Giuseppe Marchetti
Sacerdote scalabriniano italiano e missionario in Brasile, Giuseppe Marchetti si dedicò agli emigrati e agli orfani, cofondando le Suore Scalabriniane prima di morire di tifo a 27 anni.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita in Toscana, studi presso il seminario di Lucca, ordinazione sacerdotale e primi confronti con la miseria e l'emigrazione dei suoi parrocchiani.
Giuseppe Marchetti nasce il 3 ottobre 1869 a Lombrici, una frazione di Camaiore, in provincia di Lucca (Toscana, Italia). È il secondo di una famiglia di undici figli, di cui fa parte anche la beata Assunta Marchetti. I suoi genitori, Angelo Marchetti e Carola Ghilarducci, lavorano in un mulino di famiglia (il mulino Mansi). Fin dall'infanzia, Giuseppe partecipa attivamente ai lavori del mulino, il che forgia il suo carattere e sviluppa la sua sensibilità verso i più poveri. Nel 1884 entra nel seminario diocesano di Lucca. Vi studia con brillantezza e viene ordinato sacerdote il 2 aprile 1892. Il giorno seguente, 3 aprile, celebra la sua prima messa solenne a Capezzano Pianore. Viene inizialmente nominato professore di francese e di matematica in seminario, poi vicario della parrocchia di Compignano (Massarosa). È in questo ministero parrocchiale che si confronta per la prima volta con la miseria dei suoi fedeli, molti dei quali costretti a emigrare verso le Americhe per sfuggire alla povertà.
Vita e opera
Impegno al fianco di Mons. Scalabrini, servizio come cappellano di bordo per gli emigranti, fondazione dell'Orfanotrofio Cristoforo Colombo a San Paolo e cofondazione delle Suore Scalabriniane.
La svolta della sua vita avviene il 25 aprile 1892, quando assiste a Lucca a una conferenza di Mons. Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza e grande apostolo dei migranti. Sconvolto dalla miseria spirituale e materiale degli emigrati italiani, il giovane sacerdote decide di mettersi a disposizione di Mons. Scalabrini. Nel 1894, mentre accompagna un gruppo di suoi parrocchiani al porto di Genova, constata di persona gli abusi e lo sfruttamento di cui sono vittime gli emigranti. Decide allora di non tornare a Lucca, ma di recarsi a Piacenza per offrirsi come cappellano di bordo sulle navi transatlantiche. Con la benedizione di Papa Leone XIII e l'autorizzazione del suo arcivescovo, si impegna a condividere la vita dei migranti durante le traversate oceaniche verso il Brasile, rifiutando ogni salario e vivendo sotto il regime del voto di povertà. Effettua il suo primo viaggio il 15 ottobre 1894. È durante il suo secondo viaggio, nel 1895, che un evento tragico orienta definitivamente la sua missione. Una giovane madre muore a bordo della nave, lasciando un neonato orfano e un marito disperato. Accogliendo il bambino tra le sue braccia, padre Marchetti sente un pressante richiamo della Provvidenza a fondare un'opera per i bambini abbandonati e orfani degli emigrati italiani in Brasile. Arrivato a San Paolo, fonda l'Orfanotrofio Cristoforo Colombo nel quartiere di Ipiranga. Per assicurare il funzionamento e la continuità di questo orfanotrofio, padre Marchetti sollecita l'aiuto di sua sorella, Assunta Marchetti. Il 25 ottobre 1895, con la collaborazione di Mons. Scalabrini, fondano a Piacenza la Congregazione delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo (Suore Scalabriniane). Sua sorella Assunta, la loro madre Carolina Ghilarducci e altre due giovani donne del loro paese sono le prime a prendere l'abito. Padre Marchetti fa egli stesso la sua professione religiosa all'interno del ramo maschile dei Missionari di San Carlo. Tornato in Brasile con le prime suore, si spende senza sosta per consolidare l'orfanotrofio, viaggiando instancabilmente a cavallo attraverso le piantagioni di caffè (fazendas) per visitare i lavoratori italiani, raccogliere fondi e soccorrere i bambini in difficoltà.
Cammino verso la santità
Una vita di intensa carità e di dedizione totale, segnata dal voto di non perdere tempo, fino alla sua morte prematura per tifo all'età di 27 anni.
Il padre Giuseppe Marchetti conduce una vita di un'intensità spirituale e di una carità eroiche. Animato dal desiderio di santificarsi attraverso il suo ministero, arriva a fare il voto di non perdere mai nemmeno un quarto d'ora del suo tempo. Alla fine dell'anno 1896, mentre assiste i malati durante un'epidemia a Jaú, contrae il tifo. Esausto per le privazioni e le fatiche del suo apostolato, muore in odore di santità a San Paolo il 14 dicembre 1896, all'età di soli 27 anni. La sua morte prematura suscita una viva emozione tra gli emigrati e gli orfani, che lo considerano già come un santo.
Beatificazione e canonizzazione
Introduzione della causa nel 1996, inchiesta diocesana a San Paolo e riconoscimento dell'eroicità delle virtù da parte di Papa Francesco nel 2016.
La causa di beatificazione di padre Giuseppe Marchetti è ufficialmente introdotta nel 1996, in occasione del centenario della sua morte. L'inchiesta diocesana sulla reputazione di santità e l'eroicità delle virtù si svolge nell'arcidiocesi di San Paolo dal 5 maggio 2000 al 28 novembre 2002. La validità giuridica di tale inchiesta è riconosciuta con decreto del Dicastero delle Cause dei Santi il 21 febbraio 2003. L'8 luglio 2016, Papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli così il titolo di Venerabile. Affinché la sua beatificazione sia pronunciata, è richiesto il riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione.
Spiritualità ed eredità
Spiritualità eucaristica e mariana incentrata sul Cristo sofferente nel migrante, e perennità della sua opera attraverso le Suore Scalabriniane.
La spiritualità del venerabile Giuseppe Marchetti è profondamente eucaristica e mariana, incentrata sull'identificazione con il Cristo sofferente attraverso la figura del migrante e dell'orfano. Il suo amore per i poveri si è tradotto in un dono totale di sé, fino al sacrificio della propria vita. Monsignor Scalabrini dirà di lui: «Ha vissuto una vita irreprensibile di figlio di Dio tra gli emigrati più bisognosi ed è stato un messaggero della Parola. La sua vita non è stata vana: l'ha perduta in sacrificio e al servizio di Gesù Cristo identificato nell'emigrante». La sua eredità perdura oggi attraverso l'opera delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo (Scalabriniane), che proseguono la loro missione di assistenza spirituale e materiale ai migranti e ai rifugiati in tutto il mondo. L'Orfanotrofio Cristoforo Colombo di San Paolo (oggi gestito dall'Instituto Cristóvão Colombo) rimane il simbolo storico della sua carità pastorale verso l'infanzia abbandonata.
Domande frequenti su Giuseppe Marchetti
Chi era Giuseppe Marchetti?
Sacerdote scalabriniano italiano e missionario in Brasile, Giuseppe Marchetti si dedicò agli emigrati e agli orfani, cofondando le Suore Scalabriniane prima di morire di tifo a 27 anni.
Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Marchetti?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Giuseppe Marchetti?
Giuseppe Marchetti morì verso il 1896.
Chi sono i familiari di Giuseppe Marchetti?
Familiari di Giuseppe Marchetti: Assunta Marchetti (sorella), Angelo Marchetti (padre) e Carola Ghilarducci (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1869-1896
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
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Ha vissuto una vita irreprensibile da figlio di Dio tra gli emigrati più bisognosi ed è stato un messaggero della Parola. La sua vita non è stata vana: l'ha perduta in sacrificio e al servizio di Gesù Cristo identificato nell'emigrato
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