Giuseppe Allamano
Giuseppe Allamano (1851-1926), sacerdote diocesano di Torino e rettore del santuario della Consolata, fondò nel 1901 i Missionari della Consolata e nel 1910 le Suore Missionarie, portando il Vangelo in Africa, in Asia e in America del Sud senza mai lasciare l'Italia.
I suoi contemporanei
Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.
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Biografia
Nato nel 1851 nella culla piemontese dei santi, Giuseppe Allamano crebbe sotto l'influenza di suo zio san Giuseppe Cafasso e di san Giovanni Bosco, prima di dedicare quarantasei anni della sua vita al santuario della Consolata a Torino.
Giuseppe Ottavio Allamano nacque il 21 gennaio 1851 a Castelnuovo d'Asti (oggi Castelnuovo Don Bosco), in Piemonte, quarto di cinque figli. Suo padre Ottavio morì quando aveva appena due anni, lasciando sua madre Maria Anna Cafasso a crescere la famiglia da sola. Questa donna di grande pietà modellava la carità per i suoi figli: si racconta che cucisse vestiti e preparasse pasti per i poveri. Suo zio materno era san Giuseppe Cafasso (canonizzato nel 1947), celebre direttore spirituale e cappellano dei condannati a morte di Torino, la cui influenza orientò profondamente la vita del giovane Giuseppe. Nell'autunno del 1862, questi entrò nell'Oratorio di Valdocco fondato da Giovanni Bosco, dove rimase quattro anni, con don Bosco stesso come confessore abituale. Attratto verso il sacerdozio diocesano, entrò nel Seminario Maggiore di Torino nel 1866, mostrandovi secondo i suoi pari un'eccellenza tanto negli studi quanto nella virtù. Fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1873, all'età di ventidue anni. Dopo aver esercitato come direttore spirituale al Seminario Maggiore e aver diretto il Convitto Ecclesiastico, fu nominato rettore del santuario della Consolata a Torino il 2 ottobre 1880. Occupò questo posto per quarantasei anni, fino alla sua morte, trasformando questo luogo di pellegrinaggio in un focolare di pietà mariana e di rinnovamento spirituale. Giuseppe Allamano morì a Torino il 16 febbraio 1926, all'età di settantacinque anni.
Vita e opera
Zelante rettore di un santuario mariano, Giuseppe Allamano rispose alla chiamata missionaria fondando due istituti religiosi che portarono il Vangelo in Africa e oltre, senza mai lasciare l'Italia.
Divenuto rettore del santuario della Consolata, Allamano intraprese considerevoli lavori di restauro fin dal 1883-1885, per poi rivolgersi all'architetto Carlo Ceppi per l'ampliamento interno della basilica nel 1899. Sempre nel 1899, lanciò la rivista mensile La Consolata, al fine di irradiare spiritualmente oltre Torino. Ma l'opera più decisiva della sua vita nacque da una grave malattia. Nel gennaio 1900, Allamano contrasse una polmonite che quasi lo portò alla morte mentre assisteva una donna povera. La sua guarigione, che attribuì all'intercessione di Nostra Signora della Consolata, lo confermò nel suo progetto di fondare un istituto missionario: «Quando ero vicino alla morte, feci la promessa, se fossi guarito, di fondare l'Istituto». Il 29 gennaio 1901, fondò l'Istituto dei Missionari della Consolata (IMC), destinato a sacerdoti e fratelli laici al servizio delle popolazioni non cristiane. I primi quattro missionari partirono per il Kenya nel maggio 1902. Il 29 gennaio 1910, incoraggiato da papa Pio X che gli avrebbe detto: «Se vi mancano le vocazioni, ve le do io», fondò l'Istituto delle Suore Missionarie della Consolata. Allamano stesso non lasciò mai l'Italia, formando i suoi missionari da Torino. Nel 1912, indirizzò una petizione a papa Pio X per l'istituzione di una giornata annuale di preghiera per le missioni, progetto che papa Pio XI onorò istituendo la Giornata Missionaria Mondiale nel 1927, un anno dopo la morte di Allamano. Il suo collaboratore indispensabile per quarantadue anni fu Giacomo Camisassa, la cui scomparsa gettò Allamano nel lutto: «Ho perso le mie due braccia».
Cammino verso la santità
Il motto fondante di Allamano — « Prima santi, poi missionari » — riassume una spiritualità incentrata sul primato della santità personale come condizione indispensabile per ogni apostolato fecondo.
Il pensiero spirituale di Giuseppe Allamano si articola attorno a una convinzione centrale che ripeteva instancabilmente ai suoi missionari: « Prima santi, poi missionari. » Per lui, l'essere precede l'agire: nessuno può dare ciò che non ha (Nemo dat quod non habet). Esortava i suoi sacerdoti a mirare non a una santità ordinaria, ma a una santità straordinaria: « Non dovete solo essere santi, ma straordinariamente santi. » Questa gerarchia spirituale non era un freno all'azione missionaria, ma il suo unico fondamento solido. Allamano aveva appreso questa integrazione tra santità e carità fin dall'infanzia, presso sua madre e suo zio Giuseppe Cafasso, e poi all'Oratorio di Giovanni Bosco. Il suo altro motto, « fare bene il bene », esprime la stessa esigenza di qualità morale e apostolica. Vedeva nel sacerdozio una missione fondamentalmente missionaria per natura, un amore più grande per Cristo che spinge a farlo conoscere a coloro che ancora non lo conoscono. La sua spiritualità, radicata nella devozione mariana e nutrita da quarantasei anni presso il santuario della Consolata, lo portava a contemplare in Maria Consolatrice il modello di ogni servizio apostolico. Il carisma missionario che trasmise ai suoi istituti si dispiega secondo tre assi: la missione ad gentes (verso i non cristiani), il servizio ai poveri (ad pauperes) e la comunione fraterna suggellata dai voti perpetui (ad vitam). La reputazione di santità di Allamano fu riconosciuta già durante la sua vita, e il processo diocesano in vista della sua beatificazione si aprì a Torino già nel 1944.
Beatificazione e canonizzazione
Beatificato da Giovanni Paolo II nel 1990, Giuseppe Allamano è stato canonizzato il 20 ottobre 2024 da papa Francesco, in occasione della Giornata missionaria mondiale.
Il processo diocesano in vista della beatificazione di Giuseppe Allamano si aprì a Torino tra il 1944 e il 1951, per poi essere introdotto formalmente a Roma il 19 gennaio 1952. Il decreto di ratifica dell'inchiesta fu firmato il 5 ottobre 1984 e papa Giovanni Paolo II lo dichiarò venerabile il 13 maggio 1989 dopo il riconoscimento delle sue virtù eroiche. Il miracolo scelto per la beatificazione — la guarigione inspiegabile di un missionario laico affetto da un'epatite virale acuta a evoluzione fulminante, studiata in Kenya (diocesi di Nyeri) nel 1975 e riconosciuta scientificamente inspiegabile il 25 ottobre 1989 — aprì la strada alla beatificazione, celebrata in piazza San Pietro il 7 ottobre 1990 da Giovanni Paolo II. Per la canonizzazione, il miracolo esaminato fu la guarigione di Sorino Yanomami, un amerindio dell'Amazzonia brasiliana attaccato da una femmina di giaguaro il 7 febbraio 1996 — primo giorno della novena in onore di Allamano. L'animale gli fratturò il cranio e danneggiò il cervello; dopo nove ore di trasporto fino all'ospedale di Boa Vista, e nonostante la prognosi molto infausta dei medici, Sorino si risvegliò dopo una decina di giorni senza alcun postumo neurologico e tornò al suo villaggio l'8 maggio 1996 completamente guarito. Questo miracolo, dichiarato scientificamente inspiegabile il 14 settembre 2023, è stato riconosciuto da papa Francesco il 23 maggio 2024. La canonizzazione ha avuto luogo il 20 ottobre 2024, domenica della Giornata missionaria mondiale, in piazza San Pietro a Roma, insieme ad altri tredici nuovi santi. La sua festa liturgica è fissata al 16 febbraio, giorno dell'anniversario della sua morte.
Spiritualità ed eredità
L'eredità di Allamano si dispiega oggi in sei continenti attraverso i due istituti da lui fondati, veri testimoni viventi della sua spiritualità missionaria incentrata sulla santità.
L'eredità di san Giuseppe Allamano irradia da Torino verso il mondo intero, sebbene egli stesso non abbia mai lasciato l'Italia. I Missionari della Consolata (IMC) e le Suore Missionarie della Consolata, presenti in oltre trenta paesi in sei continenti, testimoniano la fecondità del suo carisma. A partire dal Kenya nel 1902, i suoi missionari hanno progressivamente esteso la loro presenza in Etiopia, Somalia, Tanzania, e successivamente in America Latina e in Asia. La Giornata Missionaria Mondiale, istituita da Pio XI nel 1927 sulla base del progetto che Allamano aveva sostenuto nel 1912, costituisce un altro frutto indiretto del suo apostolato. Il suo luogo di nascita, Castelnuovo Don Bosco, è divenuto un ulteriore sito di pellegrinaggio legato alla sua memoria, in una città che fu anche la culla di san Giovanni Bosco e di san Giuseppe Cafasso — trio piemontese di cui Allamano è come il naturale prolungamento. Il santuario della Consolata a Torino rimane un centro mariano vivo dove la sua memoria è venerata. La sua canonizzazione il 20 ottobre 2024, durante la Giornata Missionaria Mondiale, è stata percepita come un segno provvidenziale: il fondatore dei missionari riconosciuto santo proprio in questo giorno dedicato all'universalità della missione. Oltre mille membri dei suoi istituti sono confluiti a Roma per la celebrazione. Il suo patrocinio si estende naturalmente ai missionari e alle congregazioni che ha fondato.
Iconografia
Segni e attributi
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Giuseppe Allamano
Domande frequenti su Giuseppe Allamano
Chi era Giuseppe Allamano?
Giuseppe Allamano (1851-1926), sacerdote diocesano di Torino e rettore del santuario della Consolata, fondò nel 1901 i Missionari della Consolata e nel 1910 le Suore Missionarie, portando il Vangelo in Africa, in Asia e in America del Sud senza mai lasciare l'Italia.
Di cosa è Giuseppe Allamano santo patrono?
Patronati di Giuseppe Allamano: Missionnaires de la Consolata, Missionari della Consolata, Sœurs Missionnaires de la Consolata e Suore Missionarie della Consolata.
Per cosa si prega Giuseppe Allamano?
Giuseppe Allamano è invocato per: Vocations missionnaires, Vocazioni missionarie, Œuvres missionnaires e Opere missionarie.
Come si riconosce Giuseppe Allamano nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Giuseppe Allamano è riconoscibile da: Abito da sacerdote diocesano e Rappresentazione del santuario della Consolata.
Quali miracoli sono attribuiti a Giuseppe Allamano?
A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Guarigione.
Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Allamano?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Giuseppe Allamano?
Giuseppe Allamano morì verso il 1926.
Quali sono gli altri nomi di Giuseppe Allamano?
Altre forme del nome: Joseph Allamano, Giuseppe Ottavio Allamano e Joseph Allamano.
Chi sono i familiari di Giuseppe Allamano?
Familiari di Giuseppe Allamano: Joseph Cafasso (zio materno (santo canonizzato nel 1947)), Ottavio Allamano (padre (deceduto quando Giuseppe aveva due anni)) e Maria Anna Cafasso Allamano (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1926
- Canonizzazione nel 2024 da parte di Francesco
Citazioni
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Prima santi, poi missionari.
Motto fondativo trasmesso ai suoi istituti, citato in particolare da consolataafrica.org e causesanti.va -
Non dovete essere solo santi, ma straordinariamente santi.
Esortazione ai suoi missionari, citata da aciafrique.org e consolata.us -
Fare bene il bene.
Motto personale di Allamano, citato da santiebeati.it -
Ho perso le mie due braccia.
Parole di Allamano alla morte del suo collaboratore Giacomo Camisassa, citate da giuseppeallamano.consolata.org