22 settembre 18° secolo

Ignazio da Santhià

Ignazio da Santhià, frate cappuccino piemontese nato nel 1686 e morto a Torino nel 1770, fu maestro dei novizi, cappellano militare e poi confessore rinomato al convento del Monte dei Cappuccini; fu canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2002.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nato nel 1686 a Santhià, in Piemonte, Lorenzo Maurizio Belvisotti divenne sacerdote diocesano nel 1710 prima di abbracciare la vita cappuccina nel 1716.

    Lorenzo Maurizio Belvisotti nasce il 5 giugno 1686 a Santhià, in provincia di Vercelli (Piemonte), quarto dei sei figli di una famiglia benestante, Pier Paolo Belvisotti e Maria Elisabetta Balocco. Rimasto orfano di padre all'età di sette anni, viene affidato per la sua istruzione al sacerdote don Bartolomeo Quallio, un parente. Dopo i primi studi a Santhià, si reca a Vercelli nel 1706 per seguire filosofia e teologia, e viene ordinato sacerdote nell'autunno del 1710. Durante i suoi primi anni di sacerdozio, esercita un ministero di cappellano-precettore presso la famiglia Avogadro e collabora con i gesuiti nelle missioni popolari. Rinunciando a promettenti incarichi ecclesiastici, sceglie la vita religiosa ed entra il 24 maggio 1716 nel convento-noviziato dei cappuccini di Chieri, dove assume il nome di fra Ignazio da Santhià. Vivrà cinquantaquattro anni sotto l'abito cappuccino. Muore serenamente a Torino il 22 settembre 1770, giorno della festa di san Maurizio, all'età di ottantaquattro anni.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    Maestro dei novizi a Mondovì e poi cappellano militare, Ignazio consacrò gli ultimi decenni della sua vita al ministero di confessore e di direttore spirituale a Torino.

    La vita cappuccina di Ignazio da Santhià si dispiega in diversi ministeri. Dopo gli anni di formazione, nel 1731 viene nominato maestro dei novizi nel convento di Mondovì, incarico che esercita per una dozzina d'anni, formando un gran numero di giovani frati. Durante la guerra condotta dal re di Sardegna Carlo Emanuele III, viene chiamato nel 1745-1746 a servire come cappellano capo presso i soldati feriti, assistendo i malati negli ospedali militari di Asti, Alessandria e Vinovo, dove si distingue per la sua infaticabile dedizione. A partire dal 1747, raggiunge il convento del Monte dei Cappuccini, che domina Torino, dove rimane fino alla morte nel 1770. Qui svolge un'intensa attività pastorale: predicazione, visita ai poveri e ai malati, e soprattutto il ministero del confessionale. La sua accoglienza verso i peccatori più incalliti, segnata da dolcezza e pazienza, gli vale la reputazione di padre delle anime e il soprannome popolare di «il santo del Monte».

    Teologia 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La spiritualità di Ignazio unisce l'austerità cappuccina, l'umiltà e un instancabile zelo apostolico, riassunti nella sua esortazione al lavoro spirituale.

    La reputazione di santità di Ignazio da Santhià poggia sulla coerenza di una lunga vita religiosa vissuta nell'umiltà, nella povertà e nel servizio. Fedele all'ideale cappuccino di semplicità e penitenza, univa all'austerità personale una grande bontà verso i peccatori e gli afflitti, che accoglieva in confessionale con instancabile pazienza. Il suo insegnamento spirituale valorizzava lo sforzo, la perseveranza e la fiducia in Dio, come espresso dal motto a lui attribuito: «Il bel Paradiso non è fatto per i pigri. Lavoriamo dunque!». La sua carità verso i malati e i soldati feriti durante la guerra, così come la sua dedizione quotidiana ai poveri di Torino, testimoniano una fede messa in atto. Questa fama di virtù fu riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa quando il Papa Leone XII dichiarò, il 19 marzo 1827, l'eroicità delle sue virtù, conferendogli il titolo di venerabile e aprendo la strada alla sua beatificazione.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Dichiarato venerabile nel 1827, Ignazio fu beatificato da Paolo VI nel 1966 e canonizzato da Giovanni Paolo II il 19 maggio 2002; la sua festa è fissata al 22 settembre.

    Il processo di canonizzazione di Ignazio da Santhià conobbe una lunga maturazione. Dopo il riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù da parte di papa Leone XII il 19 marzo 1827, che gli valse il titolo di venerabile, si dovette attendere il XX secolo per le tappe successive. Papa Paolo VI lo proclamò beato il 17 aprile 1966. La sua canonizzazione fu celebrata da papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro, a Roma, il 19 maggio 2002, nel corso di una cerimonia che riunì diversi nuovi santi. La sua memoria liturgica è iscritta al 22 settembre, giorno anniversario della sua morte, che coincide con la festa di san Maurizio, di cui portava uno dei nomi di battesimo. Le fonti consultate sottolineano la reputazione di prodigi attribuiti alla sua intercessione, senza dettagliare pubblicamente la natura del miracolo formalmente riconosciuto per la canonizzazione; quest'ultimo punto non è dunque precisato qui in assenza di fonte esplicita.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    Figura venerata del Piemonte, Ignazio da Santhià rimane onorato dall'ordine dei Frati Minori Cappuccini e nella sua città natale.

    Ignazio da Santhià è rimasto una figura significativa della spiritualità cappuccina in Piemonte. Onorato dall'ordine dei Frati Minori Cappuccini come uno dei suoi santi, incarna l'ideale del frate confessore e servitore dei poveri, attento ai peccatori e ai malati. La sua memoria è particolarmente viva a Torino, dove si trova il convento del Monte dei Cappuccini che fu teatro del suo lungo ministero, così come nella sua città natale di Santhià, che si richiama a lui. Il ricordo del «santo del Monte» si è perpetuato attraverso la devozione popolare legata alla sua intercessione e ai luoghi legati alla sua vita religiosa. Il suo esempio di servizio presso i soldati feriti e gli indigenti, come la sua pazienza nel confessionale, continuano ad essere proposti come modello di carità concreta e di fedeltà alla vita consacrata. La sua festa, il 22 settembre, è celebrata in particolare nella famiglia cappuccina e nelle diocesi del Piemonte.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Ignazio da Santhià

    Chi era Ignazio da Santhià?

    Ignazio da Santhià, frate cappuccino piemontese nato nel 1686 e morto a Torino nel 1770, fu maestro dei novizi, cappellano militare e poi confessore rinomato al convento del Monte dei Cappuccini; fu canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2002.

    Quali santi furono contemporanei di Ignazio da Santhià?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Venerabile Agnese di Gesù, Beata Maria Anna di Gesù, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù.

    Quando morì Ignazio da Santhià?

    Ignazio da Santhià morì verso il 1770.

    Quali sono gli altri nomi di Ignazio da Santhià?

    Altre forme del nome: Ignatius of Santhià, Lorenzo Maurizio Belvisotti e Ignace de Santhià.

    Chi sono i familiari di Ignazio da Santhià?

    Familiari di Ignazio da Santhià: Pier Paolo Belvisotti (padre) e Maria Elisabetta Balocco (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1770
    2. Canonizzazione nel 2002 da parte di Giovanni Paolo II

    Citazioni

    • Il bel Paradiso non è fatto per i pigri. Lavoriamo dunque! https://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_20020519_ignazio_it.html