Guglielmo Massaia
Guglielmo Massaia (1809-1889) è stato un cardinale cappuccino italiano, celebre per i suoi trentacinque anni di missione evangelizzatrice e umanitaria in Etiopia.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
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Biografia
Giovinezza, vocazione tra i Cappuccini e primi anni di ministero in Italia.
Lorenzo Antonio Massaia nacque l'8 giugno 1809 a La Braja, una frazione di Piovà d'Asti (oggi Piovà Massaia in suo onore), in Piemonte, Italia. Era il settimo figlio di una famiglia di agricoltori modesti e devoti. Dopo la morte dei genitori, fu educato sotto la guida del fratello maggiore, Guglielmo, canonico e parroco. Alla morte di quest'ultimo, proseguì gli studi presso il seminario diocesano di Asti. Attirato dalla vita religiosa e dall'ideale missionario, entrò tra i Frati Minori Cappuccini nel settembre 1826. Assunse il nome di fra Guglielmo in omaggio al fratello defunto. Fu ordinato sacerdote il 16 giugno 1832 a Vercelli. Dal 1834 al 1836, prestò servizio come cappellano e direttore spirituale presso l'Ospedale Mauriziano di Torino. Questa esperienza gli permise di acquisire nozioni fondamentali di medicina e chirurgia, che si riveleranno cruciali per il suo futuro apostolato in Africa. Durante questo periodo, divenne confessore e consigliere spirituale di san Giuseppe Benedetto Cottolengo. In seguito, dal 1836 al 1846, insegnò filosofia e teologia nel convento di Moncalieri-Testona. Lì curò anche la direzione spirituale del patriota Silvio Pellico e del futuro re d'Italia, Vittorio Emanuele II.
Vita e opera
Il suo monumentale apostolato in Etiopia come vicario apostolico dei Galla.
Il 12 maggio 1846, papa Gregorio XVI eresse il Vicariato apostolico dei Galla (o Oromo) in Etiopia e nominò padre Guglielmo Massaia alla sua guida. Fu consacrato vescovo titolare di Casio il 24 maggio 1846 a Roma dal cardinale Giacomo Filippo Fransoni.
Lasciò l'Italia nel giugno 1846, ma il suo viaggio verso la terra di missione fu seminato di ostacoli straordinari. Gli occorsero sei anni di tentativi incessanti, travestimenti (in particolare da mercante arabo), traversate pericolose e arresti per raggiungere finalmente la regione dei Galla il 21 novembre 1852.
Per trentacinque anni, monsignor Massaia dispiegò un'attività missionaria e umanitaria monumentale in Etiopia: - Evangelizzazione e strutturazione ecclesiale: fondò numerose missioni, ordinò sacerdoti autoctoni e consacrò tre vescovi, tra cui san Giustino de Jacobis nel 1849. Favorì l'istituzione di un clero locale solido capace di mantenere la fede nonostante le persecuzioni. - Azione sanitaria: forte delle sue conoscenze mediche, lottò attivamente contro le epidemie, in particolare il vaiolo. Vaccinò migliaia di etiopi, il che gli valse l'affettuoso soprannome di "Padre di Fantata" (il padre del vaiolo, nella lingua locale). Realizzò inoltre numerosi interventi chirurgici d'urgenza. - Opera linguistica ed educativa: redasse e pubblicò il primo catechismo e la prima grammatica in lingua oromo (galla), facilitando così l'inculturazione del Vangelo. - Impegno sociale e diplomatico: lottò attivamente contro la schiavitù, si sforzò di pacificare i conflitti tribali e divenne un consigliere di fiducia del re dello Scioa, Menelik II (futuro imperatore d'Etiopia).
La sua azione suscitò tuttavia l'ostilità del clero ortodosso etiope e delle autorità imperiali. Dopo aver subito diversi esili e imprigionamenti, fu definitivamente bandito dall'Etiopia il 3 ottobre 1879 dall'imperatore Giovanni IV.
Cammino verso la santità
Ritorno in Europa, elevazione al cardinalato, stesura delle sue memorie e ultimi giorni.
Di ritorno in Europa nel 1880, esausto per le privazioni e le prove, Monsignor Massaia presenta le sue dimissioni dalla carica di vicario apostolico il 23 maggio 1880. Papa Leone XIII, che lo stima profondamente, lo nomina arcivescovo titolare di Stauropolis nel 1881, per poi crearlo cardinale il 10 novembre 1884. Su suggerimento del sommo pontefice, il cardinale Massaia dedica i suoi ultimi anni alla stesura delle sue monumentali memorie, intitolate I miei trentacinque anni di missione nell'Alta Etiopia, pubblicate in dodici volumi. Ritiratosi a Villa Amirante a San Giorgio a Cremano (vicino a Napoli) per curare la sua salute declinante dopo due ictus, vi si spegne il 6 agosto 1889, giorno della festa della Trasfigurazione, a causa di un collasso cardiaco. Appresa la notizia della sua morte, Papa Leone XIII esclama: «È morto un santo!». Inizialmente sepolto nel cimitero del Verano a Roma, il suo corpo viene trasferito l'11 giugno 1890, secondo le sue ultime volontà, nella chiesa dei Cappuccini di Frascati, dove riposa tuttora.
Beatificazione e canonizzazione
Il processo di riconoscimento della sua santità e la sua dichiarazione come venerabile.
La causa di beatificazione del cardinale Guglielmo Massaia viene aperta ufficialmente nel 1914 a Frascati. Dopo una lunga interruzione, la causa viene rilanciata nel 1993. L'inchiesta diocesana suppletiva sulla persistenza della sua fama di santità si conclude nel 2009. La Positio viene sottoposta alla Congregazione delle Cause dei Santi nel giugno 2014 e riceve l'approvazione degli storici e dei teologi. Il 2 dicembre 2016, papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli così il titolo di Venerabile. La causa è attualmente in attesa del riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione per aprire la strada alla sua beatificazione.
Spiritualità ed eredità
Il suo ancoraggio francescano e l'impatto duraturo della sua opera missionaria.
La spiritualità del cardinale Massaia è profondamente radicata nel carisma francescano di povertà, umiltà e fiducia assoluta nella Provvidenza. Ha vissuto la sua missione in uno spogliamento estremo, camminando spesso a piedi nudi e condividendo la vita semplice delle popolazioni locali. La sua corrispondenza rivela un abbandono totale a Cristo crocifisso, che considerava la fonte della sua gioia e della sua perseveranza in mezzo alle prove. L'eredità di Massaia è immensa, sia sul piano religioso che su quello scientifico e sociale. È considerato dagli storici delle missioni come uno dei più grandi evangelizzatori del XIX secolo. Il Museo etiopico di Frascati conserva gran parte degli oggetti e dei documenti che ha riportato dall'Africa orientale. In omaggio alla sua opera, il suo comune natale di Piovà d'Asti è stato ufficialmente ribattezzato Piovà Massaia nel 1940.
Domande frequenti su Guglielmo Massaia
Chi era Guglielmo Massaia?
Guglielmo Massaia (1809-1889) è stato un cardinale cappuccino italiano, celebre per i suoi trentacinque anni di missione evangelizzatrice e umanitaria in Etiopia.
Quali santi furono contemporanei di Guglielmo Massaia?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Guglielmo Massaia?
Guglielmo Massaia morì verso il 1889.
Quali sono gli altri nomi di Guglielmo Massaia?
Altre forme del nome: Lorenzo Antonio Massaia.
Chi sono i familiari di Guglielmo Massaia?
Familiari di Guglielmo Massaia: Guglielmo Massaia (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1809-1889
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
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È morto un santo!
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