28 marzo 20° secolo

Fausto Gei

Fausto Gei (1927-1968) è un laico italiano, membro dei Silenziosi Operai della Croce, che ha offerto la sua sofferenza legata alla sclerosi multipla e sviluppato un intenso apostolato attraverso la scrittura.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    La giovinezza di Fausto Gei a Brescia, il suo impegno cristiano e l'arresto durante la guerra.

    Fausto Gei nasce il 24 marzo 1927 a Brescia, in Lombardia (Italia), in una famiglia borghese profondamente cattolica. Figlio di Angelo Gei e di Maria Della Biasia, è il primogenito di cinque figli e al battesimo riceve i nomi di Fausto, Francesco e Vincenzo. Cresce a pochi passi dalla cattedrale di Brescia, nella casa di famiglia situata in via Musei.

    Fin dall'infanzia, Fausto frequenta assiduamente la parrocchia della cattedrale e l'Oratorio della Pace, diretto dai Padri Filippini. È lì che incontra padre Carlo Manziana (futuro vescovo di Crema), che diventa il suo insegnante di religione, il suo confessore e il suo direttore spirituale.

    Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel marzo 1945, il giovane Fausto dimostra una grande sensibilità sociale e civile. Accusato di attività antifasciste a causa dei suoi legami con sacerdoti resistenti (tra cui padre Manziana, che sarà deportato a Dachau), viene arrestato e imprigionato per alcuni giorni dalle autorità fasciste insieme a un sacerdote, don Battista Fanetti, e ad altri giovani dell'Azione Cattolica.

    Dopo la guerra, consegue la maturità scientifica presso il liceo «A. Calini» di Brescia nel 1946. Animato dal profondo desiderio di alleviare la sofferenza altrui, nell'ottobre dello stesso anno si iscrive alla facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Pavia. Il suo sogno più caro è allora quello di diventare medico.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    L'insorgere della sclerosi a placche, il suo pellegrinaggio a Lourdes e il suo apostolato attraverso la scrittura rivolto ai malati.

    Alla fine del 1946, mentre termina il suo primo anno di studi universitari, appaiono i primi sintomi di una misteriosa malattia (diplopia, disturbi della deambulazione). Nella primavera del 1947, arriva la diagnosi: è affetto da sclerosi a placche, una malattia allora incurabile e dall'evoluzione inesorabile. Nonostante i suoi sforzi per proseguire il corso di studi, il progredire del male lo costringe ad abbandonare definitivamente gli studi di medicina dopo aver potuto convalidare solo tre esami.

    Nel 1949, Fausto intraprende il suo primo pellegrinaggio a Lourdes nella speranza di ottenere un miracolo. La guarigione fisica non arriva, ma vi vive una profonda conversione interiore. Sul treno del ritorno, sua sorella Maria Laura si stupisce che non abbia chiesto la propria guarigione alla Vergine. Fausto le risponde allora: «Ho visto persone che soffrivano più di me e ho pregato per loro. Ora, prestami le tue braccia e le tue gambe... le tue braccia per scrivere ciò che ti detterò e le tue gambe per portare i miei scritti ai malati. Non sono riuscito ad aiutarli come medico, devo aiutarli come malato.»

    Da quel momento, la sua stanza diventa un luogo di apostolato, di ascolto e di accompagnamento spirituale. Nel 1955, aderisce al Centro Volontari della Sofferenza (CVS), fondato dal beato Luigi Novarese. Nel 1959, il vescovo di Brescia, monsignor Giacinto Tredici, lo nomina responsabile diocesano del CVS.

    Nel 1960, desideroso di impegnarsi più radicalmente, intraprende il noviziato presso i Silenziosi Operai della Croce, un'associazione di consacrati anch'essa fondata da Luigi Novarese. L'8 dicembre 1962, pronuncia i suoi primi voti annuali dei consigli evangelici come membro vivente nella propria famiglia, voti che rinnoverà ogni anno fino alla morte.

    Fausto sviluppa un intenso «apostolato della penna». Non potendo più scrivere personalmente dal 1956 a causa della paralisi delle mani, detta alle sue sorelle (Franca e Maria Laura) e ad amiche volontarie lettere circolari (ne redigerà 15 tra il 1960 e il 1964), articoli per il settimanale diocesano La Voce del Popolo e diverse opere spirituali: Sofferenza serena (1962), Con Gesù in preghiera (1965) e Un pensiero al giorno (1965). Intrattiene inoltre una corrispondenza costante con oltre 1.500 persone, che vanno dai malati ai carcerati, passando per religiose di clausura e i sommi pontefici.

    other 03 / 05

    Cammino verso la santità

    L'aggravarsi della sua malattia, i suoi ultimi istanti e la sua reputazione di santità dopo la morte.

    La malattia di Fausto progredisce inesorabilmente, privandolo dapprima dell'uso delle gambe, poi delle mani e infine della parola. Per comunicare, utilizza una tabella alfabetica sulla quale i suoi cari leggono i suoi pensieri lettera per lettera. Nonostante questo calvario fisico durato più di vent'anni, chi gli sta vicino testimonia la sua pace interiore, la sua serenità e la sua gioia radiosa.

    Il suo stato di salute si aggrava bruscamente a causa di un edema polmonare. Sentendo avvicinarsi la fine, sua sorella Maria Laura gli chiede: «Fausto, accetti ancora la volontà di Dio?», al che lui risponde con un soffio: «Sempre e tutta!».

    Fausto Gei si spegne santamente il 28 marzo 1968 (alcune fonti locali menzionano il 27 marzo) a Brescia, all'età di 41 anni. Il suo direttore spirituale, monsignor Carlo Manziana, divenuto vescovo di Crema, è presente al suo capezzale per assisterlo nei suoi ultimi istanti.

    La reputazione di santità di questo laico bresciano si diffonde rapidamente. La sua tomba diventa un luogo di preghiera e i Silenziosi Operai della Croce si adoperano per la traslazione della sua salma verso la chiesa di Santa Maria della Carità a Brescia, dove amava pregare. La causa di beatificazione e canonizzazione è ufficialmente aperta a livello diocesano, rendendolo un «Servo di Dio».

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il riconoscimento delle sue virtù eroiche da parte di papa Leone XIV nel 2026.

    Il processo sull'eroicità delle sue virtù è esaminato dal Dicastero delle Cause dei Santi in Vaticano. Il 21 febbraio 2026, durante un'udienza concessa al cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero, papa Leone XIV autorizza la promulgazione del decreto che riconosce le virtù eroiche di Fausto Gei. Con questo atto solenne, la Chiesa cattolica lo dichiara ufficialmente Venerabile. Affinché Fausto Gei sia proclamato beato, un miracolo ottenuto per sua intercessione deve ora essere formalmente riconosciuto dalle autorità vaticane.

    Teologia 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    L'offerta della sofferenza in unione con Cristo e l'impatto della sua testimonianza oggi.

    La spiritualità di Fausto Gei poggia sull'offerta volontaria della sofferenza in unione con Cristo crocifisso per la salvezza del mondo. Egli rifiuta l'atteggiamento del «forzato della sofferenza» che si ribella e dispera, per abbracciare quello del «volontario» che collabora all'opera della Redenzione.

    Egli riassume la sua visione in questa celebre formula: «Ogni malattia, anche la più breve, può trasformarsi in un candelabro d'oro che brucia davanti a un altare invisibile. Ciò dipende dal modo in cui sappiamo accettare la sofferenza.»

    Per lui, la sofferenza cristiana non è una cupa rassegnazione, ma una realtà luminosa: «Saper soffrire e saper sorridere: non è un assurdo, ma è l'armoniosa realtà della sofferenza cristiana.»

    La sua eredità rimane viva attraverso l'azione del Centro Volontari della Sofferenza e dei Silenziosi Operai della Croce, in particolare nella diocesi di Brescia, dove la sua testimonianza continua a ispirare i malati a diventare soggetti attivi di evangelizzazione e di corredenzione all'interno della Chiesa.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Fausto Gei

    Chi era Fausto Gei?

    Fausto Gei (1927-1968) è un laico italiano, membro dei Silenziosi Operai della Croce, che ha offerto la sua sofferenza legata alla sclerosi multipla e sviluppato un intenso apostolato attraverso la scrittura.

    Quali santi furono contemporanei di Fausto Gei?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Fausto Gei?

    Fausto Gei morì verso il 1927.

    Chi sono i familiari di Fausto Gei?

    Familiari di Fausto Gei: Angelo Gei (padre), Maria Della Biasia (madre), Maria Laura Gei (sorella) e Franca Gei (sorella).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1927-1968
    2. Decreto di venerabilità nel 2026 da Leone XIV

    Citazioni

    • Ho visto persone che soffrivano più di me e ho pregato per loro. Ora, prestami le tue braccia e le tue gambe... le tue braccia per scrivere ciò che ti detterò e le tue gambe per portare i miei scritti ai malati. Non sono riuscito ad aiutarli come medico, devo aiutarli come malato. https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQFYa_Gak1QCOQ6Cg-p0nd13yZMigM9sgMXLd39fCF3B1OSVO5Ea6dIaX-Jn_f6o5nrr5XjVsp_rET51aZRw_8AlY1cWNZyT9CDX-HSOxk66RR2V85OZyWpa8GuITDDKJXs=
    • Ogni malattia, anche la più breve, può trasformarsi in un candelabro d'oro che brucia davanti a un altare invisibile. Dipende dal modo in cui sappiamo accettare la sofferenza. https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQGITOk5v_RuZC8dDE9jeQrOmA4osEWtXeyI-lrCPIuB0xgJuqnFHAKbkPet0FB9y8PGZylCz2-XSEdqRVk1V9ILHe87WAkymtEFBmVk5fE5n1D3HYDkMXQOZYl5WVqTWRiMSrjeEVtbXrk7jGM=
    • Saper soffrire e saper sorridere: non è un assurdo, ma è l'armoniosa realtà della sofferenza cristiana. https://vertexaisearch.cloud.google.com/grounding-api-redirect/AUZIYQE8aUyxLoXAxIAcz3bq1o9KKy_e4UzI-j1H2B2RBDmjnI05PnvhuAmhNGJ9dO-hY-iW63B7jqqzi9AcUVzLfHPiogtdLDYKD8QUlXa3D6umsSMHLzfmPUNhjUN0O9UoNlP02jOSLXVouqLD5sbM-b_DqzN5GXMzp7a-uvXYWyd-MzIByg4=