Maximiliano Valdés Subercaseaux
Maximiano Valdés Subercaseaux (1908-1982), in religione Francisco de San Miguel, è il primo cappuccino cileno e il primo vescovo di Osorno, riconosciuto venerabile nel 2014.
I suoi contemporanei
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Biografia
La vita di Maximiano Valdés Subercaseaux, dalla sua nascita a Santiago del Cile alla sua ordinazione sacerdotale e al suo ritorno in Cile come primo cappuccino di origine cilena.
Maximiano María Antonio Miguel Valdés Subercaseaux nasce il 23 settembre 1908 a Santiago del Cile. Proveniente da una famiglia dell'alta aristocrazia cilena profondamente cristiana, all'età di due anni guarisce da una grave malattia intestinale grazie ai trattamenti di idroterapia somministrati da padre Tadeo de Wisent, un missionario cappuccino bavarese. Grazie a una dispensa speciale di papa san Pio X, riceve la prima comunione a quattro anni. Studia presso il collegio del Sacro Cuore e successivamente al collegio San Ignacio. A 17 anni scopre la povertà dei Mapuche nella cordigliera di Nahuelbuta, fatto che risveglia la sua vocazione missionaria. Durante un soggiorno a Roma, entra nel Collegio pontificio latino-americano e ottiene un dottorato in filosofia presso l'Università Gregoriana nel 1929. Entra poi tra i Frati minori cappuccini con il nome di Francisco de San Miguel, diventando il primo cappuccino cileno. Dopo il noviziato in Baviera e gli studi di teologia a Eichstätt e poi a Venezia, viene ordinato sacerdote il 17 marzo 1934 e ritorna in Cile nel 1935.
Vita e opera
Il ministero pastorale di padre Francisco, la sua azione a Pucón e il suo episcopato come primo vescovo di Osorno, segnato dalla ricostruzione dopo il terremoto del 1960.
Padre Francisco inizia il suo ministero insegnando filosofia a San José de la Mariquina, per poi operare a Boroa e a Pucón. Visita instancabilmente le isolate comunità Mapuche. A Pucón, fonda l'ospedale San Francisco, il monastero delle clarisse cappuccine di Santa Chiara, e costruisce scuole e chiese. Artista, realizza il Cristo di Antumalal e il Cristo di Tromen. Il 20 giugno 1956, viene nominato primo vescovo di Osorno da papa Pio XII. Consacrato il 16 settembre 1956, si dedica interamente alla sua diocesi per venticinque anni. Dopo il terribile terremoto di Valdivia del 1960 che distrugge Osorno, sostiene i sinistrati e progetta la nuova cattedrale di San Matteo. Partecipa al Concilio Vaticano II, convoca un sinodo diocesano e prende parte al Sinodo dei vescovi a Roma nel 1979. Colpito da un cancro, si spegne il 4 gennaio 1982 a Pucón.
Cammino verso la santità
L'apertura della causa di beatificazione di Mons. Valdés Subercaseaux e l'esame dell'eroicità delle sue virtù da parte della Congregazione delle Cause dei Santi.
La fama di santità di Mons. Francisco Valdés Subercaseaux ha portato all'apertura della sua causa di beatificazione. L'inchiesta diocesana si è svolta a Osorno dal 3 novembre 1998 al 28 settembre 2001, ascoltando 194 testimoni nel corso di 203 sessioni. La validità di tali inchieste è stata riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 7 giugno 2002. La Positio, che dimostra l'eroicità delle sue virtù, è stata depositata a Roma il 29 novembre 2012. I consultori teologi e, successivamente, i cardinali e i vescovi della Congregazione hanno espresso parere favorevole nel 2014.
Beatificazione e canonizzazione
La dichiarazione di venerabilità da parte di Papa Francesco e lo stato attuale della causa di beatificazione, in attesa del riconoscimento di un miracolo.
Il 7 novembre 2014, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce l'eroicità delle virtù di Francisco Maximiano Valdés Subercaseaux, conferendogli il titolo di Venerabile. Per la sua beatificazione è richiesto un miracolo. Una presunta guarigione in Cile è stata oggetto di un'inchiesta convalidata nel 2007, ma la commissione medica della Congregazione ha concluso il 21 maggio 2015 che tale guarigione non presentava un carattere scientificamente inspiegabile. La causa è attualmente in attesa del riconoscimento ufficiale di un miracolo.
Spiritualità ed eredità
L'ideale di povertà francescana di Mons. Valdés, il suo ruolo di artefice di pace tra il Cile e l'Argentina, e la sua memoria viva sotto il nome di Padre Pancho.
Mons. Francisco Valdés Subercaseaux ha incarnato l'ideale di povertà e di semplicità di san Francesco d'Assisi, vivendo in un totale spogliamento con il suo saio e i suoi sandali. Il suo motto episcopale era 'Quia amo Te' ('Signore, Tu sai che Ti amo'). Si è inoltre distinto come artefice di pace nel 1978 durante il conflitto del Beagle tra il Cile e l'Argentina, suggerendo al presidente Augusto Pinochet di ricorrere alla mediazione della Santa Sede e offrendo la sua vita per la pace. Soprannominato 'Padre Pancho', riposa nella cripta della cattedrale di San Matteo a Osorno, dove i fedeli continuano a venerarlo.
Iconografia
Segni e attributi
Domande frequenti su Maximiliano Valdés Subercaseaux
Chi era Maximiliano Valdés Subercaseaux?
Maximiano Valdés Subercaseaux (1908-1982), in religione Francisco de San Miguel, è il primo cappuccino cileno e il primo vescovo di Osorno, riconosciuto venerabile nel 2014.
Come si riconosce Maximiliano Valdés Subercaseaux nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Maximiliano Valdés Subercaseaux è riconoscibile da: saio da cappuccino e sandali.
Quali santi furono contemporanei di Maximiliano Valdés Subercaseaux?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Maximiliano Valdés Subercaseaux?
Maximiliano Valdés Subercaseaux morì verso il 1908.
Quali sono gli altri nomi di Maximiliano Valdés Subercaseaux?
Altre forme del nome: Maximiano María Antonio Miguel Valdés Subercaseaux, Francisco de San Miguel, Francisco Maximiano Valdés Subercaseaux e Padre Pancho.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1908-1982
- Decreto di venerabilità di Francesco
Citazioni
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Non sono nato per essere vescovo, ho sempre voluto essere un semplice cappuccino
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Quia amo Te
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La mia vocazione è vivere con i poveri e condividere la loro sorte
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