Domenico Mazzarella
Sacerdote francescano alcantarino italiano, Domenico Mazzarella (in religione Modestino di Gesù e Maria) si dedicò anima e corpo ai poveri e ai malati di Napoli, morendo di colera nel 1854.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita a Frattamaggiore, infanzia pia e primi anni di studi al seminario di Aversa interrotti dalla morte del suo protettore.
Domenico Nicola Mazzarella nasce il 5 settembre 1802 a Frattamaggiore, nella provincia di Napoli e nella diocesi di Aversa, in Italia. È l'ultimo dei sei figli di Nicola Mazzarella, un umile funaio che lavorava la canapa, e di Teresa Esposito, tessitrice. Cresciuto in una famiglia povera ma profondamente cristiana, manifesta fin dall'infanzia una pietà notevole. Frequenta la scuola parrocchiale della basilica di San Sossio a Frattamaggiore e serve regolarmente la messa come chierichetto. All'età di cinque anni, rimane profondamente segnato dalla solenne traslazione delle reliquie dei santi Sossio e Severino nella sua città natale, un evento che risveglia in lui un attaccamento incrollabile alla Chiesa.
Il parroco della sua parrocchia, don Francesco D'Ambrosio, discerne rapidamente le disposizioni spirituali del giovane ragazzo e lo presenta al vescovo di Aversa, monsignor Agostino Tommasi. Impressionato dal suo zelo, il prelato lo accoglie gratuitamente nel seminario diocesano di Aversa. In cambio, Domenico assicura il servizio di chierichetto nella cattedrale, avendo in particolare il compito di voltare le pagine dei libri liturgici durante le celebrazioni. Tuttavia, nel 1821, monsignor Tommasi muore tragicamente assassinato. Privato del suo protettore, Domenico affronta l'ostilità di alcuni superiori e compagni, il che lo costringe a lasciare il seminario nel novembre dello stesso anno. Tornato in famiglia, continua a indossare la tonaca, dividendo le sue giornate tra lo studio e il lavoro della canapa, pur mantenendo intatto il suo desiderio di consacrarsi a Dio.
Vita e opera
Ingresso tra gli Alcantarini con il nome di Modestino di Gesù e Maria, ordinazione sacerdotale e dedizione totale ai poveri di Napoli fino alla morte durante l'epidemia di colera.
Attratto dalla vita austera dei francescani scalzi (gli Alcantarini), Domenico inizia a frequentare il convento di Santa Caterina d'Alessandria a Grumo Nevano. Sotto la direzione spirituale di padre Fortunato della Croce, la sua vocazione francescana si conferma. Nel novembre 1822, entra nel noviziato del convento di Santa Maria Occorrevole a Piedimonte Matese. Lì veste l'abito alcantarino e assume il nome religioso di Modestino di Gesù e Maria, in omaggio a un fratello spirituale, fra Modestino da Ischia, deceduto poco tempo prima.
Emette i voti solenni il 27 novembre 1824. Dopo aver completato gli studi di filosofia a Santa Lucia al Monte (Napoli), di teologia dogmatica a Grumo Nevano e di teologia morale a Portici, viene ordinato diacono. Constatando il suo zelo eccezionale, il ministro generale dell'Ordine, padre Giovanni da Capistrano, chiede che venga ordinato sacerdote senza indugio. Domenico viene così ordinato sacerdote il 22 dicembre 1827 nella cattedrale di Aversa dal vescovo monsignor Francesco Saverio Durini.
Padre Modestino esercita poi il suo ministero in vari conventi della regione Campania, in particolare a Grumo Nevano, Marcianise e Portici, e assume l'incarico di guardiano (superiore) a Mirabella Eclano e Pignataro Maggiore. Nel 1839, viene trasferito al convento di Santa Maria della Sanità, situato in uno dei quartieri più poveri e densamente popolati di Napoli. È lì che trascorrerà il resto della sua vita, dedicandosi anima e corpo ai più bisognosi.
Trascorre lunghe ore nel confessionale, diventando un apostolo della riconciliazione. Visita assiduamente i malati, le donne incinte e i prigionieri di Castel Capuano. La sua carità, la sua semplicità e la sua dolcezza gli valgono l'affetto profondo del popolo napoletano, che lo soprannomina affettuosamente «Gesùcristiello». La sua reputazione di santità e di consigliere spirituale attira persone di ogni condizione sociale: dai poveri del quartiere della Sanità alle personalità più influenti, come il re Ferdinando II delle Due Sicilie e papa Pio IX, che lo chiama amichevolmente «il pazzo della Santa Vergine» a causa della sua devozione mariana.
Nel 1854, una terribile epidemia di colera colpisce Napoli. Rifiutandosi di fuggire o di risparmiarsi, padre Modestino si spende senza sosta per i moribondi nei bassi del quartiere della Sanità. Esausto per le privazioni e le penitenze che si infliggeva, contrae a sua volta la malattia e muore vittima della carità il 24 luglio 1854.
Cammino verso la santità
Fervore popolare alla sua morte, introduzione della causa di beatificazione da parte di Leone XIII e riconoscimento delle virtù eroiche da parte di Giovanni Paolo II.
Sin dall'annuncio della sua morte, una folla immensa si accalca per rendergli un ultimo omaggio. L'emozione popolare è tale che le autorità devono intervenire per canalizzare la folla, con alcuni fedeli che tentano persino di smantellare il suo confessionale per conservarne dei pezzi come reliquie. Viene inizialmente inumato nelle catacombe di San Gaudioso, adiacenti alla basilica di Santa Maria della Sanità.
La causa di beatificazione viene introdotta a Napoli con l'apertura del processo informativo diocesano nel 1877. L'11 marzo 1891, papa Leone XIII firma il decreto di introduzione della causa, conferendogli il titolo di Servo di Dio. Dopo un lungo periodo di interruzione, la causa riprende sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Il 14 maggio 1983, il sommo pontefice approva il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, e il decreto viene ufficialmente pubblicato il 9 giugno 1983, dichiarandolo Venerabile.
Beatificazione e canonizzazione
Riconoscimento di un miracolo di preservazione di un bambino e beatificazione solenne da parte di Giovanni Paolo II nel 1995.
Per consentire la sua beatificazione, un miracolo attribuito alla sua intercessione viene esaminato dalla Congregazione delle Cause dei Santi. Questo miracolo riguarda la preservazione inspiegabile di un bambino piccolo caduto da un balcone di diversi piani a Frattamaggiore, dopo che sua madre aveva invocato disperatamente padre Modestino. Il decreto che riconosce questo miracolo è approvato da papa Giovanni Paolo II il 23 dicembre 1993.
Il 29 gennaio 1995, papa Giovanni Paolo II celebra la beatificazione solenne di Domenico Mazzarella (con il suo nome di religione, Modestino di Gesù e Maria) nella Basilica di San Pietro a Roma. Durante l'omelia, il Papa lo presenta come un «artigiano di speranza» e un testimone singolare della misericordia divina per il sud Italia.
I suoi resti mortali, a lungo conservati a Napoli, sono stati solennemente traslati il 18 ottobre 2015 nella chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a Grumo Nevano, dove sono ora venerati nella cappella della Madonna del Buon Consiglio.
Spiritualità ed eredità
Spiritualità francescana di povertà, devozione mariana alla Madre del Buon Consiglio ed eredità di Apostolo della vita nascente.
La spiritualità del beato Modestino è profondamente radicata nel carisma francescano di povertà, umiltà e servizio fraterno. Egli visse un'unione intima con Cristo sofferente, che contemplava attraverso i poveri e i malati.
Un altro pilastro della sua vita spirituale era la sua devozione filiale verso la Vergine Maria, sotto il titolo di Madre del Buon Consiglio. Portava costantemente con sé un'immagine di questa Vergine, che presentava ai malati e ai peccatori per ottenere grazie di guarigione e di conversione. Il suo motto spirituale, che scriveva su tutte le sue lettere e ripeteva come saluto, era: «Lodiamo sempre insieme col Figlio la Dolce Madre del Buon Consiglio».
Soprannominato l'«Apostolo della vita nascente» a motivo della sua particolare sollecitudine per le donne incinte e i neonati, egli rimane oggi un modello di carità pastorale e di abbandono fiducioso alla Provvidenza divina.
Iconografia
Segni e attributi
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Domenico Mazzarella
Domande frequenti su Domenico Mazzarella
Chi era Domenico Mazzarella?
Sacerdote francescano alcantarino italiano, Domenico Mazzarella (in religione Modestino di Gesù e Maria) si dedicò anima e corpo ai poveri e ai malati di Napoli, morendo di colera nel 1854.
Di cosa è Domenico Mazzarella santo patrono?
Patronati di Domenico Mazzarella: les femmes enceintes, donne incinte, les nouveau-nés e neonati.
Come si riconosce Domenico Mazzarella nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Domenico Mazzarella è riconoscibile da: l'immagine della Madre del Buon Consiglio e l'abito francescano alcantarino.
Quali miracoli sono attribuiti a Domenico Mazzarella?
A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Protezione / liberazione.
Quali santi furono contemporanei di Domenico Mazzarella?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.
Quando morì Domenico Mazzarella?
Domenico Mazzarella morì verso il 1854.
Quali sono gli altri nomi di Domenico Mazzarella?
Altre forme del nome: Modestino di Gesù e Maria, Modestin de Jésus et Marie e Domenico Nicola Mazzarella.
Chi sono i familiari di Domenico Mazzarella?
Familiari di Domenico Mazzarella: Nicola Mazzarella (padre) e Teresa Esposito (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1854
- Beatificazione nel 1995 da parte di Giovanni Paolo II
Citazioni
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Lodiamo sempre insieme col Figlio la Dolce Madre del Buon Consiglio
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