Celestina Ossoli
Religiosa e infermiera italiana dell'Istituto Palazzolo, Suor Annelvira è morta nel 1995 nella Repubblica Democratica del Congo, vittima del virus Ebola mentre curava le sue consorelle e i malati.
I suoi contemporanei
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Biografia
Giovinezza, vocazione e formazione di Celeste Maria Ossoli in Italia.
Celeste Maria Ossoli (il cui nome di battesimo è talvolta scritto Celestina) è nata il 26 agosto 1936 (o il 26 agosto 1937) a Orzivecchi, in provincia di Brescia, in Italia. È la terza dei quattro figli di Lodovico Ossoli, venditore ambulante di frutta e verdura, ed Elvira Zerbini, che gestiva un piccolo negozio di alimentari nel paese. Dotata di un temperamento gioioso, sereno e dinamico, cresce in un clima di fede semplice e di lavoro. Dall'età di 14 anni, inizia a lavorare come magliaia per aiutare la sua famiglia. Frequenta assiduamente l'oratorio parrocchiale femminile, animato dalle Suore delle Poverelle, dove impara il cucito, il taglio e il ricamo. All'età di 17 anni, confida al padre il suo profondo desiderio di consacrare la sua vita a Dio e al servizio dei poveri. Nonostante la sorpresa iniziale del padre, la sua vocazione viene accettata. Il 5 ottobre 1953, lascia la casa di famiglia per entrare nella Congregazione delle Suore delle Poverelle (Istituto Palazzolo). Inizia il noviziato nel 1954 e pronuncia i suoi primi voti religiosi il 2 aprile 1956, assumendo il nome di Suor Annelvira. Per prepararsi al servizio dei malati, viene inviata a Roma nel 1958, dove ottiene il diploma di infermiera professionale presso l'ospedale San Giovanni in Laterano. Esercita poi per due anni il suo ministero pastorale a Milano, all'interno di una casa di riposo gestita dal suo istituto in via Aldini.
Vita e opera
Missione nella Repubblica Democratica del Congo, dedizione medica e sacrificio estremo di fronte all'epidemia di Ebola.
Nel 1961, Suor Annelvira viene inviata in missione nella Repubblica Democratica del Congo (allora recentemente indipendente dal Belgio sotto il nome di Congo, poi Zaire). Si stabilisce a Kikwit, dove emette i voti perpetui il 25 marzo 1962. Si dedica anima e corpo al suo lavoro di infermiera e ostetrica. Durante questo periodo, contrae una grave tubercolosi polmonare. Ricoverata a Kinshasa, acconsente a ricevere le cure solo alla condizione espressa che gli stessi farmaci siano forniti gratuitamente anche a tutti i malati indigenti affetti da tubercolosi presso l'ospedale di Kikwit. Nel 1967, ritorna temporaneamente in Italia per perfezionare la sua formazione all'Università di Roma, dove ottiene una specializzazione in ostetricia nel 1969. Tornata in Congo lo stesso anno, viene assegnata a Kisangani, alla periferia di Kinshasa, prima di essere nominata superiora della comunità di Kikwit nel 1977. Dopo un intervento chirurgico al ginocchio in Italia nel 1979, chiede e ottiene di ritornare immediatamente in terra di missione. Nel 1992, Suor Annelvira viene nominata Superiora provinciale d'Africa. Si stabilisce a Limete, un quartiere di Kinshasa, sede della casa provinciale. Nell'aprile 1995, una terribile e misteriosa epidemia di febbre emorragica, che si rivelerà essere il virus Ebola, scoppia all'ospedale di Kikwit. Non appena apprende lo stato critico della prima religiosa colpita, Suor Floralba Rondi, Suor Annelvira non esita a percorrere più di 500 chilometri da Kinshasa per raggiungere Kikwit al fine di assistere le sue consorelle e organizzare i soccorsi. Sul posto, cura i malati e accompagna le sue sorelle che muoiono una dopo l'altra. Facendo prova di un'abnegazione totale, rifiuta che il plasma sanguigno disponibile per le trasfusioni le venga riservato, chiedendo che sia conservato in priorità per i bambini malati. Contagiata a sua volta dal virus, si spegne in isolamento il 23 maggio 1995 a Kikwit, all'età di 58 anni.
Cammino verso la santità
Il processo diocesano e l'esame della causa di beatificazione di Suor Annelvira.
La morte di Suor Annelvira e delle sue cinque compagne (Suor Floralba Rondi, Clarangela Ghilardi, Danielangela Sorti, Dinarosa Belleri e Vitarosa Zorza), soprannominate le «Martiri della Carità», suscita immediatamente una profonda emozione e una reputazione di santità in Italia e in Congo. Il 28 aprile 2013, la causa di beatificazione e canonizzazione viene ufficialmente aperta nella cattedrale di Kikwit. L'8 giugno 2013, l'inchiesta rogatoriale diocesana si apre a Bergamo, in Italia. Essa viene chiusa il 25 gennaio 2014 dal vescovo Francesco Beschi. L'inchiesta diocesana a Kikwit viene invece chiusa ufficialmente il 23 febbraio 2014. Il 12 giugno 2015, la Congregazione delle Cause dei Santi promulga il decreto di validità dell'inchiesta diocesana. Infine, nel 2018, la Positio che dettaglia la sua vita e l'eroicità delle sue virtù viene depositata e pubblicata.
Beatificazione e canonizzazione
Riconoscimento dell'eroicità delle virtù da parte di Papa Francesco e stato attuale della causa.
Il 17 marzo 2021, Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, attribuendole così il titolo di Venerabile. La causa di beatificazione è attualmente in corso. L'approvazione ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione è richiesta per aprire la strada alla sua beatificazione.
Spiritualità ed eredità
L'incarnazione del carisma di san Luigi Maria Palazzolo e la memoria di Suor Annelvira.
La spiritualità di Suor Annelvira era profondamente radicata nel carisma dell'Istituto delle Suore delle Poverelle, fondato da san Luigi Maria Palazzolo. Quest'ultimo aveva espressamente chiesto alle sue religiose di dedicarsi al servizio dei malati, «anche in tempi di malattie contagiose». Suor Annelvira ha incarnato questa consegna fino al dono supremo della sua vita. Si distingueva per una gioia di vivere comunicativa, una profonda umiltà e un'attenzione costante alla presenza di Dio nelle mansioni quotidiane più semplici. La sua vita testimonia una fede incrollabile nella Provvidenza. Oggi, le spoglie di Suor Annelvira e delle sue cinque compagne riposano davanti alla cattedrale di Kikwit, secondo il desiderio del vescovo del luogo, monsignor Edouard Mununu, per onorare il loro sacrificio. Nella sua città natale di Orzivecchi, una via porta il suo nome e una stele commemorativa è stata eretta sulla strada della Pieve per perpetuare la sua memoria.
Domande frequenti su Celestina Ossoli
Chi era Celestina Ossoli?
Religiosa e infermiera italiana dell'Istituto Palazzolo, Suor Annelvira è morta nel 1995 nella Repubblica Democratica del Congo, vittima del virus Ebola mentre curava le sue consorelle e i malati.
Quali santi furono contemporanei di Celestina Ossoli?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Celestina Ossoli?
Celestina Ossoli morì verso il 1937.
Quali sono gli altri nomi di Celestina Ossoli?
Altre forme del nome: Celeste Maria Ossoli, Sœur Annelvira e Annelvira Ossoli.
Chi sono i familiari di Celestina Ossoli?
Familiari di Celestina Ossoli: Lodovico Ossoli (padre) e Elvira Zerbini (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1937-1995
- Decreto di venerabilità di Francesco