2 maggio 20° secolo

Antonio Vincenzo Gallo

Sacerdote italiano (1899-1934) della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, ordinato nella diocesi di Avellino, noto per la sua eroica accettazione della malattia e la sua spiritualità di riparazione.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Vita 01 / 05

    Biografia

    Nascita e giovinezza di Antonio Vincenzo Gallo a Monteforte Irpino, le sue prove familiari e l'ingresso tra i Dehoniani.

    Antonio Vincenzo Gallo (a volte scritto Antonio Vicenzo Gallo) è nato l'11 gennaio 1899 a Monteforte Irpino, in provincia di Avellino, in Italia. Settimo di una famiglia modesta e pia di nove figli, è figlio di Antonio Gallo e di Angela Piciocchi, che gestivano un piccolo negozio di alimentari locale. Fu battezzato il giorno stesso della sua nascita nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari. Fin dalla più tenera età, manifestò un temperamento dolce, obbediente e un profondo desiderio di consacrarsi a Dio. La sua giovinezza fu tuttavia segnata da prove familiari, in particolare la perdita del padre nel 1909, e poi dagli sconvolgimenti della Prima Guerra Mondiale, durante la quale prestò servizio come soldato. Attratto dalla spiritualità di riparazione al Sacro Cuore, entrò nella scuola apostolica di Albino (Bergamo) della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù (i Dehoniani), fondata da padre Leone Dehon. Vi pronunciò la sua prima professione religiosa il 29 gennaio 1921, e poi i voti perpetui il 16 ottobre 1924.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    La malattia di Antonio Vincenzo Gallo, la sua dispensa dai voti, la sua ordinazione sacerdotale e il suo ministero presso i ragazzi di strada a Roma.

    La vita di Antonio Vincenzo Gallo prende una piega dolorosa quando inizia a soffrire di una stanchezza estrema e di rigidità muscolari inspiegabili. I medici diagnosticano una malattia genetica rara e incurabile per l'epoca: la miotonia congenita (o malattia di Thomsen), complicata da un grave esaurimento nervoso. Di fronte all'impossibilità di guarire, i medici gli predicono che sarà un «martire della sofferenza». Nel marzo 1930, su consiglio pressante dei suoi superiori religiosi preoccupati per il suo stato di salute declinante, chiede e ottiene la dispensa dai suoi voti di dehoniano per potersi curare. Ritorna nella sua regione natale e viene incardinato nella diocesi di Avellino. Il 14 dicembre 1930 (il 4 dicembre secondo altre fonti locali), viene ordinato sacerdote dal vescovo di Avellino, monsignor Francesco Petronelli, nella chiesa di San Nicola di Bari a Monteforte Irpino. Desideroso di rimanere unito alla sua famiglia religiosa d'origine nonostante la dispensa dai voti, viene ammesso il 16 marzo 1931 come collaboratore e oblato nella parrocchia romana di Cristo Re, affidata ai padri Dehoniani. A Roma, nonostante le sue gravi limitazioni fisiche, si dedica senza riserve ai ragazzi di strada, che riunisce per insegnare loro il catechismo e il canto, e si distingue come un confessore di grande dolcezza e di profonda penetrazione delle anime.

    other 03 / 05

    Cammino verso la santità

    L'accettazione eroica della malattia da parte di Antonio Vincenzo Gallo come «anima vittima» e i suoi ultimi istanti a Roma.

    Il cammino di santità di Antonio Vincenzo Gallo si è interamente dispiegato nell'accettazione eroica della malattia e dell'incomprensione. Scelse di vivere pienamente una spiritualità di «anima vittima», offrendo le sue sofferenze fisiche e morali quotidiane in spirito di amore e di riparazione al Cuore di Gesù. Nell'aprile del 1934, il suo stato di salute si degradò bruscamente a causa di complicazioni polmonari tubercolari e di una meningite fulminante. Trasportato in una clinica romana, si spense in odore di santità la sera del 2 maggio 1934, all'età di 35 anni.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il trasferimento delle sue reliquie a Monteforte Irpino e il riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù da parte di Giovanni Paolo II.

    Di fronte alla crescente reputazione di santità di questo giovane sacerdote, viene aperto a Roma il processo informativo in vista della sua beatificazione. Il 29 ottobre 1972, le sue spoglie mortali vengono trasferite da Roma al suo paese natale di Monteforte Irpino, accolte da una folla fervente. Da allora il suo corpo riposa in un sarcofago di marmo situato nella navata sinistra della chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari. Il 9 aprile 1990, Papa Giovanni Paolo II firma il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù teologali e cardinali, proclamandolo ufficialmente Venerabile.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La spiritualità di riparazione di Antonio Vincenzo Gallo e la perennità della sua memoria a Monteforte Irpino.

    La spiritualità del venerabile Antonio Vincenzo Gallo è profondamente radicata nel carisma di riparazione della congregazione dehoniana. Egli ha trasformato il suo letto di dolore in un altare di offerta, vivendo la sua malattia non come una fatalità, ma come una partecipazione intima alla Passione di Cristo. La sua umiltà, la sua pazienza inalterabile di fronte ai dolori fisici e il suo totale abbandono alla volontà divina hanno profondamente segnato i suoi contemporanei. Ancora oggi, la sua memoria rimane molto viva a Monteforte Irpino e all'interno della congregazione dei Dehoniani. Una corale parrocchiale e diverse opere caritative locali portano il suo nome. Celebrazioni e concerti spirituali sono regolarmente organizzati per far conoscere la sua figura e sostenere la sua causa di beatificazione.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Antonio Vincenzo Gallo

    Chi era Antonio Vincenzo Gallo?

    Sacerdote italiano (1899-1934) della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, ordinato nella diocesi di Avellino, noto per la sua eroica accettazione della malattia e la sua spiritualità di riparazione.

    Quali santi furono contemporanei di Antonio Vincenzo Gallo?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Antonio Vincenzo Gallo?

    Antonio Vincenzo Gallo morì verso il 1934.

    Quali sono gli altri nomi di Antonio Vincenzo Gallo?

    Altre forme del nome: Antonio Vicenzo Gallo.

    Chi sono i familiari di Antonio Vincenzo Gallo?

    Familiari di Antonio Vincenzo Gallo: Antonio Gallo (padre) e Angela Piciocchi (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.