Angelo d'Acri
Cappuccino calabrese nato Luca Antonio Falcone, Angelo d'Acri (1669-1739) fu un infaticabile predicatore di missioni popolari, soprannominato l'apostolo della Calabria; è stato canonizzato nel 2017 da papa Francesco.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nato nel 1669 ad Acri, in Calabria, da una famiglia modesta, Luca Antonio Falcone divenne cappuccino dopo diversi tentativi esitanti e fu ordinato sacerdote nel 1700.
Luca Antonio Falcone nacque il 19 ottobre 1669 ad Acri, in provincia di Cosenza, in Calabria, all'interno di una famiglia modesta e profondamente credente. La sua vocazione religiosa fu inizialmente segnata dall'esitazione: secondo le fonti agiografiche, entrò una prima volta nel noviziato dei Frati Minori Cappuccini, poi lasciò la vita religiosa, ricominciò e abbandonò di nuovo, giudicandosi indegno. Incoraggiato, secondo la tradizione, dall'esempio del beato Bernardo da Corleone, fece infine professione con il nome di fra Angelo e perseverò. Ricevette l'ordinazione sacerdotale il 10 aprile 1700, giorno di Pasqua, nella cattedrale di Cassano all'Ionio. La sua formazione e i suoi inizi si inserirono nell'osservanza francescana più rigorosa, fatta di austerità, povertà e semplicità. Tutta la sua vita si svolse nel regno di Napoli, principalmente in Calabria, dove morì ad Acri il 30 ottobre 1739, all'età di settant'anni, dopo decenni consacrati alla predicazione e al ministero della confessione.
Vita e opera
Per quasi quattro decenni, Angelo d'Acri percorse la Calabria e l'Italia meridionale come predicatore di missioni popolari, il che gli valse il soprannome di apostolo della Calabria.
L'opera principale di Angelo d'Acri è la predicazione itinerante. Dal 1702 fino alla sua morte nel 1739, ovvero circa trentotto anni di vita sacerdotale, percorre senza sosta la Calabria e ampie regioni dell'Italia meridionale per predicarvi quaresime, esercizi spirituali e missioni popolari. I suoi contemporanei lo soprannominano l'apostolo della Calabria. Secondo le fonti, dopo degli inizi segnati da una retorica barocca giudicata troppo dotta, adotta una parola semplice e diretta, accessibile al popolo, che rende le sue predicazioni particolarmente popolari e frequentate. Dedica inoltre lunghe ore al confessionale. All'interno del suo ordine, esercita diversi incarichi: maestro dei novizi, guardiano di diversi conventi, poi ministro provinciale dei cappuccini di Calabria, funzione che occupa a partire dal 1717; il suo modo di governare, segnato dalla dolcezza, gli vale il soprannome di «angelo della pace». Favorisce inoltre la fondazione di un monastero di cappuccine ad Acri. La sua vita si divide così tra un'intensa attività missionaria e il servizio alla sua comunità.
Cammino verso la santità
Angelo d'Acri si distinse per un'austerità di vita, una carità inesauribile e un'intensa vita spirituale incentrata sulla Passione di Cristo, che alimentarono la sua reputazione di santità.
La reputazione di santità di Angelo d'Acri poggia sull'austerità della sua vita, sull'esatta osservanza della regola francescana, sulla semplicità e su una carità descritta come inesauribile. La sua spiritualità è fortemente incentrata sulla Passione di Cristo, tema ricorrente della sua predicazione. Le fonti agiografiche gli attribuiscono una vita interiore intensa, attraversata da estasi e combattimenti spirituali, nonché doni straordinari riportati dalla tradizione: profezia, bilocazione e guarigioni. Tali racconti, propri della letteratura devota dell'epoca, rientrano nella testimonianza agiografica e devono essere accolti con la dovuta prudenza. Ciò che emerge in modo costante dalle fonti è la coerenza tra la sua predicazione e la sua vita personale: egli predicava la conversione e la misericordia divina conducendo egli stesso un'esistenza spogliata, interamente dedita all'evangelizzazione dei più umili. Questa fama di santità, vivace fin da quando era in vita e mantenuta dopo la sua morte attorno alla sua tomba ad Acri, condusse all'apertura della sua causa.
Beatificazione e canonizzazione
Beatificato nel 1825 da Leone XII, Angelo d'Acri è stato canonizzato il 15 ottobre 2017 da papa Francesco, dopo il riconoscimento di un miracolo; la sua festa è celebrata il 30 ottobre.
Angelo d'Acri è beatificato il 18 dicembre 1825 da papa Leone XII (alcune fonti indicano il 9 dicembre), al termine di un lungo processo nel corso del quale furono riconosciuti diversi miracoli. La sua canonizzazione giunge quasi due secoli più tardi: il 23 marzo 2017, papa Francesco riconosce come autentica una guarigione attribuita alla sua intercessione, aprendo la via alla canonizzazione. Il miracolo riconosciuto riguarda, secondo le fonti, la guarigione di un giovane vittima nel 2010 di un grave politraumatismo a seguito di un incidente, nell'arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. Angelo d'Acri è solennemente canonizzato da papa Francesco il 15 ottobre 2017, in piazza San Pietro a Roma, nel corso di una cerimonia che ha associato diversi altri beati. La sua memoria liturgica è fissata al 30 ottobre, giorno della sua morte; il calendario proprio dell'ordine cappuccino la celebra tuttavia talvolta il 31 ottobre.
Spiritualità ed eredità
Venerato nella basilica a lui dedicata ad Acri, Angelo d'Acri rimane una figura di spicco della devozione popolare calabrese e della tradizione missionaria cappuccina.
L'eredità di Angelo d'Acri è innanzitutto quella di un grande predicatore di missioni popolari, la cui memoria resta profondamente radicata in Calabria. Il suo corpo è conservato ad Acri, nel santuario-basilica a lui dedicato che costituisce un importante luogo di pellegrinaggio per la regione. Figura emblematica della spiritualità cappuccina, incarna un modello di evangelizzazione semplice e vicino al popolo, fondato sulla predicazione della misericordia divina e sulla pratica assidua della confessione. La sua canonizzazione nel 2017 ha rinnovato l'attenzione verso il suo messaggio, presentato dai cappuccini come una testimonianza dell'amore misericordioso. Venerato localmente come patrono di Acri, rimane un punto di riferimento per l'ordine dei Frati Minori Cappuccini e per la devozione popolare dell'Italia meridionale, dove il suo ricordo di apostolo della Calabria continua ad essere celebrato.
Domande frequenti su Angelo d'Acri
Chi era Angelo d'Acri?
Cappuccino calabrese nato Luca Antonio Falcone, Angelo d'Acri (1669-1739) fu un infaticabile predicatore di missioni popolari, soprannominato l'apostolo della Calabria; è stato canonizzato nel 2017 da papa Francesco.
Di cosa è Angelo d'Acri santo patrono?
Patronati di Angelo d'Acri: Acri e Acri.
Quali santi furono contemporanei di Angelo d'Acri?
Tra i suoi contemporanei figurano: Venerabile Agnese di Gesù, Beata Maria Anna di Gesù, Mariana di Gesù de Paredes e Beata Mariana di Gesù (de Paredes y Flores).
Quando morì Angelo d'Acri?
Angelo d'Acri morì verso il 1739.
Quali sono gli altri nomi di Angelo d'Acri?
Altre forme del nome: Ange d'Acri, Angelus of Acri, Luca Antonio Falcone e Lucantonio Falcone.
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1739
- Canonizzazione nel 2017 da parte di Francesco