26 luglio 19° secolo

Bartolomea Capitanio

Religiosa italiana (1807-1833), Bartolomea Capitanio fondò a Lovere, con Vincenza Gerosa, l'istituto delle Suore di Carità dette di Maria Bambina. Morta a ventisei anni, fu canonizzata da Pio XII nel 1950.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nata a Lovere nel 1807 in una famiglia di commercianti, Bartolomea Capitanio divenne insegnante prima di consacrarsi a Dio e morire prematuramente nel 1833.

    Bartolomea Capitanio nasce il 13 gennaio 1807 a Lovere, sulle rive del lago d'Iseo, in provincia di Bergamo (diocesi di Brescia). È la primogenita di Modesto Capitanio, commerciante, e di Caterina Casnossi; la sua famiglia vive difficoltà legate all'alcolismo del padre. Affidata verso il 1818 al collegio delle Clarisse di Lovere, vi riceve una solida formazione cristiana e ottiene nel 1822 un diploma di maestra riconosciuto dall'amministrazione austriaca. Animata fin da giovane da un vivo desiderio di santità, si mette dal 1824-1825 al servizio dell'educazione delle giovani povere della sua città, dapprima in ambito scolastico e poi nella casa familiare. È a Lovere che incontra Caterina (Vincenza) Gerosa, sua futura collaboratrice. La sua vita spirituale si sviluppa sotto la direzione del sacerdote Angelo Bosio. Colpita dalla tubercolosi, muore a Lovere il 26 luglio 1833, all'età di soli ventisei anni, pochi mesi dopo aver dato vita alla sua opera.

    Fondazione 02 / 05

    Vita e opera

    Con Vincenza Gerosa, fonda il 21 novembre 1832 a Lovere l'istituto delle Suore di Carità, dedito ai malati, ai poveri e all'educazione delle fanciulle.

    L'opera di Bartolomea Capitanio si concentra sulla carità al servizio dei più bisognosi. Educatrice impegnata presso le fanciulle povere, allarga progressivamente la sua azione all'assistenza dei malati e degli emarginati di Lovere. Con Vincenza Gerosa, più anziana ma desiderosa di consacrarsi alle medesime opere, e sotto la guida spirituale del sacerdote Angelo Bosio, si stabilisce il 21 novembre 1832 in una modesta dimora vicina all'ospedale di Lovere: questa data segna la fondazione dell'istituto delle Suore di Carità, più tardi chiamate Suore di Maria Bambina. Il progetto associa l'educazione cristiana delle giovani, la cura dei malati, l'accoglienza degli anziani e degli abbandonati. Bartolomea concepisce questa carità come una partecipazione all'amore redentore di Cristo: secondo la spiritualità dell'istituto, «amare Gesù in modo autentico significa anche appartenere ai suoi fratelli». La sua morte prematura, otto mesi dopo la fondazione, lascia a Vincenza Gerosa l'incarico di far crescere la giovane congregazione, che si svilupperà ben oltre Lovere.

    Teologia 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La sua spiritualità unisce un ardente desiderio di santità, l'amore per Cristo e la carità attiva verso il prossimo, nutriti dall'ascesi e dalla lotta contro l'amor proprio.

    Il cammino spirituale di Bartolomea Capitanio è caratterizzato da un desiderio precoce e risoluto di santità; fin dall'adolescenza, avrebbe formulato l'aspirazione di diventare "santa, presto santa, grandemente santa". La sua pietà si radica nell'unione con Cristo, che considera suo sposo, e in una carità operante verso il prossimo, che vede indissociabile dall'amore di Dio. La sua vita interiore è segnata da un lavoro rigoroso su se stessa: esami di coscienza, mortificazioni, lotta contro l'orgoglio e l'amor proprio, in una costante ricerca di spogliamento. Questa tensione tra una natura ardente e vivace e una volontà di disciplina interiore sarà rilevata da Pio XII durante la canonizzazione. La sua carità si rivolge particolarmente alla gioventù del suo tempo, che vuole preservare dal disordine morale. Rinomata per il suo fervore e la sua dedizione fin da quando era in vita, lascia scritti spirituali che testimoniano la sua unione con Dio e nutrono ancora la spiritualità dell'istituto che ha fondato.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Dichiarata venerabile nel XIX secolo, Bartolomea Capitanio fu beatificata da Pio XI nel 1926 e canonizzata da Pio XII nel 1950, insieme a Vincenza Gerosa.

    Il processo in vista del riconoscimento della sua santità si apre relativamente presto: Bartolomea Capitanio è dichiarata Serva di Dio l'8 marzo 1866, sotto il pontificato di Pio IX. Il papa Leone XIII la proclama venerabile, tappa che riconosce l'eroicità delle sue virtù. È beatificata il 30 maggio 1926 da papa Pio XI, nella basilica di San Pietro. Il riconoscimento supremo avviene il 18 maggio 1950, quando papa Pio XII la iscrive nel catalogo dei santi, insieme alla sua cofondatrice Vincenza Gerosa, durante una stessa celebrazione a San Pietro in Vaticano. Nella sua omelia, Pio XII sottolinea la sua castità verginale, la sua pietà ardente e la sua profonda carità verso Dio e il prossimo, rilevando il temperamento vivo e intenso che seppe orientare verso le realtà del cielo. La sua festa liturgica è fissata al 26 luglio, giorno anniversario della sua morte; alcuni calendari locali la commemorano in altre date. Il corpo delle due sante è venerato nel santuario a loro dedicato a Lovere.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La sua congregazione, divenuta le Suore di Maria Bambina, si è diffusa in diversi continenti; è onorata come patrona degli insegnanti e di Lovere.

    L'eredità di Bartolomea Capitanio sopravvive soprattutto attraverso la congregazione che ha cofondato. A partire dal 1884, le Suore di Carità adottano il nome di Suore di Maria Bambina, in riferimento a una statuetta della Vergine bambina conservata nella loro casa madre e al mistero della natività di Maria; la casa madre è oggi stabilita a Milano. L'istituto, dedito all'educazione, alla cura dei malati e all'assistenza dei poveri, conosce un'importante espansione missionaria: fin dalla metà del XIX secolo, le suore sono chiamate a operare nel Bengala, in India. Oggi presente in diversi continenti — in Europa, in Asia, in America latina e del Nord, in Africa e nel Vicino Oriente —, la congregazione contava diverse migliaia di religiose ripartite in numerose case. Santa Bartolomea Capitanio è onorata come patrona degli insegnanti, delle Suore di Carità di Lovere e della sua città natale. Il suo esempio di carità vissuta in una vita breve continua a ispirare la spiritualità dell'istituto e il culto che le viene reso a Lovere.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Bartolomea Capitanio

    Chi era Bartolomea Capitanio?

    Religiosa italiana (1807-1833), Bartolomea Capitanio fondò a Lovere, con Vincenza Gerosa, l'istituto delle Suore di Carità dette di Maria Bambina. Morta a ventisei anni, fu canonizzata da Pio XII nel 1950.

    Di cosa è Bartolomea Capitanio santo patrono?

    Patronati di Bartolomea Capitanio: Enseignants, Insegnanti, Sœurs de la Charité de Lovere, Suore della Carità di Lovere, Ville de Lovere e Città di Lovere.

    Quali santi furono contemporanei di Bartolomea Capitanio?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Narcisa de Jesús e Juan de Jesús López y González.

    Quando morì Bartolomea Capitanio?

    Bartolomea Capitanio morì verso il 1833.

    Quali sono gli altri nomi di Bartolomea Capitanio?

    Altre forme del nome: Bartholomea Capitanio e Bartholomée Capitanio.

    Chi sono i familiari di Bartolomea Capitanio?

    Familiari di Bartolomea Capitanio: Modesto Capitanio (padre) e Caterina Casnossi (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1807-1833
    2. Canonizzazione nel 1950 da parte di Pio XII

    Citazioni

    • Voglio farmi santa, presto santa, molto santa! https://www.suoredimariabambina.org/bartolomea-capitanio-operosa-nella-carita-ita/
    • Non temo nulla, perché sono sposa di Gesù. https://www.suoredimariabambina.org/bartolomea-capitanio-operosa-nella-carita-ita/