
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Biografia
Nascita, giovinezza, vocazione e ordinazione di Giovanni Barra.
Giovanni Barra nasce il 13 gennaio 1914 (alcune fonti menzionano il 14 gennaio) a Riva di Pinerolo, in provincia di Torino, in Italia, all'interno di una famiglia di contadini. È il penultimo di una fratria di undici figli. Cresciuto in una fede cristiana profonda, sente molto presto la chiamata al sacerdozio. Suo fratello Giuseppe Cesare e sua sorella Emilia si impegnano entrambi come missionari della Consolata. Giovanni desidera seguire la loro strada, ma la sua salute fragile porta l'istituto a scartare la sua candidatura. Determinato a diventare sacerdote, entra nel seminario vescovile di Pinerolo nel 1925. Qui prosegue i suoi studi e viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1937 dal vescovo diocesano, monsignor Gaudenzio Binaschi. Inizia il suo ministero come professore di lettere nel seminario minore e insegna anche religione in una scuola pubblica della città. Colpito da un'occlusione intestinale, subisce un intervento chirurgico il 23 gennaio 1975. Si spegne pochi giorni dopo, il 28 gennaio 1975, a Torino, all'età di 61 anni.
Vita e opera
Ministero presso i giovani, fondazione della Casa Alpina, incarico parrocchiale e attività letterarie.
Don Giovanni Barra dedica l'essenziale del suo ministero all'accompagnamento spirituale e umano della gioventù. Dal 1942 al 1950, esercita l'incarico di assistente dell'Associazione della gioventù di Azione Cattolica. Nel 1943, fonda a Pinerolo una sezione della Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI), che anima attivamente fino al 1965. Nel 1946, desideroso di offrire ai giovani uno spazio di rigenerazione, fonda la «Casa Alpina» a Pragelato (nella località di Soucheres-Basses, provincia di Torino). Questo centro di accoglienza in montagna, capace di ospitare quasi duecento persone, diventa durante i mesi estivi un alto luogo di preghiera, di fraternità, di direzione spirituale e di incontri per i giovani e le famiglie. Nel 1962, è nominato promotore della nuova parrocchia «Madonna di Fatima» a Pinerolo, di cui diventa il primo parroco nel 1964. Nel 1969, la sua salute declinante lo obbliga a lasciare questo incarico parrocchiale. Viene allora nominato rettore del Seminario delle vocazioni adulte a Torino, dove pone la preghiera contemplativa al centro della formazione dei futuri sacerdoti, pur proseguendo le sue attività alla Casa Alpina e il suo ministero di predicazione. Parallelamente alle sue attività pastorali, don Barra è uno scrittore, traduttore e giornalista prolifico. Partecipa alla fondazione del settimanale culturale Il Nostro Tempo a Torino al fianco di don Carlo Chiavazza, e collabora attivamente alla rivista Adesso di don Primo Mazzolari. Pubblica numerose opere di spiritualità e di pedagogia presso editori cattolici come Borla e La Locusta. Parlando correntemente il francese, traduce diversi scritti di monsignor Alfredo Ancel, vescovo ausiliare di Lione (che incontra a Lione e inizia a tradurre fin dal 1950), così come la biografia di santa Margherita da Cortona redatta da François Mauriac.
Cammino verso la santità
Apertura della causa di beatificazione, inchiesta diocesana e traslazione delle sue spoglie.
La fama di santità di don Giovanni Barra si diffonde rapidamente dopo la sua morte. Nel 2004, l'Ufficio di pastorale giovanile di Pinerolo sollecita l'apertura della sua causa di beatificazione. La Congregazione delle Cause dei Santi concede il nihil obstat il 22 marzo 2004. L'inchiesta diocesana viene ufficialmente aperta il 4 giugno 2005 da monsignor Pier Giorgio Debernardi, vescovo di Pinerolo. Nel corso di questo processo, nel 2008, le spoglie mortali di don Barra vengono traslate nella basilica di San Maurizio a Pinerolo, dove numerosi fedeli si recano in preghiera. L'inchiesta diocesana si chiude il 29 novembre 2008 e la sua validità viene decretata dal Vaticano il 12 febbraio 2010. La Positio sulle sue virtù eroiche viene depositata il 14 settembre 2017. Dopo aver ricevuto un parere favorevole dai consultori teologi il 22 giugno 2021, e successivamente dai cardinali e vescovi del Dicastero delle Cause dei Santi il 10 gennaio 2023, la causa compie un passo decisivo.
Beatificazione e canonizzazione
Riconoscimento delle virtù eroiche da parte di Papa Francesco e dichiarazione di venerabilità.
Il 19 gennaio 2023, Papa Francesco ha autorizzato il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, a promulgare il decreto che riconosce le virtù eroiche di Giovanni Barra. Con questo atto, il sacerdote italiano è stato dichiarato venerabile. La causa è attualmente in corso, in attesa del riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione per consentirne la beatificazione.
Spiritualità ed eredità
La pedagogia della santità, il primato della grazia, l'apertura culturale e il suo testamento spirituale.
La spiritualità di don Giovanni Barra poggia su quella che egli chiamava la «pedagogia della santità». Si sforzava di presentare la vita cristiana non come un insieme di regole austere, ma come un'avventura di bellezza, di gioia e di libertà. Invitava i giovani a scoprire nel Vangelo un cammino di realizzazione personale e di dono di sé. Insisteva particolarmente sul «primato della grazia», ricordando agli educatori e agli apostoli che i frutti del loro lavoro non dipendevano dai loro talenti, ma dall'azione di Dio. Per lui, l'azione pastorale doveva sempre scaturire da una vita di preghiera intensa. Egli stesso era noto per il suo modo di pregare, trascorrendo lunghe ore prostrato faccia a terra nel silenzio delle chiese. Don Barra credeva fermamente che la cultura fosse uno strumento di amore e di dialogo capace di aprire le menti alla fede. Ha contribuito ampiamente a sdoganare l'ambiente cattolico della sua regione facendovi conoscere i grandi teologi e scrittori europei del suo tempo. Ha invitato a Pinerolo personalità di spicco del rinnovamento ecclesiale di prima e dopo il Concilio Vaticano II, come Primo Mazzolari, Ernesto Balducci, Giuseppe Lazzati o Jean Guitton. Il suo testamento spirituale esprime magnificamente la gioia profonda che lo ha abitato lungo tutta la sua vita: «Quando guardo indietro, sento un'ondata di gioia e di gratitudine salire in me dal mio cuore. Sono veramente un prete felice del mio sacerdozio».
Domande frequenti su Giovanni Barra
Chi era Giovanni Barra?
Sacerdote italiano (1914-1975) dedito all'educazione e all'accompagnamento spirituale dei giovani, fondatore della Casa Alpina e dichiarato venerabile nel 2023.
Quali santi furono contemporanei di Giovanni Barra?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Maria Eugenio del Bambino Gesù.
Quando morì Giovanni Barra?
Giovanni Barra morì verso il 1975.
Quali sono gli altri nomi di Giovanni Barra?
Altre forme del nome: Don Giovanni Barra e Don Barra.
Chi sono i familiari di Giovanni Barra?
Familiari di Giovanni Barra: Giuseppe Cesare (fratello) e Emilia (sorella).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1914-1975
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
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Quando guardo indietro, sento un'ondata di gioia e gratitudine salire in me dal profondo del cuore. Sono davvero un sacerdote felice nel mio ministero.
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