Questa notizia dei Petits Bollandistes ripercorre la storia dell’abbazia di Déols e i racconti associati al pellegrinaggio di Nostra Signora del Bourg-Dieu. Spiega la festa del 31 maggio, che commemora i miracoli riportati nel 1187, e le devozioni locali che vi sono legate.
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FESTA DEI MIRACOLI DELLA B. VERGINE MARIA
DI DÉOLS
Déols e la sua abbazia
La città di Déols, situata sulle rive dell’Indre, fu fondata, si dice, da san Leocadio, senatore romano e governatore di questa parte delle Gallie. San Leocadio era parente, probabilmente l'avo, di sant'Epagato, uno di quegli illustri Martiri di Lione di cui racconteremo presto (2 giugno) il trionfo. Ancora pagano, egli aveva, su preghiera di sant'Ursino, primo apostolo del Berry, ceduto la propria casa ai fedeli di Bourges per farne una chiesa. Questo atto di generosità gli ottenne la grazia di aprire gli occhi alla verità. Si fece cristiano con suo figlio Lusor, che morì poco tempo dopo il battesimo e che è venerato nel Berry con il nome di san Ludro.
La città di Déols, residenza dei principi di questo nome, deve essere stata, in un'epoca remota, una città importante, a giudicare dalle fondamenta di antichi edifici che si trovano in un raggio molto esteso del suo territorio. Fu la capitale del Basso Berry fino al momento in cui Raoul, detto il Large, trasferì la sua dimora sull'altra riva dell'Indre. Le case che si raggrupparono attorno al nuovo maniero formarono presto una città che oscurò Déols e prese il nome dal castello costruito da Raoul (Châteauroux) : è oggi il capoluogo del dipartimento dell'Indre, mentre Déols, a un quarto di lega dalla sua rivale, non è più che un borgo la cui popolazione non supera le 2 600 anime.
La Madre di Dio è venerata a Déols in modo più particolare dall'anno 917. Fu nel corso di quell'anno, all'inizio di settembre, che Elbon, o Ebbon, o Ebbes, figlio di Laun e nipote di san Geronzio, arcivescovo di Bourges, vi fondò un'abbazia in onore della beata Vergine e dei santi apostoli Pietro e Paolo.
Nel 935, un'invasione dei Magiari venne a mettere in pericolo il Berry e le province vicine. Gli abitanti del Berry e della Turenna presero le armi e chiamarono alla loro testa il signore Ebbon. Egli riuscì a respingere i barbari fino alla Loira; in una sanguinosa battaglia che combatté contro di loro presso Orléans, ne fece perire un gran numero. Ma fu in un certo senso sepolto nel suo trionfo : ferito a morte nel mezzo della vittoria, fu trasportato a Orléans, dove spirò, raccomandando al figlio l'abbazia che aveva fondato. Il suo corpo fu inumato nella chiesa di Sant'Agnano.
Raoul I, detto il Large, figlio di Ebbon, fu fedele alla raccomandazione di suo padre. Senza parlare delle sue altre elargizioni, cedette ai religiosi il suo castello di Déols con le sue dipendenze, e riedificò il loro monastero, distrutto dai Normanni, che devastarono il paese negli anni 935 e 941.
Dopo la morte di Raoul il Large, avvenuta nell'anno 952, l'abbazia di Déols fu di nuovo riedificata, e interamente ricostruita, verso il 991 o 992, da Raoul II, divenuto signore del paese deolese. La consacrazione avvenne il 24 gennaio 1021. Si legge in un documento manoscritto che appartiene al gabinetto privato del sig. Lemaigre, archivista del dipartimento dell'Indre, che « gli edifici della nuova abbazia erano magnifici : i chiostri, i dormitori, tutti i luoghi regolari erano vasti. Vi era un ospedale alla porta del monastero sotto l'invocazione di san Crispino ». Si era infatti spiegata in questa ricostruzione tanta magnificenza, che l'abbazia di Déols fu chiamata dai cronisti « la più bella perla della corona del Berry e la mammella di san Pietro ».
Questo monastero divenne molto importante : contava quarantatré priorati sotto la sua dipendenza; le sue ricchezze furono sempre il patrimonio dei poveri, anche nei giorni della sua decadenza; per diversi secoli, i suoi monaci si distinsero per la regolarità della loro vita e la pratica delle virtù religiose. Diverse chiese, e in particolare quella di Bourges, chiesero spesso vescovi ai chiostri di Déols.
Verso l'anno 992 si gettarono le fondamenta della chiesa abbaziale, che, dopo la metropoli di Bourges, era il più bel monumento religioso di tutta la provincia. Non ne restano più che pochi rari resti e un'elegante guglia in granito, ornata di quattro pinnacoli. La consacrazione di questa chiesa fu fatta da papa Pasquale II, nel 1107. Egli era assistito dal vescovo di Piacenza, e da Leodegario, quello di Sant'Andrea; si riservò la consacrazione dell'altare dei santi apostoli Pietro e Paolo. La festa anniversaria di questa consacrazione si celebrava, secondo il Martirologio del du Saussay, il secondo giorno di maggio.
Altri tre Papi onorarono della loro presenza l'abbazia di Déols e celebrarono i santi Misteri nella sua chiesa. Nel 1161, Alessandro III, essendo sfuggito alle insidie dell'imperatore Federico Barbarossa, venne in Francia e si ritirò al monastero del Bourg-Dieu, dove soggiornò a lungo. Vi ricevette la visita del re d'Inghilterra, che si prostrò davanti a lui e gli baciò i piedi. Papa Alessandro III, nel corso di settembre, consacrò nella chiesa abbaziale l'altare del crocifisso che dedicò a san Cosma; il vescovo di Ostia, che lo accompagnava, consacrò quello della Maddalena, e lo dedicò a san Giacomo, a san Stefano e a santa Cecilia. Papa Onorio III visitò anch'egli l'abbazia di Déols nel 1223; e nel 1306, Clemente V vi dimorò due mesi, accompagnato da tredici cardinali, da diversi vescovi, abati e gentiluomini.
Il racconto del miracolo del 1187
Fu nell'anno 1187 che avvenne il miracolo « che servì soprattutto », dice il Padre Poiré, « a rinnovare la devozione di tutti i popoli all'intorno, e il rispetto che si portò da lì in avanti a questo luogo dove la Madre di Dio dava segni così evidenti della sua presenza e del suo affetto materno » [1] : esso ebbe luogo in occasione del sacrilegio di cui un Cotterello si rese colpevole.
I Cotterelli, o Rutieri, o Brabanzoni, erano dei miserabili della setta di Pietro di Bruys, una specie di manicheo, che aveva soprattutto infettato delle sue eresie la Linguadoca e la Guascogna. Facevano professione di non temere né Dio né gli uomini; si mettevano al soldo di tutti coloro che volevano commettre qualche crimine, e si segnalavano per ogni sorta di brigantaggi. Enrico II, re d'Inghilterra, li aveva presi al suo servizio, nel 1174, per combattere suo figlio Riccardo : Riccardo aveva fatto come suo padre, e Filippo Augusto aveva seguito l'esempio dei suoi rivali.
Per mettere il borgo di Déols al riparo dai tentativi del re di Francia, che assediava Châteauroux, Riccardo inviò in questa prima piazza un rinforzo di Cotterelli. Ora, avvenne che il 29 maggio 1187, diversi di questi soldati giocavano a dadi davanti al portale laterale della chiesa, dal lato nord, dove era collocata un'immagine della beata Vergine, che teneva tra le braccia il bambino Gesù, immagine che era in grande venerazione. « Uno di essi, mostro d'iniquità, posseduto dal demonio, dice Rigord, istorico di Filippo Augusto, perdeva a questo gioco detestabile del denaro mal guadagnato, e, per la rabbia, esplodeva in bestemmie contro la santa Vergine e contro Dio. Poi, trasportato dalla furia, alzò gli occhi e vide scolpita, sul portico della chiesa, l'immagine della beata Maria, con il bambino Gesù tra le braccia. La guarda con occhi scintillanti di furore e vomita nel suo delirio criminoso torrenti di bestemmie contro la nostra Regina comune e contro Dio. Oh dolore ! quel miserabile, quel nuovo Giuda afferra una pietra e, alla vista di tutti, la scaglia contro l'immagine santa, e spezza al bambino Gesù un braccio che cade a terra. Subito (e teniamo questo fatto dalle persone che si trovavano all'assedio), il sangue sgorga in abbondanza dalla ferita e scorre a terra. Il sventurato cotterello che si era reso colpevole di un così orribile attentato fu colto da un movimento frenetico ed spirò sul posto. » Giovanni Senza Terra sopraggiunse in quel momento, accompagnato da Ademaro, visconte di Limoges; raccolse il prezioso frammento, e più tardi lo depositò in una ricca cappella che fece costruire in Inghilterra, e che dedicò alla santa Vergine; vi fu invocata sotto il titolo di Nostra Signora del Ridotto.
Alla notizia di questo prodigio, il terrore fu grande tra i soldati : Filippo Augusto temette che la presenza dei Cotterelli nel suo esercito attirasse su di sé e sulle sue armi le maledizioni del cielo; congedò tutti quelli che aveva al suo soldo. Rigord, nel raccontare questo miracolo, aggiunge che una folla di malati, avendo raccolto alcune gocce del sangue miracoloso, furono all'istante guariti dalle loro infermità. Una Confraternita fu istituita fin dall'anno 1187, in memoria di questo prodigio; fu fiorente fino alla rivoluzione del '93, e il sig. abate Dubouchat, parroco di Déols, la riorganizzò nel 1830. Da tempo immemorabile si celebra nella diocesi di Bourges, il 31 maggio, una festa commemorativa, sotto il titolo di Miracolo di Nostra Signora di Déols; essa è stata conservata nel Proprio nuovo sotto la denominazione di Festa dei miracoli di Nostra Signora del Bourg-Dieu, e l'ufficio ne è stato approvato dalla congregazione dei Riti.
La pace e la guarigione di Ansealdo
Alcune settimane dopo questo prodigioso evento (era la domenica che precedeva la Natività di san Giovanni Battista), Filippo Augusto venne a piantare le sue tende vicino a Bourg-Dieu: il suo accampamento ne distava appena mezza lega. Dopo aver tentato invano, per due giorni, degli accordi per la pace, il martedì, vigilia di San Giovanni Battista, ci si dispose da una parte e dall'altra in ordine di battaglia, e ci si preparò a un combattimento che, a testimonianza di tutti gli storici, doveva essere accanito e cruento. Tuttavia, gli abitanti di Déols, prostrati davanti alla santa immagine di Maria, supplicavano la Madre di Dio di manifestare la sua potenza e di impedire lo spargimento di sangue. Già le spade erano fuori dal fodero; gli archi erano tesi; il segnale stava per essere dato: tutt'a un tratto Enrico II, re d'Inghilterra, e Riccardo, suo figlio, vanno a trovare Filippo Augusto e accettano le sue condizioni. La pace fu conclusa: allora si videro i signori, i re, il popolo e i soldati riunirsi attorno all'immagine miracolosa; principi stessi della Chiesa poterono rendere testimonianza dei prodigi che si compivano sotto i loro occhi: infatti i cardinali Soffredus e Bovon, legati della Santa Sede, trascorsero quindici giorni nel monastero. Uno dei loro corrieri, che si era ferito molto gravemente a un piede, si fece trasportare davanti alla porta della chiesa per pregarvi la beata Vergine, e fu guarito [2].
I miracoli di Nostra Signora di Déols non sono dunque attestati soltanto dai religiosi dell'abbazia; secondo la riflessione dell'autore del manoscritto citato da padre Labbe, si sarebbe tentato di rigettare la loro testimonianza, se fosse stata isolata; ma essi sono affermati dai re, dai principi, da una moltitudine in qualche modo innumerabile, venuta lì da tutte le parti dell'Europa occidentale. Astruunt miraculorum veritatem reges et principes, et occidentalis Europæ fere universæ multitudo.
Ansealdo di Barbançois era uno dei capi più temibili dei Routiers. Troviamo nell'antico manoscritto, edito da padre Labbe, il racconto che questo soldato fece egli stesso ai religiosi della guarigione di cui si riconosceva debitore verso Nostra Signora di Déols. Lasciamolo parlare:
«Circa quattro anni fa», disse loro, «in una spedizione in cui accompagnavo il conte Riccardo, fui colpito al volto da un dardo di forma angolosa, che penetrò così profondamente nella mascella superiore che i medici non poterono estrarlo; la ferita si cicatrizzò e la cosa finì lì. Ma, questa settimana provavo alla mascella dolori orribili. Ieri sabato (era il 21 giugno dell'anno 1187), soffrendo come un dannato e temendo di dover subire l'operazione, mi azzardai a pregare la Vergine Maria. Buona e clemente Signora, le dissi, se mi guarite, mi dono a voi; voi diventate la mia sovrana e ogni anno della mia vita vi pagherò una moneta d'argento, in segno di riconoscimento del mio vassallaggio; ne faccio voto. Avevo appena parlato, ed ecco che il dardo che tanto mi faceva soffrire si muove per virtù divina, si stacca senza alcun dolore e cade nella mia bocca; lo presi e lo mostrai a coloro che mi circondavano. Essi ne furono presi da ammirazione e benedissero la buona Vergine, che fa del bene persino a chi ben poco lo merita. Chiedo il mio cavallo; con l'aiuto dei miei compagni, vi monto, poiché dopo tante sofferenze e un lungo digiuno, non ne sarei stato capace senza il loro soccorso; arrivo qui per depositare sulla pietra sacra il mio tributo. Raccontai ai religiosi ciò che Nostra Signora, sempre così compassionevole, aveva fatto in mio favore; essi mi risposero che bisognava ritornare oggi domenica, e portare il dardo di forma angolosa come monumento della grazia ottenuta. Ne feci promessa, a condizione tuttavia che le forze me lo permettessero. Appoggiato a due compagni, riuscii a salire i gradini dell'altare. Ma finita la mia preghiera e depositata la mia offerta, mi sentii del tutto guarito. Ritiratevi, dissi alla mia gente; non ho più bisogno dei vostri servizi: Nostra Signora mi ha restituito la salute, e posso affermare ora che ritornerò domani con il dardo che testimonia la sua bontà. Questo dardo, eccolo; ve lo consegno; riconosco pubblicamente e confesso altamente la clemenza di Maria; lo giuro, e sarò fedele al mio giuramento: rinuncio per sempre al mestiere sacrilego che ho esercitato finora».
Mentre Ansealdo di Barbançois parlava in tal modo, i numerosi cavalieri che lo avevano accompagnato, la folla del popolo che era accorsa, glorificavano la Madre di Dio con una gioia mista a timore reverenziale.
Il pellegrinaggio e le devozioni locali
Nello stesso tempo, Nostra Signora di Déols fece brillare la sua potenza con un altro miracolo ad Argenton, piccola città situata a sette leghe a sud-ovest di Déols [3].
Un figlio unico, di circa tre anni, cadde in uno stato di languore che lo condusse alla morte. I genitori desolati implorano il soccorso di Nostra Signora di Déols; con quella fede che fa violenza al cielo, scongiurano la Vergine di richiamare in vita il loro bambino: se esaudirà la loro preghiera, lo condurranno a Déols per consacrarglielo. I vicini erano accorsi per consolare quel padre e quella madre desolati; e poiché il bambino era proprio morto, lo avvolgono nel linceulo e predispongono tutto per le sue esequie. Tuttavia il padre e la madre non cessavano di sperare; continuavano a pregare con lacrime; chiedevano di nuovo alla Vergine il figlio che avevano perduto. Una fede così viva ricevette la sua ricompensa: tutt'a un tratto il bambino si muove; con la sua manina, allontana dal volto il lenzuolo che lo copriva; è vivo! Tentare di descrivere la gratitudine, la gioia dei genitori, l'ammirazione dei vicini sarebbe tentare l'impossibile; ma essi vennero a Déols con il bambino, e il voto fu adempiuto.
Padre Labbe dichiara di aver letto, nell'antico manoscritto che gli è stato consegnato, più di duecento miracoli operati da Nostra Signora di Déols; egli cita quelli di cui abbiamo appena parlato.
La domenica, ultimo giorno di maggio dell'anno 1187, all'ora dei Vespri, la santa immagine ruppe la collana che le ornava il collo; si mosse sulla sua base come se avesse voluto cambiar posto [4]. I religiosi la trasportarono all'interno del tempio, e «la collocarono», dice Rigord, «nella parte inferiore della chiesa cantando inni e cantici». Più tardi, fu costruita una cappella alta, sopra la porta d'ingresso, nel luogo stesso in cui il prodigio si era compiuto; essa racchiudeva nel suo perimetro la facciata laterale, teatro di tanti miracoli. Quando questa cappella fu terminata, l'immagine di Nostra Signora di Déols fu rimessa al suo antico posto «in grande solennità e con un grande concorso di popolo», dice Thomas de la Thaumassière [5].
Nel 1348, la città di Levroux, devastata dalla peste che, sotto il regno di Filippo di Valois, percorse l'intera Europa, ricorse a Nostra Signora di Déols e, in segno di gratitudine per l'assistenza ricevuta, fece voto di offrire ogni anno un cero che avrebbe bruciato all'altare di Maria. Questa pia consuetudine esisteva ancora all'epoca della rivoluzione. Nel 1832, gli abitanti di Levroux, in occasione del colera, si ricordarono della promessa dei loro padri e, da allora, ogni anno il lunedì di Pentecoste portano a Déols la loro offerta. Il clero di Bourg-Dieu va incontro alla pia deputazione fino al limite della parrocchia; ci si reca in processione alla chiesa al canto dei salmi: il cero ornato di nastri viene portato con onore; lo si benedice, e questa benedizione è seguita dalla messa solenne.
Riferimenti dell'edizione
Note dell'edizione:
[1] Triple couronne, cap. XII.
[2] M. S. apud Labbe, Bibliotheca nova.
[3] In castello, cui nomen est Argentonio, factum est divinitus quod sequitur. (M. S. apud Labbe.)
[4] Dominica pridie calendas Junii, circa Vesperam, visa est eadem Imago moveri quasi vellet se inde transferre. (Ancien Bréviaire de Bourges.)
[5] Histoire du Berry.
Tratto dall'opuscolo del R. P. Possoz, della Compagnia di Gesù: Le Saint Pèlerinage de Notre-Dame de Déols, près Châteauroux (Indre). Nantes, 1853.
Fonte e nota editoriale
Questa scheda riproduce il testo storico dei Petits Bollandistes, riletto sulle pagine digitalizzate. Le tradizioni e le valutazioni dell'autore appartengono all'epoca dell'opera.
Paul Guérin, Les Petits Bollandistes, tomo 6, p. 348–353. Esemplare digitalizzato dalla Bibliothèque nationale de France: https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k30736h
Nota editoriale: I racconti, le valutazioni e le indicazioni al presente di questa scheda appartengono all'antica edizione dei Petits Bollandistes. L'articolo riguarda il culto mariano di Déols e la storia del suo pellegrinaggio.
Domande frequenti su Festa dei miracoli di Nostra Signora di Déols
Chi era Festa dei miracoli di Nostra Signora di Déols?
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Quali sono gli altri nomi di Festa dei miracoli di Nostra Signora di Déols?
Altre forme del nome: B. Vierge Marie.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
