Giuseppe Di Donna
Giuseppe Di Donna (1901-1952) è stato un missionario trinitario italiano in Madagascar, divenuto vescovo di Andria dove si distinse per la sua carità e la sua azione sociale.
I suoi contemporanei
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Biografia
Giovinezza, formazione e ordinazione sacerdotale di Giuseppe Di Donna all'interno dell'Ordine dei Trinitari.
Giuseppe Di Donna nasce il 23 agosto 1901 a Rutigliano, in provincia di Bari, in Italia. È l'ultimo dei nove figli di una famiglia benestante, Domenico Di Donna e Laura Santa Di Carlo. Sua madre, allora quarantaquattrenne, vive una gravidanza difficile e consacra il bambino al Signore ancor prima della sua nascita. Viene battezzato il giorno seguente nella chiesa madre di Santa Maria della Colonna e San Nicola. All'età di undici anni, il 12 ottobre 1912, grazie all'aiuto del fratello maggiore, il sacerdote Giovanni Battista, entra nella scuola Santa Lucia di Palestrina, diretta dall'Ordine della Santissima Trinità (i Trinitari). Il 12 ottobre 1916 inizia il noviziato nel convento di San Ferdinando a Livorno, assumendo il nome religioso di fra Giuseppe della Vergine. Emette la professione solenne il 23 dicembre 1923. Prosegue gli studi di filosofia e teologia a Roma, presso il Collegio San Crisogono, frequentando contemporaneamente l'Università Pontificia Gregoriana. Viene ordinato sacerdote il 18 maggio 1924 dal cardinale Basilio Pompilj. Dopo l'ordinazione, si dedica inizialmente all'insegnamento nelle classi superiori del collegio trinitario.
Vita e opera
Il suo apostolato missionario in Madagascar e il suo episcopato devoto ad Andria come vescovo della carità.
Attratto dall'ideale missionario, padre Giuseppe Di Donna decide di partire per l'Africa. Il 4 giugno 1926, dopo essere stato ricevuto in udienza privata da papa Pio XI e aver celebrato una messa di commiato nella chiesa di San Tommaso in Formis, lascia Roma con quattro confratelli trinitari. Si imbarcano a Marsiglia il 21 giugno e arrivano a Miarinarivo, in Madagascar, il 17 settembre 1926. Per tredici anni, svolge un'intensa attività apostolica e sociale in Madagascar. Nonostante l'estrema povertà, le malattie (in particolare le epidemie di peste bubbonica) e alcune ostilità amministrative, si distingue per la sua gioia costante e la sua carità senza limiti. Vi fa costruire una chiesa che, dopo essere stata distrutta da un incendio, viene ricostruita sotto la sua direzione con grande determinazione. Nel 1939, papa Pio XII lo richiama in Italia e lo nomina vescovo di Andria il 2 febbraio 1940. Profondamente turbato da questa nomina che contraddice il suo voto di non aspirare a prelature, tenta a più riprese di rifiutarla, ma finisce per accettare per obbedienza. Riceve la consacrazione episcopale a Roma il 31 marzo 1940 dalle mani del cardinale Raffaele Carlo Rossi, OCD, e fa il suo ingresso solenne nella diocesi di Andria il 5 maggio 1940. Il suo episcopato, che dura dodici anni, è segnato dalle prove della Seconda Guerra Mondiale e del dopoguerra. Soprannominato il «vescovo della carità», si spende senza risparmiarsi per alleviare la miseria materiale e spirituale della sua popolazione. Di fronte ai violenti conflitti sociali che oppongono i braccianti agricoli ai grandi proprietari terrieri, interviene come mediatore di pace. Incoraggia lo sviluppo delle associazioni dei lavoratori cristiani (ACLI), delle cooperative, degli orfanotrofi e delle scuole. Sul piano dottrinale, pubblica la lettera pastorale L'Edificio sociale e, il 1° maggio 1946, un catechismo dialogato intitolato Sulla vera natura del Comunismo per mettere in guardia i suoi fedeli contro le ideologie materialiste. Organizza inoltre un Congresso mariano nel 1947 e un Sinodo diocesano nel 1950.
Cammino verso la santità
La sua malattia vissuta nell'abbandono, la sua morte nel 1952 e l'apertura del suo processo di beatificazione.
Colpito da un tumore al polmone (neoplasia polmonare), Mons. Giuseppe Di Donna vive la sua malattia nell'abbandono e nella preghiera. Muore il 2 gennaio 1952 ad Andria, all'età di 50 anni. I suoi funerali, celebrati il 5 gennaio, raccolgono una folla immensa che lo considera già un santo. Data la fama di santità che lo circonda, il processo informativo di beatificazione viene aperto nella diocesi di Andria il 30 novembre 1956 e si chiude il 4 luglio 1966. Dopo l'esame da parte della Congregazione per le Cause dei Santi, la validità dell'inchiesta diocesana viene decretata il 18 ottobre 1991. La Positio viene presentata nel 1993.
Beatificazione e canonizzazione
Il riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù da parte di Papa Benedetto XVI nel 2008.
Il 3 luglio 2008, Papa Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, conferendogli così il titolo di Venerabile. Le sue spoglie riposano nella cattedrale di Andria, dove numerosi fedeli si recano in preghiera sulla sua tomba. La causa è attualmente in corso, in attesa del riconoscimento di un miracolo per aprire la strada alla sua beatificazione.
Spiritualità ed eredità
Una spiritualità trinitaria e mariana segnata dalla sua offerta alla Croce e dal suo zelo missionario.
La spiritualità di Mons. Giuseppe Di Donna è profondamente trinitaria, eucaristica e mariana. Fin dalla giovinezza, si offre come vittima di espiazione attraverso quello che chiama il suo «matrimonio con la Croce» (il 26 marzo 1926). Il suo ministero, sia in Madagascar che ad Andria, scaturisce da questa intima unione con Cristo sofferente, che si sforza di riconoscere e servire nella persona dei poveri e degli emarginati. La sua eredità rimane viva ad Andria e in Madagascar, dove la memoria del suo zelo missionario e della sua azione sociale resta incisa. Le sue lettere scritte durante gli anni di missione sono state pubblicate in due volumi, e la sua vita ha ispirato diverse opere, tra cui una creazione musicale e teatrale locale.
Domande frequenti su Giuseppe Di Donna
Chi era Giuseppe Di Donna?
Giuseppe Di Donna (1901-1952) è stato un missionario trinitario italiano in Madagascar, divenuto vescovo di Andria dove si distinse per la sua carità e la sua azione sociale.
Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Di Donna?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Giuseppe Di Donna?
Giuseppe Di Donna morì verso il 1901.
Quali sono gli altri nomi di Giuseppe Di Donna?
Altre forme del nome: Giuseppe della Vergine e Joseph de la Vierge.
Chi sono i familiari di Giuseppe Di Donna?
Familiari di Giuseppe Di Donna: Domenico Di Donna (padre), Laura Santa Di Carlo (madre) e Giovanni Battista (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1901-1952
- Decreto di venerabilità di Benedetto XVI