26 giugno 20° secolo

Giuseppina Catanea

Giuseppina Catanea (1894-1948), in religione Suor Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, è stata una carmelitana scalza italiana di Napoli, beatificata nel 2008.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Vita 01 / 05

    Biografia

    Giovinezza di Giuseppina Catanea a Napoli e il suo ingresso al Carmelo dei Ponti Rossi nonostante l'opposizione familiare.

    Giuseppina Catanea, nota con il suo nome di religione Suor Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, è nata a Napoli il 18 febbraio 1894. Proveniente da una famiglia della nobiltà napoletana, è la terza figlia di Francesco Catanea, impiegato delle ferrovie a Benevento, e di Concetta, discendente della stirpe dei marchesi Grimaldi. Soprannominata affettuosamente "Pinella" dai suoi cari, cresce in un clima di fervente pietà, profondamente segnata dall'esempio di sua madre e di sua nonna materna, Antonietta. Fin dalla più tenera età, Pinella manifesta una precoce sensibilità spirituale, caratterizzata da un profondo amore per l'Eucaristia e da una devozione filiale verso la Vergine Maria, recitando il rosario appena ne ha l'occasione. Si distingue inoltre per la sua carità attiva verso i poveri e gli anziani soli. Dopo aver completato gli studi commerciali, avverte in modo imperioso la chiamata alla vita religiosa contemplativa. Nonostante l'iniziale opposizione della sua famiglia, varca le porte della comunità carmelitana di Santa Maria ai Ponti Rossi il 10 marzo 1918. Questa comunità era stata avviata dalla sorella maggiore, Antonietta, con il sostegno del padre carmelitano scalzo Romualdo di Sant'Antonio. Entrata inizialmente per compiere una novena a San Giuseppe, Giuseppina decide di rimanervi definitivamente, essendo la sua presenza prolungata dai bombardamenti della Prima Guerra Mondiale e dall'epidemia di influenza spagnola che imperversava allora.

    Vita 02 / 05

    Vita e opera

    La vita di Giuseppina al Carmelo, segnata dalla malattia, la sua guarigione miracolosa nel 1922 e il suo ruolo di priora.

    La vita di Giuseppina al Carmelo è segnata dal sigillo della sofferenza fisica, che ella abbraccia come mezzo di unione a Cristo e di intercessione per i sacerdoti. Dal 1912, soffre di gravi crisi di angina pectoris. La sua salute, estremamente fragile, si deteriora drammaticamente dopo il suo ingresso nel monastero: viene colpita da una tubercolosi della colonna vertebrale (morbo di Pott) accompagnata da meningismo spinale e da una paresi completa che la lascia totalmente paralizzata e confinata a letto. Il 26 giugno 1922, viene miracolosamente e istantaneamente guarita dalla sua paralisi. Questa guarigione avviene dopo aver toccato una reliquia del braccio di san Francesco Saverio, portata nella sua cella, e in seguito a un sogno in cui il santo le era apparso. La notizia di questa guarigione improvvisa si diffonde rapidamente fuori dalla clausura, e il monastero dei Ponti Rossi diventa il punto di convergenza di una folla di pellegrini, sacerdoti, seminaristi e persone di ogni condizione sociale che vengono a cercare presso la «monaca santa» consigli, consolazioni e preghiere. Nel 1932, la Santa Sede, sotto il pontificato di Pio XI, riconosce ufficialmente la casa dei Ponti Rossi come monastero a pieno titolo dell'Ordine delle Carmelitane Scalze, sotto il titolo di «Carmelo dei Santi Teresa e Giuseppe ai Ponti Rossi». Il 30 gennaio 1933, Giuseppina riceve ufficialmente l'abito carmelitano e prende il nome di Suor Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso. Pronuncia i suoi voti solenni il 6 agosto 1933. Riconosciuta per la sua saggezza e la sua direzione spirituale, viene nominata sottopriora nel 1934 dall'arcivescovo di Napoli, il cardinale Alessio Ascalesi. Nel settembre 1945, viene eletta priora della sua comunità, un incarico che accetta per obbedienza e che eserciterà con una sollecitudine tutta materna fino al suo ultimo respiro.

    Vita 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Gli ultimi anni di sofferenza di Suor Maria Giuseppina, la sua morte nel 1948 e lo stato del suo corpo dopo il decesso.

    A partire dal 1943, Suor Maria Giuseppina entra in una nuova fase di spogliamento e di sofferenza. È colpita da molteplici gravi affezioni, tra cui una sclerosi multipla, una labirintite auricolare e una progressiva perdita della vista che la rende quasi cieca. Nel 1944, all'età di 50 anni, è nuovamente costretta su una sedia a rotelle. Considera queste infermità come la «malattia della volontà di Dio», un dono prezioso che la unisce più intimamente al mistero della Croce. Si spegne il 14 marzo 1948 a Napoli, in concetto di santità. Dopo il suo decesso, viene constatato un fenomeno notevole: il suo corpo non presenta alcun segno di decomposizione, rimanendo flessibile, colorito ed esalando un profumo gradevole. Per permettere all'immensa folla di fedeli di renderle un ultimo omaggio, le sue esequie e la sepoltura vengono differite di tredici giorni, fino al 27 marzo 1948. Medici dell'Università di Napoli esaminano la sua salma e definiscono questo fenomeno inspiegabile.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il processo di beatificazione di Giuseppina Catanea, dall'apertura della causa alla celebrazione solenne nel 2008.

    La causa di beatificazione è introdotta molto rapidamente dopo la sua morte. Il processo informativo diocesano si apre a Napoli il 27 dicembre 1948 e si conclude il 18 febbraio 1952. Il 5 aprile 1976, la causa è ufficialmente introdotta presso la Congregazione per le Cause dei Santi a Roma. Il 3 gennaio 1987, il Papa Giovanni Paolo II firma il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendole il titolo di Venerabile. Il miracolo riconosciuto per la sua beatificazione è la guarigione scientificamente inspiegabile del bambino Francesco Natale. Nato il 21 aprile 1999, questo neonato viene ricoverato d'urgenza il 19 giugno 1999 all'ospedale Santobono di Napoli, affetto da un'encefalite virale acuta molto grave, complicata da asfissia perinatale, sindrome convulsiva prolungata e stato di shock. Mentre la sua prognosi è riservata e i postumi neurologici sembrano irreversibili, la sua famiglia e le carmelitane dei Ponti Rossi invocano l'intercessione della Venerabile Giuseppina Catanea. Il bambino guarisce in modo rapido, completo e duraturo. Questo miracolo è ufficialmente approvato con decreto di Papa Benedetto XVI il 17 dicembre 2007. La cerimonia di beatificazione è celebrata il 1° giugno 2008 nella cattedrale di Napoli. La messa solenne è presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, mentre il rito di beatificazione è presieduto dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi e rappresentante ufficiale di Papa Benedetto XVI.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La spiritualità di abbandono alla volontà divina della beata, i suoi scritti spirituali e la venerazione delle sue reliquie.

    La spiritualità della beata Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso riposa sull'abbandono assoluto e gioioso alla volontà divina. Ella riassumeva il suo ideale di vita con questa formula: «Voglio vivere nutrendomi della volontà di Dio... Voglio che la mia volontà faccia una sola pasta con la volontà di Dio». Per lei, la sofferenza non era una fatalità, ma un «bacio dell'amore di Dio» e un mezzo privilegiato per offrirsi come vittima d'amore per la Chiesa, le anime e la santificazione dei sacerdoti. Per obbedienza ai suoi direttori spirituali, ha lasciato importanti scritti, in particolare un'Autobiografia (redatta tra il 1894 e il 1932) e un Diario spirituale (che copre gli anni dal 1925 al 1945), che testimoniano la sua profonda vita mistica e la sua unione intima con il Crocifisso. La sua eredità spirituale rimane viva nel monastero dei Ponti Rossi a Napoli, dove i suoi resti mortali sono piamente conservati e venerati nella chiesa del monastero. La sua festa liturgica è celebrata il 26 giugno, giorno anniversario della sua guarigione miracolosa del 1922, che segnò l'inizio del suo grande apostolato di accoglienza e di consolazione.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    I miracoli di Giuseppina Catanea

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    Domande frequenti su Giuseppina Catanea

    Chi era Giuseppina Catanea?

    Giuseppina Catanea (1894-1948), in religione Suor Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, è stata una carmelitana scalza italiana di Napoli, beatificata nel 2008.

    Quali miracoli sono attribuiti a Giuseppina Catanea?

    A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Guarigione e Visione / apparizione.

    Quali santi furono contemporanei di Giuseppina Catanea?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Giuseppina Catanea?

    Giuseppina Catanea morì verso il 1948.

    Quali sono gli altri nomi di Giuseppina Catanea?

    Altre forme del nome: Sœur Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, Marie-Joséphine de Jésus Crucifié, Pinella e Maria Pia della Croce.

    Chi sono i familiari di Giuseppina Catanea?

    Familiari di Giuseppina Catanea: Francesco Catanea (padre), Concetta (madre), Antonietta (nonna materna) e Antonietta Catanea (sorella maggiore).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.