Silvio Dissegna
Silvio Dissegna (1967-1979) è un giovane laico italiano dichiarato venerabile, noto per la sua fede profonda e l'offerta delle sue sofferenze durante la malattia.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita e infanzia di Silvio Dissegna a Moncalieri e Poirino.
Silvio Dissegna è nato il 1° luglio 1967 a Moncalieri, in provincia di Torino, in Italia. È il figlio primogenito di Ottavio Dissegna, operaio presso l'azienda Fiat, e di Gabriella Martignon, impiegata scolastica. I suoi genitori, originari della regione Veneto, si erano stabiliti in Piemonte nel corso degli anni '50. Un anno dopo la sua nascita, nel 1968, la famiglia si allarga con la nascita del fratello minore, Carlo. La famiglia risiede a Poirino, in una casa segnata dal lavoro e da una fede cristiana profonda. Silvio cresce come un bambino particolarmente gioioso, dinamico e intelligente. Molto applicato negli studi, esprime regolarmente il desiderio di diventare insegnante in futuro per imparare ai bambini ad essere buoni e sempre allegri. A Natale del 1977, sua madre gli regala una macchina da scrivere sulla quale dattilografa il suo primo messaggio d'amore.
Vita e opera
La lotta di Silvio contro il cancro e la sua offerta spirituale.
La vita di Silvio cambia radicalmente all'inizio del 1978, quando non ha ancora undici anni. Inizia ad avvertire dolori forti e costanti alla gamba sinistra. Nel maggio 1978, arriva la diagnosi medica: soffre di un tumore alle ossa (osteosarcoma). Di fronte allo sconforto dei genitori, il giovane ragazzo mostra una maturità spirituale straordinaria, consolando il padre e la madre. Nonostante il rapido progredire della malattia, che lo costringe presto a muoversi su una sedia a rotelle, Silvio riceve il sacramento della confermazione il 21 maggio 1978 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore a Poirino. Tra giugno 1978 e gennaio 1979, effettua sette soggiorni presso l'Istituto Gustave Roussy di Villejuif, vicino a Parigi, in Francia, per ricevere trattamenti specializzati, ma le terapie rimangono inefficaci. Non potendo più andare a scuola, chiede di ricevere la comunione a casa ogni giorno. Silvio trascorre le sue giornate e le sue notti in preghiera, con un rosario missionario costantemente tra le mani, offrendo le sue sofferenze per il Papa, la Chiesa, i missionari, la conversione dei peccatori e la pace. Nel 1979, la malattia si aggrava ulteriormente, privandolo della vista e dell'udito. Si spegne serenamente nella sua casa di Poirino il 24 settembre 1979, all'età di 12 anni, dopo aver ricevuto l'unzione degli infermi.
Cammino verso la santità
La reputazione di santità di Silvio e l'apertura della sua causa di beatificazione.
La reputazione di santità del giovane Silvio Dissegna si diffonde rapidamente dopo la sua morte, toccando numerosi fedeli in Italia e all'estero. La sua tomba diventa un luogo di pellegrinaggio e di preghiera. Il 1° luglio 1989, l'associazione «Amici di Silvio» viene ufficialmente creata con l'approvazione del cardinale Giovanni Saldarini, arcivescovo di Torino, per far conoscere la sua vita e la sua spiritualità. La fase diocesana del suo processo di beatificazione e canonizzazione viene aperta nell'arcidiocesi di Torino l'8 febbraio 1995 e si chiude il 26 ottobre 2001. Il dossier viene poi trasmesso a Roma, presso la Congregazione per le Cause dei Santi. Il 5 novembre 2013, la commissione teologica della Congregazione esprime parere favorevole al riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù.
Beatificazione e canonizzazione
La dichiarazione di venerabilità da parte di Papa Francesco e la traslazione delle sue reliquie.
Il 7 novembre 2014, Papa Francesco autorizza la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce l'eroicità delle virtù cristiane di Silvio Dissegna. Con questo atto, il giovane ragazzo viene ufficialmente dichiarato «venerabile». Il 23 novembre 2019, i suoi resti mortali vengono traslati dal cimitero comunale alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore a Poirino, dove riposano ora nella navata sinistra, offrendo ai fedeli un luogo di raccoglimento e di preghiera.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità eucaristica e mariana di Silvio e il suo messaggio d'amore.
La spiritualità di Silvio Dissegna è profondamente eucaristica e mariana. Fin dalla sua prima comunione, celebrata il 7 settembre 1975 nella cappella familiare dedicata a san Pio X, egli intrattiene una relazione intima e quotidiana con Gesù. Il suo amore per la Vergine Maria si esprime attraverso la recita incessante del rosario, che continua a pregare anche nel culmine delle sue crisi di dolore. L'eredità di Silvio risiede nella sua capacità di trasformare una terribile prova fisica in un'offerta d'amore. La sua frase emblematica, ripetuta durante tutta la malattia, riassume la sua vita spirituale: «Ogni dolore che provo sia un gesto d'amore per te, o Gesù». Egli è oggi proposto come modello di fede, di coraggio e di abbandono fiducioso per i giovani, mostrando che la santità è accessibile fin dalla più tenera età.
Iconografia
Segni e attributi
Domande frequenti su Silvio Dissegna
Chi era Silvio Dissegna?
Silvio Dissegna (1967-1979) è un giovane laico italiano dichiarato venerabile, noto per la sua fede profonda e l'offerta delle sue sofferenze durante la malattia.
Come si riconosce Silvio Dissegna nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Silvio Dissegna è riconoscibile da: rosario.
Quali santi furono contemporanei di Silvio Dissegna?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Silvio Dissegna?
Silvio Dissegna morì verso il 1979.
Chi sono i familiari di Silvio Dissegna?
Familiari di Silvio Dissegna: Ottavio Dissegna (padre), Gabriella Martignon (madre) e Carlo Dissegna (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1967-1979
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
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Ti ringrazio, mamma, perché mi hai messo al mondo, mi hai dato la vita che è così bella! Ho tanta voglia di vivere.
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Papà, coraggio! Gesù non ci abbandona
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Se muoio, non è importante. Soffrirò fino alla fine.
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Ogni dolore che provo sia un gesto d'amore per te, o Gesù
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