28 luglio 20° secolo

Giuseppe Ambrosoli

Il beato Giuseppe Ambrosoli (1923-1987) è stato un sacerdote e medico missionario comboniano italiano. Soprannominato il «medico della carità», ha dedicato la sua vita a curare i malati e a formare il personale medico a Kalongo, in Uganda.

Cronologia

I suoi contemporanei

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Giovinezza, studi di medicina e impegno di Giuseppe Ambrosoli in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale.

    Giuseppe Ambrosoli nasce il 25 luglio 1923 a Ronago, un piccolo paese in provincia di Como, in Italia. È il settimo degli otto figli di Giovanni Battista Ambrosoli, fondatore della celebre azienda di miele "Miele Ambrosoli", e di Palmira Valli. Cresciuto in una famiglia profondamente cristiana e benestante, cresce in un clima di solidarietà e apertura verso il prossimo. Dopo gli studi secondari a Como e a Genova presso i Padri Scolopi, consegue la maturità classica nel 1942. Si iscrive quindi alla facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Milano. Durante la sua giovinezza, si impegna attivamente nell'Azione Cattolica, in particolare nel gruppo diocesano chiamato "Cenacolo", animato dal padre francescano Silvio Riva, che gioca un ruolo determinante nella sua formazione spirituale. La Seconda Guerra Mondiale interrompe i suoi studi. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Giuseppe non esita a rischiare la vita per aiutare numerosi ebrei, soldati e rifugiati ad attraversare il vicino confine svizzero. Per evitare rappresaglie contro la sua famiglia, rientra in Italia, viene arruolato e inviato in Germania, nel campo di addestramento militare di Heuberg-Stetten, nell'aprile 1944. Lì, nonostante la fame e i maltrattamenti, si distingue per la sua costante dedizione e il sostegno morale verso i suoi compagni. Alla fine della guerra, torna in Italia e riprende gli studi di medicina nel 1946. Consegue la laurea in medicina e chirurgia nel 1951. È in questo periodo che matura definitivamente la sua vocazione missionaria. Confida allora a sua madre: "Dio è amore, c'è un prossimo che soffre e io sono il suo servitore". Per prepararsi al meglio alla sua futura missione, parte per Londra per specializzarsi in medicina tropicale presso la London School of Hygiene and Tropical Medicine.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    Sacerdozio, missione in Uganda, fondazione dell'ospedale di Kalongo ed evacuazione eroica durante la guerra civile.

    Nell'ottobre 1951, Giuseppe Ambrosoli entra nel noviziato dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù a Gozzano. Pronuncia i voti perpetui e viene ordinato sacerdote il 17 dicembre 1955 a Milano dall'allora arcivescovo, monsignor Giovanni Battista Montini (il futuro papa Paolo VI). Nel febbraio 1956, si imbarca per l'Africa e arriva in Uganda. Viene assegnato a Kalongo, un villaggio isolato della savana nel nord del paese. Al suo arrivo, vi trova solo un modesto dispensario di boscaglia sotto forma di capanne. Con un'energia inesauribile, un grande rigore professionale e una fede incrollabile, padre Ambrosoli intraprende la trasformazione di questa struttura precaria in un ospedale moderno ed efficiente: l'Ospedale di Kalongo (oggi Dr. Ambrosoli Memorial Hospital). Parallelamente all'ospedale, consapevole dell'importanza di formare il personale locale secondo l'intuizione di san Daniele Comboni («salvare l'Africa per mezzo dell'Africa»), fonda la scuola per ostetriche St. Mary's Midwifery Training School. Questa scuola diventa rapidamente una delle istituzioni di formazione medica più rinomate dell'Uganda. Nel 1972, le autorità sanitarie ugandesi gli affidano anche la direzione del programma di lotta contro la lebbra (Leprosy Control), permettendogli di curare quasi 8.000 lebbrosi distribuiti in cinque regioni. Soprannominato dalla popolazione locale «il medico della carità» o «il buon dottore», trascorre le sue giornate tra la sala operatoria, le visite ai malati e la preghiera. Tuttavia, a partire dal 1985, l'Uganda sprofonda in una violenta guerra civile. Il 13 febbraio 1987, l'esercito ugandese ordina l'evacuazione immediata dell'ospedale di Kalongo. Nonostante lo strazio di vedere la sua opera minacciata, padre Ambrosoli dà prova di un coraggio eroico: organizza l'evacuazione dei malati, del personale e delle studentesse della scuola per ostetriche verso la città di Lira, situata a 124 chilometri di distanza. Pronuncia allora questa frase memorabile: «Ciò che Dio chiede non è mai troppo». Questa prova fisica e morale esaurisce definitivamente la sua salute già fragile. Colpito da una grave insufficienza renale (pielonefrite acuta), padre Giuseppe Ambrosoli si spegne a Lira il 27 marzo 1987, poche settimane dopo l'evacuazione. I suoi resti mortali saranno più tardi riportati a Kalongo per esservi venerati.

    Culto 03 / 05

    Cammino verso la santità

    Riconoscimento della fama di santità e dichiarazione di Giuseppe Ambrosoli come venerabile da parte di Papa Francesco.

    La fama di santità di padre Giuseppe Ambrosoli, già immensa durante la sua vita in Uganda e in Italia, si propaga rapidamente dopo la sua morte. La causa di beatificazione e canonizzazione viene ufficialmente aperta in Uganda nel 1999, sotto la giurisdizione dell'arcidiocesi di Gulu. Dopo un'accurata inchiesta diocesana sulla sua vita e sui suoi scritti, la Positio viene trasmessa a Roma. Il 17 dicembre 2015, Papa Francesco riconosce l'eroicità delle sue virtù e lo dichiara Venerabile.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il miracolo della guarigione di Lucia Lomokol e la celebrazione della beatificazione di Giuseppe Ambrosoli in Uganda.

    Per aprire la strada alla beatificazione, un miracolo attribuito alla sua intercessione doveva essere formalmente riconosciuto dalla Chiesa. Questo miracolo riguarda la guarigione straordinaria e scientificamente inspiegabile di Lucia Lomokol, una giovane donna ugandese di 20 anni. Il 25 ottobre 2008, mentre si trovava all'ospedale di Matany nella regione del Karamoja, Lucia Lomokol era in fin di vita, colpita da una grave setticemia dopo aver perso il suo bambino. Di fronte all'assenza di mezzi medici per salvarla, il medico di guardia, il Dr. Eric Dominic, pose un'immagine di padre Ambrosoli sotto il suo cuscino e invitò i suoi cari a pregare il «santo dottore». Il mattino seguente, la giovane donna si è risvegliata totalmente guarita. Dopo l'esame da parte della commissione medica e teologica del Dicastero delle Cause dei Santi, il miracolo è ufficialmente approvato da papa Francesco il 28 novembre 2019. Inizialmente prevista per il 2020 ma rinviata a causa della pandemia di Covid-19, la cerimonia di beatificazione è celebrata il 20 novembre 2022 a Kalongo, in Uganda, nei luoghi stessi del suo apostolato. La celebrazione è presieduta dal nunzio apostolico in Uganda, l'arcivescovo Luigi Bianco, in rappresentanza di papa Francesco, alla presenza di migliaia di fedeli e di numerose autorità civili e religiose. La sua memoria liturgica è fissata al 28 luglio, vigilia dell'anniversario del suo battesimo.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    L'unione della medicina e della carità cristiana, e la perennità della sua opera a Kalongo.

    La spiritualità del beato Giuseppe Ambrosoli riposa su un'unione intima tra la scienza medica e la carità evangelica. Per lui, curare un malato non era solo un atto medico, ma un incontro con Cristo sofferente. Attingeva la sua forza quotidiana dall'Eucaristia e da una devozione filiale verso la Vergine Maria. Scriveva nelle sue note spirituali: «La gente deve sentire l'influsso del Gesù che porto in me; deve sentire che in me c'è una vita soprannaturale espansiva e raggiante per sua stessa natura». La sua eredità rimane estremamente viva oggi. L'Ospedale di Kalongo e la scuola per ostetriche continuano a funzionare e a curare migliaia di persone ogni anno, sostenuti dalla Fondazione Dr. Giuseppe Ambrosoli. Egli rimane un modello ispiratore per gli operatori sanitari, illustrando come la competenza professionale più avanzata possa unirsi all'umiltà e al dono totale di sé.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    I miracoli di Giuseppe Ambrosoli

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    Domande frequenti su Giuseppe Ambrosoli

    Chi era Giuseppe Ambrosoli?

    Il beato Giuseppe Ambrosoli (1923-1987) è stato un sacerdote e medico missionario comboniano italiano. Soprannominato il «medico della carità», ha dedicato la sua vita a curare i malati e a formare il personale medico a Kalongo, in Uganda.

    Quali miracoli sono attribuiti a Giuseppe Ambrosoli?

    A questo santo sono attribuiti 1 miracoli, in particolare: Guarigione.

    Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Ambrosoli?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Giuseppe Ambrosoli?

    Giuseppe Ambrosoli morì verso il 1923.

    Quali sono gli altri nomi di Giuseppe Ambrosoli?

    Altre forme del nome: Joseph Ambrosoli.

    Chi sono i familiari di Giuseppe Ambrosoli?

    Familiari di Giuseppe Ambrosoli: Giovanni Battista Ambrosoli (padre) e Palmira Valli (madre).

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1923-1987
    2. Beatificazione nel 2022 da parte di Francesco

    Citazioni

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