Gerlando d'Alemagna
Religioso e cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme nel XIII secolo, Gerlando si dedicò al servizio dei poveri e dei malati in Sicilia.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
Lettura guidata
Sezioni di lettura: 5
Biografia
Origini e identità del beato Gerlando di Caltagirone.
Il beato Gerlando di Caltagirone (noto anche con i nomi di Gerlando d'Alemagna, Gerlando d'Apollonia o Gerlando d'Alemagna) è un religioso e cavaliere del XIII secolo, appartenente all'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (gli Ospitalieri, futuri Cavalieri di Malta). Le sue esatte origini geografiche rimangono incerte e sono oggetto di diverse ipotesi storiche. I cronisti più antichi lo presentavano come originario della Germania o della Polonia. Tuttavia, ricerche storiche più recenti suggeriscono che avrebbe potuto essere di origine siciliana, nato a Piazza Armerina, dove la presenza di una famiglia nobile chiamata «Alamanni» (originaria di Bologna) è documentata nel XIII secolo.
Vita e opera
Il servizio di Gerlando in Sicilia all'interno dell'Ordine di San Giovanni.
Dopo aver probabilmente servito in Terra Santa, Gerlando viene inviato in Sicilia dal Gran Maestro dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme per amministrare i beni e le proprietà che l'Ordine vi possedeva. Si stabilisce presso la commenda di Santa Maria del Tempio, situata a pochi chilometri dalla città di Caltagirone. Alcuni storici evocano la possibilità che Gerlando sia stato inizialmente membro dell'Ordine del Tempio (i Templari) prima di unirsi agli Ospitalieri, o che la commenda stessa sia stata trasferita agli Ospitalieri dopo la dissoluzione dei Templari. Presso la commenda di Santa Maria del Tempio, Gerlando assume la funzione di custode e responsabile. Vi conduce una doppia vita, unendo i doveri esteriori di un cavaliere del suo rango a una profonda vita di preghiera e di ascesi. Sotto le sue vesti di cavaliere, si impone rigorose penitenze, in particolare l'uso del cilicio, flagellazioni volontarie e frequenti digiuni. Parallelamente alla sua vita contemplativa, Gerlando incarna pienamente il carisma dell'Ordine, l'Obsequium Pauperum (il servizio dei poveri). Si dedica con instancabile devozione alla protezione dei più vulnerabili, in particolare le vedove, gli orfani, i malati e gli indigenti della regione di Caltagirone. Muore in odore di santità verso l'anno 1271 (alcune fonti locali menzionano il 1279) e viene inizialmente inumato nella piccola chiesa della sua commenda.
Cammino verso la santità
Lo sviluppo del culto popolare e la traslazione delle sue reliquie.
Sin dalla sua morte, un culto popolare spontaneo si sviluppò attorno alla sua tomba a causa delle numerose grazie e guarigioni inspiegabili attribuite alla sua intercessione, in particolare in favore di bambini malati. Il 19 giugno 1327, circa cinquant'anni dopo la sua morte, i suoi resti mortali furono esumati e trasferiti solennemente dalla cappella rurale della commenda verso la basilica di San Giacomo Maggiore nel cuore della città di Caltagirone, al fine di permettere una maggiore venerazione pubblica. Questo trasferimento storico è all'origine della sua festa liturgica fissata al 19 giugno. I miracoli avvenuti durante questa traslazione e negli anni che seguirono sono stati oggetto di una raccolta storica medievale, studiata dagli storici Henri Bresc e Jacques Rovinski.
Beatificazione e canonizzazione
Il riconoscimento ufficiale del suo culto da parte della Chiesa cattolica.
Il culto del beato Gerlando, sebbene antico e profondamente radicato in Sicilia e all'interno dell'Ordine di Malta, è stato ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa cattolica sotto il pontificato di Papa Giovanni Paolo II. Il 4 luglio 1987, con un decreto della Congregazione per le Cause dei Santi approvato dal Sommo Pontefice, è stata concessa la messa e l'ufficio divino per il Sovrano Ordine di Malta, confermando così ufficialmente il suo status di beato (conferma di culto). Ancora oggi, le sue reliquie sono conservate e venerate nella basilica di San Giacomo Maggiore a Caltagirone. Il suo cranio è esposto alla devozione dei fedeli in un reliquiario d'argento, mentre il resto delle sue ossa riposa nel reliquiario principale della basilica.
Spiritualità ed eredità
L'equilibrio tra azione e contemplazione secondo il motto dell'Ordine.
La spiritualità del beato Gerlando riposa sull'equilibrio perfetto tra l'azione e la contemplazione, proprio della vocazione dei cavalieri ospitalieri. La sua eredità spirituale è riassunta dal motto dell'Ordine di San Giovanni: la difesa della fede (Tuitio Fidei) e il servizio dei poveri e dei malati (Obsequium Pauperum). Egli è proposto come un modello di perfezione cristiana e di carità cavalleresca, ricordando che la vera nobiltà risiede nell'umiltà, nella penitenza nascosta e nel servizio disinteressato dei più piccoli.
Domande frequenti su Gerlando d'Alemagna
Chi era Gerlando d'Alemagna?
Religioso e cavaliere dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme nel XIII secolo, Gerlando si dedicò al servizio dei poveri e dei malati in Sicilia.
Per cosa si prega Gerlando d'Alemagna?
Gerlando d'Alemagna è invocato per: enfants malades e bambini malati.
Quali santi furono contemporanei di Gerlando d'Alemagna?
Tra i suoi contemporanei figurano: Sant'Antonio di Padova (Ferdinando), San Artaudo di Belley, San Tommaso d'Aquino e San Bernardo di Chiaravalle.
Quando morì Gerlando d'Alemagna?
Gerlando d'Alemagna morì verso il 1271.
Quali sono gli altri nomi di Gerlando d'Alemagna?
Altre forme del nome: Gerland de Caltagirone, Gerland d'Allemagne e Gerland d'Apollonia.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1271
- Beatificazione nel 1987 da parte di Giovanni Paolo II