Pompilio Maria Pirrotti
Sacerdote scolopio italiano (1710-1766), educatore e predicatore soprannominato «l'apostolo degli Abruzzi», beatificato da Leone XIII nel 1890 e canonizzato da Pio XI nel 1934.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nato nel 1710 a Montecalvo Irpino in una famiglia benestante del regno di Napoli, Domenico Pirrotti entrò tra gli scolopi contro il parere dei genitori e divenne sacerdote nel 1734.
Pompilio Maria Pirrotti nacque il 29 settembre 1710 a Montecalvo Irpino, in provincia di Benevento, nel regno di Napoli. Battezzato Domenico, era figlio di Girolamo Pirrotti, dottore in legge, e di Orsola Bozzuti, e crebbe in una famiglia benestante che gli garantì una buona educazione. Attratto fin dall'adolescenza dalla vita religiosa, consultò il suo confessore e, nonostante l'opposizione dei genitori che lo destinavano a un'altra strada, lasciò la casa familiare per unirsi all'ordine dei Chierici regolari delle Scuole pie, gli scolopi, fondati da san Giuseppe Calasanzio. Vestì l'abito il 2 febbraio 1727 nel noviziato di Santa Maria di Caravaggio a Napoli, adottando il nome di Pompilio Maria, in memoria di un fratello defunto. Emise la professione solenne il 25 marzo 1728 e fu ordinato sacerdote il 20 marzo 1734 dall'arcivescovo di Brindisi. La sua vita si svolse interamente al servizio dell'insegnamento e della predicazione, attraverso i collegi delle Scuole pie di diverse regioni d'Italia. Morì il 15 luglio 1766 a Campi Salentina, in provincia di Lecce, all'età di cinquantacinque anni, poco dopo il suo arrivo in quella città dove dirigeva il collegio.
Vita e opera
Educatore e predicatore instancabile, Pirrotti esercitò il suo apostolato nelle Scuole Pie dell'Italia centrale e meridionale, il che gli valse il soprannome di «apostolo degli Abruzzi».
Fedele al carisma di san Giuseppe Calasanzio, dedito all'istruzione cristiana e gratuita della gioventù, Pompilio Maria Pirrotti consacrò la sua vita all'insegnamento e alla predicazione. Fu inviato in diversi collegi delle Scuole Pie, in particolare a Brindisi a partire dal 1736, poi a Ortona e negli Abruzzi, dove il suo zelo verso i bambini e i giovani gli valse il soprannome di «apostolo degli Abruzzi». Predicatore ricercato, percorse il regno di Napoli moltiplicando missioni popolari ed esercizi spirituali. Il suo ministero non fu esente da prove: la sua indulgenza verso i peccatori che si accalcavano al suo confessionale gli attirò denunce, e fu per un tempo sospeso dalla confessione per ordine dell'arcivescovo di Napoli, il cardinale Antonio Sersale. Un decreto reale, firmato sotto il regno di Carlo di Borbone, lo costrinse persino all'esilio fuori dal regno; poté esservi riammesso solo dopo che la pressione popolare portò alla revoca del provvedimento. A Campi Salentina, dove fu nominato rettore del collegio nell'ultimo anno della sua vita, introdusse l'esercizio quotidiano della Via Crucis e l'esposizione del Santissimo Sacramento.
Cammino verso la santità
La sua santità si radicò in un'intensa devozione mariana e al Sacro Cuore, in una carità misericordiosa e nella promozione della comunione frequente.
La reputazione di santità di Pompilio Maria Pirrotti si fondò su una vita di preghiera, di povertà e di carità, e su uno zelo apostolico che non venne mai meno. Professò una tenera devozione mariana, invocando volentieri la Vergine con il nome di «Mamma bella», e fu, in Italia, uno dei promotori della devozione al Sacro Cuore di Gesù. Incoraggiò la comunione frequente, ancora poco diffusa alla sua epoca, e propagò l'esercizio della Via Crucis così come pratiche di carità destinate a diffondere le virtù cristiane. La sua dolcezza e la sua misericordia verso i peccatori, che suscitarono le critiche di alcuni contemporanei legati a una disciplina più severa, traducevano una concezione pastorale della confessione come luogo di riconciliazione e di speranza. Le prove, le denunce, la sospensione del ministero e l'esilio, che attraversò senza amarezza, furono percepiti dopo la sua morte come altrettanti segni di pazienza e di umiltà. La venerazione popolare che si manifestò fin dal suo decesso testimonia la stima di cui godeva questo religioso, considerato un modello di educatore e di pastore.
Beatificazione e canonizzazione
Beatificato il 26 gennaio 1890 da Leone XIII, Pompilio Maria Pirrotti fu canonizzato il 19 marzo 1934 da Pio XI; la sua festa è fissata al 15 luglio.
Il processo in vista del riconoscimento della santità di Pompilio Maria Pirrotti portò alla sua beatificazione da parte di papa Leone XIII il 26 gennaio 1890. La causa fu poi proseguita fino alla canonizzazione, celebrata da papa Pio XI il 19 marzo 1934 nella basilica vaticana, dopo il riconoscimento dei miracoli richiesti attribuiti alla sua intercessione. Il dettaglio preciso delle guarigioni riconosciute non è riportato in modo concorde dalle fonti accessibili, motivo per cui non viene qui riprodotto. La Chiesa cattolica celebra la sua memoria liturgica il 15 luglio, giorno anniversario della sua morte. Iscritto nel calendario dell'ordine degli scolopi, di cui rimane una delle grandi figure di santità dopo il fondatore san Giuseppe Calasanzio, è onorato tanto nella sua Campania natale quanto in Puglia, dove terminò la sua vita.
Spiritualità ed eredità
Venerato a Montecalvo Irpino e a Campi Salentina, dove le sue reliquie furono traslate nel 1966, rimane un modello di pedagogia cristiana nella tradizione delle Scuole Pie.
L'eredità di Pompilio Maria Pirrotti si inserisce nella lunga tradizione pedagogica delle Scuole Pie, dedite all'educazione cristiana e gratuita della gioventù. Il suo esempio di educatore attento ai più poveri e di predicatore popolare continua a ispirare la famiglia religiosa degli scolopi. È particolarmente venerato a Montecalvo Irpino, sua città natale in Campania, e a Campi Salentina, nel Salento, dove morì e dove il ricordo del santo rimane vivace. Inizialmente sepolto in loco, i suoi resti furono traslati nel 1966 nel santuario a lui dedicato, il Santuario San Pompilio Maria Pirrotti, divenuto meta di pellegrinaggio. La sua devozione al Sacro Cuore di Gesù, alla Vergine Maria e all'eucaristia, così come la promozione della comunione frequente e della via crucis, testimoniano una spiritualità che anticipò alcuni orientamenti della pietà cattolica dei secoli successivi. Diverse parrocchie e istituzioni portano il suo nome, perpetuando la memoria di questo religioso salentino e abruzzese.
Domande frequenti su Pompilio Maria Pirrotti
Chi era Pompilio Maria Pirrotti?
Sacerdote scolopio italiano (1710-1766), educatore e predicatore soprannominato «l'apostolo degli Abruzzi», beatificato da Leone XIII nel 1890 e canonizzato da Pio XI nel 1934.
Quali santi furono contemporanei di Pompilio Maria Pirrotti?
Tra i suoi contemporanei figurano: Venerabile Agnese di Gesù, Beata Maria Anna di Gesù, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù.
Quando morì Pompilio Maria Pirrotti?
Pompilio Maria Pirrotti morì verso il 1766.
Quali sono gli altri nomi di Pompilio Maria Pirrotti?
Altre forme del nome: Pompilius Maria Pirrotti, Pompilio María Pirrotti e Domenico Pirrotti.
Chi sono i familiari di Pompilio Maria Pirrotti?
Familiari di Pompilio Maria Pirrotti: Girolamo Pirrotti (padre) e Orsola Bozzuti (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1766
- Canonizzazione nel 1934 da parte di Pio XI