1 dicembre 20° secolo

Bruna Pellesi

Religiosa francescana italiana, Bruna Pellesi (in religione suor Maria Rosa di Gesù) ha offerto 27 anni di sofferenza legata alla tubercolosi per la salvezza delle anime e la santificazione dei sacerdoti.

Cronologia

I suoi contemporanei

Figure e riferimenti intorno al periodo normalizzato di questa scheda.

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    Sezioni di lettura: 5

    Vita 01 / 05

    Biografia

    Giovinezza ed entrata in religione di Bruna Pellesi.

    Bruna Aldina Maria Pellesi nasce l'11 novembre 1917 a Morano, una frazione del comune di Prignano sulla Secchia, in provincia di Modena. È l'ultima di nove figli di una modesta famiglia di contadini. Fin dall'infanzia, si distingue per la sua dolcezza, la sua pietà e la sua gioia di vivere. Durante l'adolescenza, la morte prematura di due delle sue cognate la spinge ad assumersi grandi responsabilità familiari: si prende cura dei suoi sei nipoti, tutti di età inferiore ai quattro anni, lavorando duramente nei campi per provvedere ai bisogni della casa. Nonostante un progetto di matrimonio che sembrava delinearsi, Bruna sente un richiamo irresistibile a consacrarsi interamente a Dio. Lasciare i suoi nipoti è uno strazio, ma sceglie di rispondere a questo amore più grande. Il 27 agosto 1940, all'età di 22 anni, entra nella congregazione delle Suore Francescane di Sant'Onofrio a Rimini (che prenderanno in seguito il nome di Suore Francescane Missionarie di Cristo). Riceve l'abito religioso il 24 settembre 1941 e pronuncia i primi voti il 25 settembre 1942, ricevendo il nome di suor Maria Rosa di Gesù.

    Missione 02 / 05

    Vita e opera

    Il suo apostolato nell'insegnamento e la sua lunga malattia trasformata in ministero spirituale.

    Dopo la sua professione religiosa, suor Maria Rosa viene inviata a Sassuolo per insegnare in una scuola elementare. Vi trascorre gli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale (1942-1945), prodigandosi senza risparmio per l'educazione dei bambini. Di fronte alle preoccupazioni delle sue consorelle per il suo ritmo di lavoro estenuante, risponde semplicemente che, essendo abituata ai lavori dei campi, non teme la fatica. Nel maggio 1945, viene trasferita a Ferrara per insegnare in una scuola parrocchiale e vi apre una scuola materna in luglio. Tuttavia, il suo apostolato attivo viene brutalmente interrotto. Il 5 settembre 1945, viene ricoverata a causa di una grave tubercolosi polmonare. È l'inizio di un lungo calvario di 27 anni di malattia. Trascorre dapprima tre anni nel sanatorio "Pineta" di Gaiato (Modena), poi, a partire dal dicembre 1948, viene trasferita al sanatorio Pizzardi (oggi ospedale Bellaria) di Bologna, dove rimarrà ricoverata per 24 anni. Non potendo più insegnare, suor Maria Rosa trasforma la sua stanza d'ospedale in un vero luogo di apostolato e di irradiazione spirituale. Vi accoglie gli altri malati, li conforta e li guida. Intrattiene inoltre una corrispondenza monumentale, scrivendo più di 2.000 lettere a sacerdoti, religiosi e laici per sostenerli nella loro fede. Offre le sue intense sofferenze fisiche per la salvezza delle anime, la santificazione dei sacerdoti e la vita della Chiesa.

    Teologia 03 / 05

    Cammino verso la santità

    La sua unione spirituale con Cristo sofferente e il suo voto di abbandono.

    Il percorso spirituale di suor Maria Rosa è segnato da un'unione sempre più intima con Cristo sofferente. Il 25 marzo 1955, giorno della festa dell'Annunciazione, subisce una violenta emorragia polmonare che la conduce alle porte della morte. Questo evento rafforza la sua volontà di abbandonarsi totalmente a Dio. Il 5 agosto dello stesso anno, pronuncia un voto solenne di abbandono amoroso, gioioso e incondizionato alla volontà divina. Nonostante il progredire inesorabile della tubercolosi, conserva un volto sereno e un sorriso costante, diventando una testimone luminosa della gioia cristiana in mezzo al dolore. Nel novembre 1972, mentre il suo stato di salute si è irrimediabilmente degradato, viene autorizzata a tornare al convento di Sassuolo. È lì che si spegne serenamente il 1° dicembre 1972, all'età di 55 anni, ridotta dalla malattia a un peso estremo di 20 kg, ma abitata da una pace profonda. I suoi scritti spirituali, raccolti dopo la sua morte, rappresentano 16 volumi di oltre 2.100 pagine.

    Culto 04 / 05

    Beatificazione e canonizzazione

    Il processo di riconoscimento della sua santità e la sua beatificazione nel 2007.

    La causa di beatificazione di suor Maria Rosa di Gesù inizia ufficialmente il 6 marzo 1981 con l'ottenimento del nihil obstat della Congregazione per le Cause dei Santi. L'inchiesta diocesana si svolge dal 1982 al 1987. Il 1° luglio 2000, papa Giovanni Paolo II firma il decreto che riconosce l'eroicità delle sue virtù, proclamandola così Venerabile. Il miracolo scelto per la sua beatificazione riguarda la guarigione scientificamente inspiegabile di una religiosa della sua stessa congregazione. Nell'ottobre 1988, questa consorella, vittima di un grave incidente, era caduta in un coma profondo accompagnato da complicazioni mediche maggiori. Dopo che la comunità ebbe invocato l'intercessione di suor Maria Rosa ponendo un'immagine pia sotto il suo cuscino, la malata si è ristabilita in maniera improvvisa e completa. Questo miracolo è ufficialmente approvato da papa Benedetto XVI il 28 giugno 2006. La cerimonia di beatificazione viene celebrata il 29 aprile 2007 nella cattedrale di Rimini, presieduta dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi e legato del papa.

    Eredità 05 / 05

    Spiritualità ed eredità

    La sua eredità spirituale e la trasformazione della sua stanza d'ospedale in cappella.

    La spiritualità della beata Maria Rosa di Gesù poggia sull'offerta gioiosa della sofferenza e sull'abbandono totale alla Provvidenza. Ha saputo trasformare la «clausura forzata» della sua stanza d'ospedale in uno spazio di libertà spirituale e di fecondità apostolica. Soprannominata la «sorella del mondo nella sofferenza, nella gioia e nella speranza», lascia un esempio forte di come la fede possa trasfigurare il dolore umano in un atto di amore puro. La sua eredità spirituale rimane molto viva, particolarmente in Emilia-Romagna. Nel dicembre 2024, la stanza del padiglione Tinozzi dell'ospedale Bellaria di Bologna, dove ha vissuto e sofferto per 24 anni, è stata ufficialmente trasformata e inaugurata come una cappella dedicata alla sua memoria, offrendo un luogo di raccoglimento per i malati e il personale sanitario. La sua festa liturgica è fissata al 1° dicembre, giorno della sua nascita al Cielo.

    Fonte ufficiale Scheda redatta da Sancteo a partire da fonti contemporanee verificate (fonti ufficiali della Chiesa e riferimenti agiografici).

    Domande frequenti su Bruna Pellesi

    Chi era Bruna Pellesi?

    Religiosa francescana italiana, Bruna Pellesi (in religione suor Maria Rosa di Gesù) ha offerto 27 anni di sofferenza legata alla tubercolosi per la salvezza delle anime e la santificazione dei sacerdoti.

    Quali santi furono contemporanei di Bruna Pellesi?

    Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.

    Quando morì Bruna Pellesi?

    Bruna Pellesi morì verso il 1972.

    Quali sono gli altri nomi di Bruna Pellesi?

    Altre forme del nome: Maria Rosa de Jésus, Maria Rosa di Gesù e Bruna Aldina Maria Pellesi.

    Annessi ed entità collegate

    Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.

    Eventi principali

    1. Epoca / morte: 1972
    2. Beatificazione nel 2007 da parte di Benedetto XVI