Giuseppe Girotti
Sacerdote domenicano e teologo italiano, Giuseppe Girotti si distinse per il suo eroico aiuto agli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, che gli valse la deportazione e la morte da martire a Dachau.
I suoi contemporanei
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Biografia
La giovinezza di Giuseppe Girotti, il suo ingresso tra i Domenicani e la sua ordinazione sacerdotale.
Giuseppe Girotti nasce il 19 luglio 1905 ad Alba, in provincia di Cuneo in Piemonte (Italia), all'interno di una famiglia modesta e laboriosa. Fin dall'infanzia, manifesta un temperamento vivace e un'intelligenza brillante, mostrando al contempo precoci segni di vocazione sacerdotale. Nel 1918, all'età di tredici anni, dopo essere stato colpito dalla predicazione di un padre domenicano nella cattedrale di Alba, decide di entrare nel seminario domenicano di Chieri. Veste l'abito dell'Ordine dei Predicatori (Domenicani) nel 1922 e pronuncia i voti religiosi solenni il 15 ottobre 1923 presso il convento di Santa Maria della Quercia a Viterbo. Dopo brillanti studi di filosofia e teologia a Chieri, Torino e Roma, viene ordinato sacerdote il 3 agosto 1930 a Chieri.
Vita e opera
Gli studi biblici di padre Girotti, il suo insegnamento a Torino, le sue pubblicazioni e la sua opposizione al regime fascista.
Dopo la sua ordinazione, padre Girotti si specializza nello studio delle Sacre Scritture. Inviato alla Scuola biblica di Gerusalemme dal 1932 al 1934, vi studia sotto la direzione del celebre padre Marie-Joseph Lagrange. Nel 1934, ottiene il titolo accademico di licenziato (prolita) in Sacra Scrittura davanti alla Pontificia Commissione Biblica a Roma. Tornato in Italia, insegna Sacra Scrittura presso il seminario teologico domenicano di Santa Maria delle Rose a Torino, così come al collegio dei Missionari della Consolata. Parallelamente al suo incarico di insegnamento, si dedica con immenso zelo ai più bisognosi, esercitando il suo ministero sacerdotale presso gli anziani e i poveri dell'ospizio dei «Poveri Vecchi» di Torino. Nel 1937, alla morte del suo confratello padre Marco Sales, viene incaricato di proseguire la redazione del grande commentario della Sacra Bibbia. Pubblica così un commentario molto apprezzato sui Libri sapienziali nel 1938, poi sul profeta Isaia nel 1942. Tuttavia, le sue prese di posizione ostili al regime fascista di Mussolini gli valgono la sospensione dall'insegnamento nel 1939 e la messa sotto sorveglianza. Viene quindi trasferito allo storico convento di San Domenico a Torino, dove prosegue le sue ricerche bibliche intensificando al contempo le sue attività caritative.
Cammino verso la santità
L'impegno di padre Girotti per salvare gli ebrei perseguitati, il suo arresto e la sua deportazione a Dachau.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e l'occupazione tedesca dell'Italia settentrionale, la persecuzione degli ebrei si intensifica in modo drammatico. Fedele alle direttive della carità cristiana, padre Girotti diventa uno dei principali animatori di una rete clandestina di aiuto ai perseguitati a Torino. Organizza nascondigli sicuri, procura falsi documenti d'identità e facilita le vie di fuga verso la Svizzera. Definisce gli ebrei «portatori della Parola di Dio» e «fratelli maggiori». Il 29 agosto 1944, vittima di una delazione, cade in una trappola tesa dalla polizia nazifascista con il pretesto di prestare soccorso a un partigiano ebreo ferito. Arrestato sul momento, inizia un doloroso cammino di croce attraverso diverse prigioni: prima le Nuove di Torino, poi San Vittore a Milano, prima di essere trasferito al campo di transito di Bolzano. Il 9 ottobre 1944 viene deportato nel campo di concentramento di Dachau in Baviera (Germania).
Beatificazione e canonizzazione
La prigionia e la morte di padre Girotti a Dachau, il suo riconoscimento come Giusto tra le nazioni e la sua beatificazione.
Nel campo di Dachau, registrato con la motivazione di aver «aiutato gli ebrei», padre Girotti viene internato nel blocco dei sacerdoti. Nonostante le privazioni estreme, il lavoro forzato e i maltrattamenti che ne minano gravemente la salute, rimane un modello di fede, dolcezza e carità, condividendo il suo cibo, confessando e consolando i suoi compagni di prigionia. Muore il 1° aprile 1945, giorno di Pasqua, all'età di 39 anni, probabilmente a causa di un'iniezione letale praticata nell'infermeria del campo. Poco dopo la sua morte, un codetenuto scrive sulla sua cuccetta di legno: «Qui dormiva il santo Giuseppe Girotti». In riconoscimento della sua azione eroica, l'istituto Yad Vashem di Gerusalemme gli conferisce il titolo di «Giusto tra le nazioni» alla memoria il 14 febbraio 1995. La causa di beatificazione viene aperta nella diocesi di Torino il 20 marzo 1988. Il 27 marzo 2013, papa Francesco autorizza la promulgazione del decreto che riconosce il suo martirio in odium fidei (in odio alla fede). La solenne cerimonia di beatificazione viene celebrata il 26 aprile 2014 nella cattedrale di San Lorenzo ad Alba. È presieduta, in nome di papa Francesco, dal cardinale Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino.
Spiritualità ed eredità
La spiritualità di padre Girotti che unisce scienza sacra e carità, e la sua eredità vivente.
La spiritualità del beato Giuseppe Girotti poggia su un'unione intima tra la scienza sacra e la carità vissuta. Per lui, lo studio approfondito della Parola di Dio non era una semplice disciplina intellettuale, ma una fonte viva di amore che doveva tradursi nel servizio concreto dei più poveri e dei perseguitati. La sua celebre frase: «Tutto ciò che faccio, è unicamente per carità» riassume lo slancio di tutta la sua vita. La sua eredità rimane viva, particolarmente ad Alba e a Torino, dove parchi, associazioni e spazi di memoria ricordano il suo sacrificio eroico. Egli è venerato come un martire della fede e della carità, un ponte tra cristiani ed ebrei, e un modello di obbedienza alla legge di Dio di fronte alla barbarie totalitaria.
Domande frequenti su Giuseppe Girotti
Chi era Giuseppe Girotti?
Sacerdote domenicano e teologo italiano, Giuseppe Girotti si distinse per il suo eroico aiuto agli ebrei durante la Seconda guerra mondiale, che gli valse la deportazione e la morte da martire a Dachau.
Come è morto Giuseppe Girotti?
Giuseppe Girotti subì il martirio per la fede cristiana (20° secolo).
Quali santi furono contemporanei di Giuseppe Girotti?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1945
- Beatificazione nel 2014 da parte di Francesco
Citazioni
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Tutto ciò che faccio, lo faccio unicamente per carità
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