Mariano Arciero
Mariano Arciero (1707-1788) è stato un sacerdote italiano originario di Contursi Terme. Soprannominato l'«Apostolo della Calabria» per il suo immenso lavoro di evangelizzazione e catechesi, fu anche il padre spirituale di san Vincenzo Romano. È stato beatificato nel 2012.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita di Mariano Arciero nel 1707 a Contursi Terme, la sua giovinezza sotto la protezione di don Emanuele Parisio e la sua ordinazione sacerdotale a Napoli nel 1731.
Mariano Arciero nasce il 26 febbraio 1707 a Contursi Terme, in provincia di Salerno (Regno di Napoli), da una famiglia di contadini poveri ma profondamente devoti, Mattia Arciero e Autilia Marmora. Fin dall'infanzia, manifesta una grande devozione verso la Vergine Maria, che chiama affettuosamente «Mamma bella». All'età di otto anni, mentre aiuta a custodire le greggi, viene notato per la sua pietà e intelligenza da un giovane nobile locale, Emanuele Parisio (o Parisi). Divenuto sacerdote, quest'ultimo prende il giovane Mariano sotto la sua protezione e lo porta con sé a Napoli come paggio. Al momento della partenza, sua madre esprime una fede eroica dichiarando: «Se mio figlio deve diventare santo, sono contenta di non rivederlo mai più».\n\nA Napoli, Mariano studia lettere e filosofia presso il Collegio dei Gesuiti. Il 21 dicembre 1729, si iscrive alla Congregazione Eucaristica della «Conferenza», fondata dal gesuita Francesco Pavone. Sotto la guida teologica di don Emanuele Parisio, si prepara al sacerdozio e viene ordinato sacerdote il 22 dicembre 1731.
Vita e opera
Ministero di don Mariano a Napoli e la sua opera di evangelizzazione in Calabria come «Apostolo della Calabria», seguita dal suo ritorno a Napoli.
Sin dalla sua ordinazione, don Mariano si distingue per il suo zelo pastorale e la sua carità. Si dedica all'evangelizzazione dei quartieri poveri di Napoli, visitando gli ospedali, le prigioni e l'arsenale. La sua profonda conoscenza delle Sacre Scritture e la sua cultura teologica gli valgono l'appellativo di «biblioteca di Dio» (o «biblioteca di Cristo») da parte del clero napoletano.
Nel 1739, quando monsignor Gennaro Fortunato, canonico di Napoli, viene nominato vescovo della diocesi di Cassano all'Jonio in Calabria, chiede a don Mariano di accompagnarlo. Per vent'anni, don Mariano conduce un lavoro di evangelizzazione colossale in questa regione difficile. Predica missioni popolari, insegna il catechismo ai bambini e agli adulti (dedicandovi fino a sei ore al giorno), costruisce chiese e lavora attivamente alla riforma spirituale e morale del clero locale così come dei monasteri femminili. La sua dedizione instancabile e le numerose conversioni che suscita gli valgono il titolo di «Apostolo della Calabria» (o «Apostolo delle Calabrie»).
Dopo la morte di monsignor Fortunato, don Mariano ritorna a Napoli. Vi prosegue il suo ministero di predicazione e di confessione. Redige inoltre un'opera catechistica di successo, La pratica della Dottrina Cristiana in dodici istruzioni e dialoghi, destinata a combattere l'ignoranza religiosa. Diventa il padre spirituale di numerosi fedeli e sacerdoti, in particolare del futuro san Vincenzo Romano, che guida durante i suoi anni di seminario.
Cammino verso la santità
Vita di povertà, mortificazione e preghiera di don Mariano, la sua morte nel 1788 e il trasferimento delle sue reliquie a Contursi Terme.
Don Mariano conduce una vita di estrema povertà e mortificazione. Rifiuta gli onori e distribuisce ai poveri tutte le elemosine che riceve, tenendo per sé solo un pezzo di pane quotidiano offerto dai Padri dell'Oratorio di San Filippo Neri e una scodella di minestra dal seminario diocesano. Trascorre lunghe ore in adorazione davanti al Santissimo Sacramento e sopporta con pazienza gravi problemi di salute per oltre cinquant'anni. Muore a Napoli il 16 febbraio 1788 all'età di 80 anni, dopo aver predetto l'ora esatta del suo trapasso. Nel momento preciso della sua morte, la santa mistica napoletana Maria Francesca delle Cinque Piaghe dichiara di aver visto l'anima di don Mariano salire al cielo, incoronata da due angeli e benedetta da Gesù e dalla Vergine Maria. La salma di don Mariano resta esposta per quasi una settimana per permettere alla folla dei fedeli napoletani di rendergli un ultimo omaggio. Il 15 ottobre 1950, i suoi resti mortali vengono trasferiti da Napoli alla sua città natale di Contursi Terme, dove riposano ora nella chiesa di Santa Maria degli Angeli.
Beatificazione e canonizzazione
Riconoscimento dell'eroicità delle sue virtù nel 1854, approvazione di un miracolo di guarigione e beatificazione nel 2012 da parte di Papa Benedetto XVI.
La causa di beatificazione di don Mariano Arciero inizia poco dopo la sua morte. Il 14 agosto 1854, Papa Pio IX firma il decreto che proclama l'eroicità delle sue virtù, conferendogli il titolo di Venerabile.
Il miracolo riconosciuto per la sua beatificazione riguarda la guarigione inspiegabile di Concettina Siani (o Concetta Siani). L'inchiesta diocesana su questa guarigione si svolge a Campagna dall'11 febbraio 1953 al 17 novembre 1954. Dopo la convalida giuridica da parte della Congregazione delle Cause dei Santi il 31 marzo 2008, la Consulta medica del Vaticano dichiara all'unanimità, il 4 marzo 2010, che tale guarigione è scientificamente inspiegabile. I consultori teologi confermano il carattere miracoloso dell'evento il 19 novembre 2010.
Il 27 giugno 2011, Papa Benedetto XVI autorizza la promulgazione del decreto che riconosce ufficialmente il miracolo. La solenne cerimonia di beatificazione viene celebrata il 24 giugno 2012 a Contursi Terme (località Tufaro) dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e delegato pontificio, alla presenza dell'arcivescovo di Salerno, monsignor Luigi Moretti.
Spiritualità ed eredità
Spiritualità eucaristica e mariana di Mariano Arciero, la sua lotta contro l'ignoranza religiosa e la sua influenza su san Vincenzo Romano.
La spiritualità di Mariano Arciero si fonda su un amore ardente per l'Eucaristia e una fiducia filiale assoluta nella Vergine Maria. Egli chiamava Cristo presente nel tabernacolo «la gioia bella, l'amore mio, il pazzo d'amore». Il suo zelo per l'insegnamento della dottrina cristiana scaturiva dalla sua convinzione che l'ignoranza religiosa fosse la fonte principale dei peccati e del disordine morale.
La sua eredità spirituale si è perpetuata attraverso i suoi scritti catechistici e, in modo eclatante, attraverso la figura del suo figlio spirituale, san Vincenzo Romano, che si è ispirato al suo metodo pastorale di vicinanza, di semplicità e di carità verso i più bisognosi. Il beato Mariano Arciero è oggi venerato come compatrono della città di Contursi Terme.
Domande frequenti su Mariano Arciero
Chi era Mariano Arciero?
Mariano Arciero (1707-1788) è stato un sacerdote italiano originario di Contursi Terme. Soprannominato l'«Apostolo della Calabria» per il suo immenso lavoro di evangelizzazione e catechesi, fu anche il padre spirituale di san Vincenzo Romano. È stato beatificato nel 2012.
Di cosa è Mariano Arciero santo patrono?
Patronati di Mariano Arciero: Compatron de la ville de Contursi Terme e Compatrono della città di Contursi Terme.
Quali santi furono contemporanei di Mariano Arciero?
Tra i suoi contemporanei figurano: Venerabile Agnese di Gesù, Beata Maria Anna di Gesù, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù.
Quando morì Mariano Arciero?
Mariano Arciero morì verso il 1788.
Chi sono i familiari di Mariano Arciero?
Familiari di Mariano Arciero: Mattia Arciero (padre) e Autilia Marmora (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1788
- Beatificazione nel 2012 da parte di Benedetto XVI