Bernardo da Corleone
Filippo Latino, detto Bernardo da Corleone (1605-1667), è stato un frate laico cappuccino siciliano. Ex spadaccino convertitosi dopo un duello, si distinse per la sua umiltà, la sua carità eroica e la sua vita di penitenza.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nascita di Filippo Latino a Corleone, la sua giovinezza in una famiglia pia, il suo temperamento focoso di schermidore, il duello decisivo del 1624 e il suo ingresso tra i Cappuccini.
Filippo Latino (o Latini) nasce il 6 febbraio 1605 a Corleone, in Sicilia. Cresce all'interno di una famiglia profondamente pia e caritatevole, la cui casa è soprannominata dagli abitanti "la casa dei santi". Suo padre, Leonardo Latino, è un abile calzolaio e artigiano del cuoio, rinomato per la sua grande misericordia verso i poveri che accoglie in casa per lavarli, vestirli e nutrirli. Filippo impara molto presto a praticare la carità e sviluppa una devozione fervente verso Cristo crocifisso e la Vergine Maria.
Tuttavia, Filippo possiede un temperamento focoso e una grande prontezza a sfoderare la spada alla minima provocazione. Divenuto un temibile schermidore, è considerato dai suoi contemporanei come "la miglior lama di Sicilia". Nel 1624, all'età di 19 anni, provocato a duello da un uomo di nome Vito Canino, Filippo lo ferisce così gravemente che quest'ultimo perde l'uso del braccio. Profondamente scosso da questo evento, Filippo chiede perdono al suo avversario (che diventerà più tardi suo amico) e inizia un profondo cammino di conversione. Il 13 dicembre 1631, entra nel noviziato dei Frati Minori Cappuccini a Caltanissetta, dove prende il nome di fra Bernardo.
Vita e opera
La vita semplice di fra Bernardo come fratello laico in vari conventi della Sicilia, i suoi compiti quotidiani, la sua sapienza mistica e la sua carità eroica verso i malati.
Fra Bernardo conduce una vita semplice e umile come fratello laico (non sacerdote). Viene assegnato successivamente in vari conventi cappuccini della provincia di Palermo, in particolare a Bisacquino, Bivona, Castelvetrano, Burgio, Partinico, Agrigento, Chiusa Sclafani, Caltabellotta, Polizzi Generosa e infine Palermo, dove trascorre gli ultimi quindici anni della sua vita. In queste comunità, esercita principalmente gli incarichi di cuoco, sacrestano e infermiere.
Sebbene analfabeta, fra Bernardo possiede una profonda sapienza spirituale. Desideroso di imparare a leggere per pregare meglio, vi rinuncia dopo aver avuto una visione mistica in cui il Cristo in croce gli dice: «Non cercare tanti libri, le mie piaghe ti bastano per leggere e meditare».
Si distingue inoltre per la sua carità eroica verso i malati e i poveri. Durante un'epidemia nel convento di Bivona, mentre è l'unico frate risparmiato, si prodiga senza sosta per curare i suoi confratelli. Ammalatosi a sua volta e sentendosi morire, prende una statuetta di san Francesco, la infila nella manica e interpella il santo con audacia: «Tu non uscirai di lì finché non mi avrai guarito affinché io possa aiutare i miei fratelli». Il giorno seguente, è miracolosamente guarito. La sua carità si estende anche agli animali, che cura e guarisce attraverso la preghiera.
Cammino verso la santità
L'ascesi rigorosa, la preghiera costante davanti al Santissimo Sacramento, il suo ruolo di intercessore di fronte ai flagelli e la sua santa morte nel 1667.
Il cammino di fra Bernardo è segnato da un'ascesi rigorosa e da uno spirito di penitenza eccezionale. Si impone digiuni stretti, veglie prolungate e severe discipline corporali per domare il suo antico temperamento collerico. Trascorre lunghe ore in preghiera davanti al Tabernacolo, associandosi spesso al sacrestano per restare il più vicino possibile al Santissimo Sacramento. Contrariamente all'uso del suo tempo, riceve la santa Comunione quotidianamente.
A Palermo, di fronte alle calamità naturali come i terremoti o le tempeste, si fa intercessore del popolo davanti al Tabernacolo, pregando con fervore: «Piano, Signore, piano! Usa verso di noi la tua Misericordia!», placando così i flagelli.
Fra Bernardo si spegne santamente mercoledì 12 gennaio 1667 alle ore 14, nel convento di Palermo, all'età di 61 anni. Al momento della sua morte, il suo confratello e amico intimo, fra Antonino da Partanna, lo vede in spirito circondato da una luce celeste, esclamando con gioia: «Il paradiso! Il paradiso! Il paradiso! Benedette siano le discipline! Benedette siano le veglie! Benedette le penitenze, le rinunce alla propria volontà e gli atti di obbedienza!».
Beatificazione e canonizzazione
Il rapido sviluppo della sua reputazione di santità, la sua beatificazione da parte di Clemente XIII nel 1768 e la sua canonizzazione da parte di Giovanni Paolo II nel 2001.
La reputazione di santità di fra Bernardo si diffonde immediatamente dopo la sua morte. Il processo di beatificazione inizia già nel 1673 (il processo apostolico inizia nel 1681).<br><br>Viene ufficialmente beatificato il 15 maggio 1768 (il decreto Decet Servos Dei era stato firmato il 29 aprile 1768) da Papa Clemente XIII nella basilica di San Pietro a Roma.<br><br>Più di due secoli dopo, in seguito al riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione, viene solennemente canonizzato il 10 giugno 2001 da Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma, durante la solennità della Santissima Trinità.
Spiritualità ed eredità
I fondamenti della sua spiritualità francescana, la sua metafora della religione come un giardino, la sua venerazione attuale e la conservazione delle sue reliquie a Palermo.
La spiritualità di san Bernardo da Corleone poggia sull'umiltà francescana, sull'amore appassionato per il Crocifisso e per l'Eucaristia, nonché su una fiducia assoluta nella misericordia divina. Amava paragonare la vita religiosa a un giardino armonioso: «La religione è come un giardino, che non è bello se contiene una sola specie di alberi, ma deve averne diverse. Così, la religione ha diversi religiosi, dei quali uno è insigne nell'umiltà, l'altro nella carità, l'altro nell'obbedienza e l'altro nella penitenza».\n\nOggi, san Bernardo da Corleone è venerato come un modello di riconciliazione, di non violenza e di dominio di sé. Le sue reliquie sono conservate e venerate nella cappella del Crocifisso del convento dei Cappuccini di Palermo (chiesa di Santa Maria della Pace), dove è possibile visitare anche la sua cella originale. La sua festa liturgica si celebra il 12 gennaio.
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Bernardo da Corleone
Domande frequenti su Bernardo da Corleone
Chi era Bernardo da Corleone?
Filippo Latino, detto Bernardo da Corleone (1605-1667), è stato un frate laico cappuccino siciliano. Ex spadaccino convertitosi dopo un duello, si distinse per la sua umiltà, la sua carità eroica e la sua vita di penitenza.
Di cosa è Bernardo da Corleone santo patrono?
Patronati di Bernardo da Corleone: Réconciliation, Riconciliazione, Non-violence, Non violenza, Maîtrise de soi e Autocontrollo.
Per cosa si prega Bernardo da Corleone?
Bernardo da Corleone è invocato per: tremblements de terre, terremoti, tempêtes, tempeste, calamités naturelles e calamità naturali.
Quali miracoli sono attribuiti a Bernardo da Corleone?
A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Guarigione.
Quali santi furono contemporanei di Bernardo da Corleone?
Tra i suoi contemporanei figurano: María de Jesús López Rivas, Mariana di Gesù de Paredes, Beata Mariana di Gesù (de Paredes y Flores) e San Francesco di Sales (Vescovo e Principe di Ginevra).
Quando morì Bernardo da Corleone?
Bernardo da Corleone morì verso il 1667.
Quali sono gli altri nomi di Bernardo da Corleone?
Altre forme del nome: Filippo Latino, Filippo Latini e frère Bernard.
Chi sono i familiari di Bernardo da Corleone?
Familiari di Bernardo da Corleone: Leonardo Latino (padre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1667
- Canonizzazione nel 2001 da parte di Giovanni Paolo II
Citazioni
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Non cercare tanti libri, le mie piaghe ti bastano per leggere e meditare
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Non uscirai di qui finché non mi avrai guarito, affinché io possa aiutare i miei fratelli
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Dolcemente, Signore, dolcemente! Usa verso di noi la tua Misericordia!
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Il paradiso! Il paradiso! Il paradiso! Benedette siano le discipline! Benedette siano le veglie! Benedette le penitenze, le rinunce alla propria volontà e gli atti di obbedienza!
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La religione è come un giardino, che non è bello se contiene una sola specie di alberi, ma deve averne diverse. Così, la religione ha diversi religiosi, dei quali uno è insigne nell'umiltà, l'altro nella carità, l'altro nell'obbedienza e l'altro nella penitenza.
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