Carmine De Palma
Sacerdote diocesano di Bari, Carmine De Palma (1876-1961) trascorse la sua vita al servizio della basilica di San Nicola e fu un confessore instancabile, soprannominato l'«eroe del confessionale».
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita a Bari, precoce orfanotrofio, studi teologici e ordinazione sacerdotale di Carmine De Palma.
Il beato Carmine De Palma (noto anche come Carmelo De Palma) è nato il 27 gennaio 1876 a Bari, nel quartiere storico di Bari Vecchia, in Italia. È il terzo dei cinque figli di Vito De Palma, un imprenditore edile stimato per la sua onestà, e di Filomena Catacchio. All'età di soli cinque anni, subisce la dolorosa perdita di entrambi i genitori, diventando così orfano. Il 3 ottobre 1886, all'età di dieci anni, entra nel seminario della basilica di San Nicola della sua città natale, seguendo le orme del fratello maggiore Francesco Saverio, deceduto prematuramente. Dopo aver conseguito il diploma di scuola secondaria presso il liceo reale «Cirillo» di Bari, prosegue gli studi teologici presso il collegio Santa Maria di Napoli. È in questa stessa città che viene ordinato sacerdote il 17 dicembre 1898. Di salute fragile, il giovane sacerdote soffre di violenti mal di testa accentuati dalla fatica degli studi. Per ristabilirsi, effettua un soggiorno di convalescenza di alcuni mesi presso l'abbazia benedettina di Montecassino. Questo soggiorno segna profondamente la sua vita spirituale, facendogli scoprire la spiritualità benedettina e ispirandogli un amore incrollabile per la preghiera, il silenzio e la liturgia. Una volta ristabilitosi, completa la sua formazione teologica presso il collegio leoniano di Roma, dove ottiene un dottorato in teologia nel 1902.
Vita e opera
Ministero presso la basilica di San Nicola di Bari e impegno pastorale presso diverse comunità.
Di ritorno a Bari, don Carmine viene nominato cappellano della basilica di San Nicola il 17 giugno 1900. Nel corso dei decenni, assume numerose responsabilità all'interno del capitolo della basilica: segretario del gran priore, maestro delle cerimonie, cancelliere, custode della cripta, cantore e infine vicario del capitolo dal 1945 al 1951. Durante questo periodo, gestisce con saggezza e moderazione le questioni delicate legate all'autonomia del clero della basilica, in particolare durante il passaggio della basilica dallo status di basilica reale a quello di basilica pontificia nel 1929. Nel 1951, quando il capitolo viene soppresso e la basilica è affidata dalla Santa Sede ai padri Domenicani, don Carmine dà prova di un'obbedienza e di una docilità esemplari. Sebbene avesse per un tempo pensato di entrare formalmente nell'ordine benedettino, comprende che la sua missione è quella di restare al servizio della diocesi di Bari e del suo santo patrono, Nicola. Rimane tuttavia strettamente legato alla famiglia benedettina in qualità di oblato dell'abbazia di Montecassino. Parallelamente alle sue funzioni presso la basilica, don Carmine si impegna attivamente nella pastorale diocesana. Nel 1926, viene nominato assistente diocesano della gioventù femminile dell'Azione Cattolica, poi delle donne dell'Azione Cattolica. Esercita inoltre l'incarico di direttore spirituale e di cappellano per diverse comunità religiose, in particolare le monache benedettine di Santa Scolastica a Bari, le Carmelitane di via De Rossi e le Vergini di Bitonto. Don Carmine diventa una figura imprescindibile dell'accompagnamento spirituale a Bari. È la guida e il confessore di numerose anime, tra le quali seminaristi, sacerdoti, vescovi, ma anche figure di santità locali come la beata Elia di San Clemente, il professor Giovanni Modugno e Bina Morfini.
Cammino verso la santità
Instancabile dedizione al confessionale, declino della salute, morte serena e apertura della causa di beatificazione.
Soprannominato l'«eroe del confessionale», don Carmine dedica la maggior parte del suo tempo e delle sue forze al sacramento della riconciliazione. Il suo confessionale era un luogo di accoglienza, di misericordia e di profonda direzione spirituale. Con l'avanzare dell'età, la sua salute declina ed è afflitto da varie malattie, perdendo persino completamente la vista nei suoi ultimi anni. Nonostante la cecità e la sofferenza fisica, continua a celebrare la santa messa e ad ascoltare le confessioni dalla sua stanza, rendendosi disponibile per i fedeli fino al suo ultimo respiro. Nel febbraio 1961, celebra la sua ultima messa pubblica. Si spegne serenamente il 24 agosto 1961 nella sua abitazione di Bari, all'età di 85 anni, a causa di un'insufficienza cardiaca. I suoi funerali sono celebrati nella basilica di San Nicola da monsignor Michele Mincuzzi, vicario generale della diocesi. Secondo la sua espressa volontà, la sua tomba reca solo la seguente iscrizione: «Carmelus De Palma, sacerdos Christi» (Carmelo De Palma, sacerdote di Cristo). I suoi resti mortali, inizialmente inumati nel cimitero di Bari, sono successivamente trasferiti nel monastero benedettino di Santa Scolastica a Bari. La causa di beatificazione è ufficialmente aperta a livello diocesano il 15 giugno 2001 e chiusa il 24 maggio 2002. Un'inchiesta supplementare viene condotta dal 16 maggio 2006 al 7 febbraio 2007 per esaminare scritti ritrovati del sacerdote. Il 5 maggio 2020, papa Francesco riconosce l'eroicità delle sue virtù, dichiarandolo così Venerabile.
Beatificazione e canonizzazione
Riconoscimento di un miracolo di guarigione e celebrazione della sua beatificazione a Bari nel 2025.
Il cammino verso la beatificazione si apre grazie al riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione. Si tratta della guarigione inspiegabile di una monaca benedettina del monastero di Santa Scolastica di Bari. Questa religiosa soffriva di una grave stenosi del forame magno con compressione bulbo-midollare, una patologia neurologica severa che causava una paralisi progressiva degli arti. Mentre si prospettava un trattamento chirurgico ad alto rischio, la comunità delle monache ha invocato l'intercessione di don Carmine, le cui reliquie erano state appena trasferite nel monastero. Nella notte tra il 1° e il 2 giugno 2003, la malata avvertì un miglioramento improvviso e, la mattina seguente, poté alzarsi e camminare normalmente. I successivi esami medici confermarono la scomparsa totale dei sintomi clinici nonostante la persistenza anatomica della compressione. Il 28 marzo 2025, papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce questo miracolo come completo, duraturo e scientificamente inspiegabile. La solenne cerimonia di beatificazione viene celebrata il 15 novembre 2025 nella cattedrale di San Sabino a Bari. La celebrazione è presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, in qualità di delegato di papa Leone XIV. La sua memoria liturgica è fissata al 29 gennaio, data celebrata per la prima volta nel 2026 nell'arcidiocesi di Bari-Bitonto.
Spiritualità ed eredità
Influenza benedettina, profonda umiltà ed eredità spirituale di don Carmine.
La spiritualità del beato Carmine De Palma è profondamente segnata dall'influenza benedettina che ricevette a Montecassino. Intratteneva inoltre una regolare corrispondenza spirituale con il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, anch'egli benedettino. La sua vita interiore era incentrata sull'Eucaristia, che adorava a lungo in silenzio, e su una tenera devozione alla Vergine Maria, a san Nicola e a san Benedetto. Don Carmine si distingueva per una profonda umiltà. Sebbene abbia lasciato numerosi scritti di grande ricchezza teologica, spirituale e culturale, rifiutò sempre di pubblicarli durante la sua vita. La sua intera esistenza era guidata dalla costante ricerca della volontà divina, riassunta dalla sua stessa massima: «La mia sola aspirazione è di compiere sempre la volontà di Dio; perciò ringraziamolo in ogni istante con fede viva, accettando generosamente ciò che a Lui piace». La sua eredità perdura a Bari attraverso il ricordo della sua carità pastorale, della sua fraternità sacerdotale e della sua instancabile dedizione al confessionale, facendone un modello di pastore interamente donato a Dio e al suo popolo.
Domande frequenti su Carmine De Palma
Chi era Carmine De Palma?
Sacerdote diocesano di Bari, Carmine De Palma (1876-1961) trascorse la sua vita al servizio della basilica di San Nicola e fu un confessore instancabile, soprannominato l'«eroe del confessionale».
Quali santi furono contemporanei di Carmine De Palma?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì Carmine De Palma?
Carmine De Palma morì verso il 1961.
Quali sono gli altri nomi di Carmine De Palma?
Altre forme del nome: Carmelo De Palma.
Chi sono i familiari di Carmine De Palma?
Familiari di Carmine De Palma: Vito De Palma (padre), Filomena Catacchio (madre) e Francesco Saverio De Palma (fratello maggiore).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1876-1961
- Beatificazione nel 2025 da parte di Leone XIV