Giovanni Ferro
Giovanni Ferro (1901-1992) è stato un arcivescovo italiano dell'ordine dei Somaschi, proclamato venerabile nel 2019. Riconosciuto per la sua carità pastorale e il suo coraggio eroico durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato onorato come Giusto per la Società Civile.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita di Giovanni Vittorio Ferro nel 1901 in Piemonte, il suo ingresso tra i Padri Somaschi, la sua ordinazione sacerdotale nel 1925 e i suoi brillanti studi di filosofia e teologia.
Giovanni Vittorio Ferro nasce il 13 novembre 1901 nella frazione Sant'Anna di Costigliole d'Asti, in Piemonte (Italia), all'interno di una famiglia profondamente religiosa. I suoi genitori, Giovanni Ferro e Carolina Borio, sono i suoi primi educatori nella fede. Nel 1912, all'età di undici anni, viene accolto nel seminario dei Padri Somaschi (Chierici Regolari di Somasca) a Nervi. Dopo il noviziato a Sant'Alessio a Roma, emette la sua prima professione religiosa l'8 ottobre 1920. Pronuncia i voti solenni il 14 marzo 1924 e viene ordinato sacerdote l'11 aprile 1925 nella cattedrale di Chiavari dal vescovo Mons. Amedeo Casabona. Prosegue brillanti studi universitari, ottenendo una licenza in filosofia presso l'Università Pontificia Gregoriana di Roma e un dottorato in teologia presso la Facoltà Teologica di Torino il 27 maggio 1931. Durante i suoi primi anni di sacerdozio, si dedica all'insegnamento e all'educazione dei giovani in vari collegi del suo ordine, in particolare a Corbetta (provincia di Milano), Casale Monferrato e Treviso. Nel 1931, viene nominato rettore del Collegio Trevisio di Casale Monferrato, incarico che ricopre fino al 1938.
Vita e opera
La sua azione eroica durante la Seconda Guerra Mondiale per salvare un giovane ebreo, il suo ministero pastorale a Genova, poi la sua nomina ad arcivescovo di Reggio Calabria e vescovo di Bova, dove si distinse per la sua carità e il suo ruolo di pacificatore.
Nel 1938, padre Giovanni Ferro fu trasferito a Como per assumere la direzione del prestigioso Collegio Gallio, un'istituzione educativa storica gestita dai Padri Somaschi. È in questo contesto, durante gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale e dell'occupazione nazista (1943-1945), che compì un atto di eroico coraggio. Per sottrarlo alle persecuzioni razziali e alla deportazione, nascose all'interno del collegio un giovane studente ebreo di quattordici anni, Roberto Furcht, fornendogli falsi documenti d'identità e proteggendolo a rischio della propria vita. Questo atto di salvataggio rimase segreto per decenni a causa della profonda umiltà del religioso, e fu rivelato solo molto più tardi dal beneficiario stesso. Nel 1945 fu nominato parroco della parrocchia di Santa Maria Maddalena a Genova, insegnando contemporaneamente teologia pastorale nel grande seminario della città. Nel 1948 fu eletto Preposito Provinciale della provincia ligure-piemontese dei Padri Somaschi. Il 14 settembre 1950, papa Pio XII lo nominò arcivescovo metropolita di Reggio Calabria e vescovo di Bova. Ricevette la consacrazione episcopale il 29 ottobre 1950 a Genova dalle mani del cardinale Giuseppe Siri, e fece il suo ingresso solenne nella sua diocesi il 2 dicembre 1950. Sebbene non fosse originario della Calabria, monsignor Ferro si identificò immediatamente e totalmente con la realtà locale, condividendo le gioie e le sofferenze del suo gregge. Durante le terribili alluvioni del 1951, percorse i villaggi più isolati e sinistrati dell'Aspromonte e lanciò un appello radiofonico nazionale alla solidarietà, sostenuto da papa Pio XII. Nel 1953 approvò canonicamente la congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo, fondata da san Gaetano Catanoso. Dal 1962 al 1965 partecipò attivamente alle sessioni del Concilio Vaticano II. Dal 1967 al 1970 assunse anche l'incarico di amministratore apostolico di Oppido Mamertina. Durante i violenti disordini regionalisti del 1970 (i «Moti di Reggio»), si impose come artefice di pace e di riconciliazione, aprendo il suo arcivescovado ai senzatetto e ai feriti, e opponendosi fermamente alla criminalità organizzata.
Cammino verso la santità
L'introduzione della sua causa di beatificazione da parte dell'arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e lo svolgimento dell'inchiesta diocesana che lo dichiara Servo di Dio.
La fama di santità di Mons. Giovanni Ferro, già molto viva durante la sua vita, spinge l'arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova a introdurre la sua causa di beatificazione. Il 18 aprile 2008, anniversario della sua morte, la Santa Sede concede il Nulla Osta per l'apertura della fase diocesana dell'inchiesta. Questa si svolge ufficialmente dal 21 maggio 2008 al 29 settembre 2011. Al termine di tale inchiesta, viene dichiarato Servo di Dio. La Positio, documento che raccoglie le testimonianze e le prove dell'eroicità delle sue virtù, viene quindi trasmessa a Roma per essere esaminata dalla Congregazione (oggi Dicastero) delle Cause dei Santi.
Beatificazione e canonizzazione
La proclamazione di Giovanni Ferro a Venerabile da parte di Papa Francesco il 5 luglio 2019, con il riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù.
Il 5 luglio 2019, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle virtù teologali (fede, speranza, carità) e cardinali di Giovanni Ferro, proclamandolo così ufficialmente Venerabile. La sua causa di beatificazione è attualmente in corso, in attesa del riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione.
Spiritualità ed eredità
La sua spiritualità incentrata sulla carità e sull'educazione, il riconoscimento postumo come Giusto per la Società Civile nel 2026 per aver salvato un giovane ebreo, e la sua sepoltura nella cattedrale di Reggio Calabria.
La spiritualità di monsignor Giovanni Ferro è interamente riassunta nel suo motto episcopale: «Omnia in caritate» («Tutto quello che fate, fatelo con carità»), tratto dalla prima lettera di san Paolo ai Corinzi (1 Cor 16, 14). Fedele al carisma di san Girolamo Emiliani, fondatore dei Somaschi, ha manifestato un'attenzione costante all'educazione della gioventù e un amore preferenziale per i poveri e gli esclusi, facendosi «povero tra i poveri». La sua eredità di coraggio civile e di carità universale ha ricevuto un riconoscimento importante nel marzo 2026: l'associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, in collaborazione con la Fondazione Gariwo, l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e il Comune di Milano, lo ha proclamato «Giusto per la Società Civile» per aver salvato Roberto Furcht dalla deportazione nazista. Un albero è stato piantato in suo onore l'11 marzo 2026 al Monte Stella a Milano. Le sue spoglie mortali riposano nella cattedrale di Reggio Calabria, nella seconda cappella della navata laterale destra, sormontate da un monumento in bronzo eretto dalla pietà dei fedeli che continuano a venerarlo come il «vescovo santo».
Domande frequenti su Giovanni Ferro
Chi era Giovanni Ferro?
Giovanni Ferro (1901-1992) è stato un arcivescovo italiano dell'ordine dei Somaschi, proclamato venerabile nel 2019. Riconosciuto per la sua carità pastorale e il suo coraggio eroico durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato onorato come Giusto per la Società Civile.
Quali santi furono contemporanei di Giovanni Ferro?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Giovanni Ferro?
Giovanni Ferro morì verso il 1901.
Quali sono gli altri nomi di Giovanni Ferro?
Altre forme del nome: Giovanni Vittorio Ferro.
Chi sono i familiari di Giovanni Ferro?
Familiari di Giovanni Ferro: Giovanni Ferro (padre) e Carolina Borio (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1901-1992
- Decreto di venerabilità di Francesco