12 settembre 19° secolo

Gertrude Prosperi

Badessa benedettina mistica italiana, Gertrude Prosperi (in religione Maria Luisa Angelica) riformò il suo monastero di Trevi e visse profonde esperienze mistiche legate alla Passione.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nascita di Gertrude Prosperi a Fogliano di Cascia, la sua educazione cristiana e il suo ingresso nel monastero benedettino di Santa Lucia a Trevi.

    Gertrude Prosperi nasce il 19 agosto 1799 a Fogliano di Cascia, in provincia di Perugia in Umbria (Italia), all'interno di una famiglia benestante e profondamente pia. I suoi genitori, Domenico Prosperi e Maria Diomedi, la fanno battezzare il giorno stesso della nascita nella chiesa parrocchiale di Sant'Ippolito. Educata cristianamente, viene particolarmente segnata dal buon esempio di una zia materna nubile. Fin dalla giovinezza, Gertrude sente un vivo richiamo per la vita contemplativa e manifesta una grande carità verso i poveri, nei quali vede la presenza di Dio.

    Il 4 maggio 1820, all'età di 20 anni, decide di lasciare il mondo per consacrarsi interamente a Dio. Entra allora nel monastero benedettino di Santa Lucia a Trevi, che era appena stato riaperto dopo essere stato chiuso sotto la soppressione napoleonica. Durante la sua professione monastica solenne, riceve il nome di religione di suor Maria Luisa Angelica del Sacro Cuore di Gesù.

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    Vita e opera

    Il suo ruolo di badessa nel monastero di Santa Lucia, la restaurazione materiale e spirituale della comunità e le sue esperienze mistiche della Passione.

    Durante i suoi primi anni di vita monastica, suor Maria Luisa si distingue per la sua obbedienza e la sua dedizione. Esercita successivamente diversi incarichi all'interno della comunità: infermiera (prendendosi cura delle sorelle malate), sacrestana, camerlenga e maestra delle novizie. Il 1° ottobre 1837, quando ha solo 38 anni, viene eletta badessa del monastero di Santa Lucia, un incarico che manterrà fino alla morte.

    Sotto il suo governo, il monastero conosce un vero rinnovamento spirituale e materiale. Si impegna a far rifiorire la piena osservanza della Regola di san Benedetto, veglia con cura sulla formazione spirituale delle monache, intraprende lavori di restauro e di abbellimento della chiesa e del monastero, e riorganizza l'amministrazione delle terre della comunità. Grazie alla sua gestione prudente e intelligente, il monastero passa da una situazione di precarietà all'abbondanza, diventando una fonte di elemosine regolari per gli abitanti indigenti di Trevi.

    Parallelamente alle sue responsabilità di badessa, vive un'intensa esperienza mistica. È favorita da visioni della Passione di Cristo, del Sacro Cuore e di Gesù sotto l'aspetto di un pellegrino. È inoltre associata fisicamente alle sofferenze della Passione, sentendo nella sua carne l'agonia, la flagellazione, l'incoronazione di spine e portando stigmate al costato e alle mani. Questi fenomeni mistici la sottopongono a dure prove. Per cinque anni, il suo direttore spirituale, monsignor Ignazio Giovanni Cadolini (allora vescovo di Spoleto e futuro cardinale), mette rigorosamente alla prova la sua sottomissione e la sua umiltà per discernere l'origine divina delle sue visioni ed escludere ogni illusione diabolica.

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    Cammino verso la santità

    L'introduzione della sua causa di beatificazione nel 1914, la sua ripresa alla fine del XX secolo e il riconoscimento delle sue virtù eroiche nel 2010.

    Dopo la sua morte avvenuta nel 1847, la sua reputazione di santità rimane viva. La causa di beatificazione viene ufficialmente introdotta nel 1914 dal vescovo di Spoleto, monsignor Pietro Pacifici. Tuttavia, il processo viene interrotto dai conflitti mondiali del XX secolo.

    La causa viene ripresa il 13 dicembre 1987 dall'arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Ottorino Pietro Alberti. L'inchiesta diocesana viene chiusa il 13 dicembre 1991 dal suo successore, monsignor Antonio Ambrosanio. Dopo l'esame della Positio da parte della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Benedetto XVI riconosce l'eroicità delle sue virtù il 1° luglio 2010, conferendole il titolo di Venerabile.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il riconoscimento del miracolo di guarigione di Carla Arcangeli e la celebrazione della sua beatificazione a Spoleto nel 2012.

    Il miracolo che ha aperto la strada alla sua beatificazione è stato esaminato a livello diocesano dal 16 dicembre 2002 al 12 marzo 2005, e successivamente convalidato dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 2 giugno 2007. Il 19 dicembre 2011, Papa Benedetto XVI ha firmato il decreto che riconosce tale miracolo.

    Questo miracolo, ufficialmente riconosciuto dalla Santa Sede, riguarda la guarigione inspiegabile della signora Carla Arcangeli, avvenuta in seguito a gravi complicazioni di salute l'11 febbraio 1989. All'età di 47 anni, la donna fu vittima della rottura di un aneurisma di un'arteria cerebrale, che provocò un'emorragia devastante e un coma profondo. Di fronte alla gravità delle sue condizioni, la sua famiglia e le monache benedettine di Trevi invocarono l'intercessione della Venerabile Maria Luisa Prosperi, e un'immaginetta contenente una piccola reliquia della religiosa fu posta sotto il suo cuscino. Contro ogni aspettativa medica, l'intervento chirurgico che ne seguì permise un recupero neurologico, motorio e cognitivo totale e immediato, senza alcun postumo.

    La cerimonia di beatificazione è stata celebrata il 10 novembre 2012 nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Spoleto. La celebrazione è stata presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza di Papa Benedetto XVI.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    I pilastri della sua spiritualità, i suoi scritti spirituali e la venerazione delle sue reliquie a Trevi.

    La spiritualità della beata Maria Luisa Prosperi poggia su tre pilastri fondamentali: l'adorazione fervente del Santissimo Sacramento, la contemplazione del Crocifisso unita a una fiducia assoluta nella misericordia infinita del Sacro Cuore di Gesù, e la comunione fraterna vissuta all'interno della liturgia e della vita comunitaria. Esortava costantemente le sue consorelle a coltivare una fede solida e incrollabile, che considerava il fondamento della salvezza.

    Lascia dietro di sé numerose lettere e scritti spirituali, che sono stati conservati e copiati dal suo confessore gesuita, padre Paterniani, autore della sua prima biografia pubblicata nel 1870. I suoi resti mortali riposano oggi nella chiesa del monastero di Santa Lucia a Trevi, dove continua a essere venerata dai fedeli.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Segni e attributi

    Domande frequenti su Gertrude Prosperi

    Chi era Gertrude Prosperi?

    Badessa benedettina mistica italiana, Gertrude Prosperi (in religione Maria Luisa Angelica) riformò il suo monastero di Trevi e visse profonde esperienze mistiche legate alla Passione.

    Come si riconosce Gertrude Prosperi nell’arte cristiana?

    Nell’iconografia, Gertrude Prosperi è riconoscibile da: abito benedettino e stimmate.

    Quali santi furono contemporanei di Gertrude Prosperi?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.

    Quando morì Gertrude Prosperi?

    Gertrude Prosperi morì verso il 1847.

    Quali sono gli altri nomi di Gertrude Prosperi?

    Altre forme del nome: Maria Luisa Angelica del Sacro Cuore di Gesù e Maria Luisa Prosperi.

    Chi sono i familiari di Gertrude Prosperi?

    Familiari di Gertrude Prosperi: Domenico Prosperi (padre) e Maria Diomedi (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.