Chiara da Montefalco
Monaca agostiniana di Montefalco (1268-1308), badessa e mistica della Passione di Cristo; canonizzata da Leone XIII nel 1881. Memoria il 17 agosto.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nata a Montefalco nel 1268, Chiara entrò da bambina in un reclusorio fondato da sua sorella e vi condusse tutta la sua vita di penitenza e di preghiera fino alla morte nel 1308.
Chiara nasce nel 1268 a Montefalco, piccola città dell'Umbria situata nel territorio di Spoleto, allora negli Stati Pontifici. Molto giovane, verso l'età di sei o sette anni, raggiunge il reclusorio dove sua sorella maggiore Giovanna si era ritirata con alcune compagne per condurre una vita di preghiera, di penitenza e di silenzio. La piccola comunità femminile, inizialmente di ispirazione eremitica e penitenziale, si sposta e poi si organizza progressivamente. Nel 1290, con l'approvazione del vescovo di Spoleto, adotta la Regola di sant'Agostino e diventa un monastero regolare, posto sotto il titolo della Santa Croce. Alla morte di sua sorella Giovanna, nel 1291, Chiara viene scelta come badessa della comunità, incarico che esercita fino alla morte rimanendo l'anima spirituale del monastero. Rinomata per il suo discernimento, viene consultata da religiosi e laici, e la tradizione le attribuisce scambi con personalità ecclesiastiche del suo tempo. Indebolita dalle austerità e dalla malattia, muore a Montefalco il 17 agosto 1308, all'età di circa quarant'anni, nella nuova chiesa della Santa Croce che aveva contribuito a edificare.
Vita e opera
Badessa agostiniana, Chiara governò la sua comunità come madre e maestra spirituale, e fece costruire la chiesa della Santa Croce dove morì.
L'opera di Chiara da Montefalco si confonde con la vita della comunità che diresse. Divenuta badessa nel 1291, veglia sull'osservanza della Regola di sant'Agostino, adottata dal monastero l'anno precedente, e si mostra esigente innanzitutto verso se stessa, dando l'esempio di una vita di austerità, di digiuno e di preghiera prolungata. Le fonti la presentano come «madre, maestra e guida spirituale» delle sue sorelle, attenta alla formazione interiore della comunità tanto quanto alla sua disciplina. Sotto il suo governo, il monastero si sviluppa: Chiara promuove l'ampliamento degli edifici e la costruzione della chiesa della Santa Croce, approvata dall'autorità diocesana, dove renderà l'ultimo respiro. Sebbene claustrale, gode di una reputazione di saggezza e di consiglio che supera le mura del monastero; si viene a consultarla per il suo discernimento spirituale. Tutta la sua azione è ordinata alla contemplazione della Passione di Cristo, che costituisce il centro della sua vita interiore e la molla della sua autorità spirituale sulle sue sorelle.
Cammino verso la santità
La sua spiritualità è interamente incentrata sulla Passione di Cristo, segnata da una visione di Cristo che porta la sua croce e da un'esperienza mistica della croce portata interiormente.
Chiara da Montefalco sviluppa una spiritualità della Passione che anticipa di circa un secolo quella della sua compatriota santa Rita da Cascia. La tradizione riporta che all'inizio dell'anno 1294 ebbe, nel giardino del monastero, una visione di Cristo pellegrino e sofferente, che portava la sua croce; secondo i racconti, il Signore le avrebbe detto di cercare un luogo dove piantare solidamente la sua croce, e Chiara rispose che l'accoglieva nel proprio cuore. Dichiarò da allora di portare interiormente la croce di Cristo in modo sensibile e permanente. La sua vita spirituale è così posta sotto il segno della compassione per la sofferenza di Cristo, vissuta nell'austerità, nell'orazione e nella penitenza. La sua reputazione di santità è confermata in modo eclatante dopo la sua morte dai fenomeni scoperti nel suo corpo, ma essa riposava innanzitutto, durante la vita di Chiara, sulla profondità riconosciuta della sua vita di preghiera e sulla solidità del suo discernimento. Lo storico André Vauchez ha sottolineato che il suo processo di canonizzazione fu il primo in cui le visioni e le rivelazioni della candidata furono oggetto di un esame approfondito.
Beatificazione e canonizzazione
Dopo un lungo processo interrotto nel XIV secolo, il suo culto fu confermato nel 1737 e fu canonizzata l'8 dicembre 1881 da Leone XIII; la sua festa è il 17 agosto.
All'indomani della morte di Chiara, il 17 agosto 1308, si procedette all'apertura del suo corpo. La tradizione riporta che furono scoperte nel suo cuore delle figure che evocavano gli strumenti della Passione — in particolare una croce e un flagello — e, nella cistifellea, tre piccole sfere di peso uguale, interpretate come un simbolo della Santissima Trinità. Questi segni alimentarono immediatamente la sua reputazione di santità. Un processo informativo si aprì fin dall'inizio del XIV secolo, seguito da un processo apostolico, nel corso del quale furono ascoltati numerosissimi testimoni. La procedura fu tuttavia interrotta negli anni 1330, alla morte di papa Giovanni XXII, e rimase a lungo in sospeso. La conferma del culto avvenne nel 1737. La canonizzazione fu pronunciata solo molto più tardi: papa Leone XIII iscrisse Chiara da Montefalco nel catalogo dei santi l'8 dicembre 1881, nella basilica vaticana. La sua festa liturgica è fissata al 17 agosto, giorno della sua morte.
Spiritualità ed eredità
Venerata come figura dell'Ordine di Sant'Agostino e patrona di Montefalco, Chiara è onorata nel santuario che conserva il suo corpo e il reliquiario del suo cuore.
Chiara da Montefalco rimane una delle grandi figure della spiritualità agostiniana e della mistica della Passione nell'Italia centrale. Il suo corpo, rimasto integro secondo la tradizione, è conservato nel monastero agostiniano di Montefalco, dove si venera anche il reliquiario contenente il suo cuore così come le sfere trovate nel suo corpo; il santuario a lei dedicato rimane un luogo di pellegrinaggio. È onorata come patrona di Montefalco, dove la sua festa è celebrata con solennità ogni 17 agosto, ed è particolarmente venerata nella famiglia religiosa agostiniana. La devozione popolare la invoca volentieri per le malattie del cuore, per associazione con i segni della Passione scoperti nel suo organo cardiaco. Il suo influsso supera l'Umbria: comunità e parrocchie, fino agli Stati Uniti e alle Filippine, portano il suo nome. Il suo caso ha anche attirato l'attenzione degli storici del Medioevo e delle scienze, a causa sia dell'antichità del suo processo che della singolare conservazione delle sue reliquie.
Iconografia
Segni e attributi
Domande frequenti su Chiara da Montefalco
Chi era Chiara da Montefalco?
Monaca agostiniana di Montefalco (1268-1308), badessa e mistica della Passione di Cristo; canonizzata da Leone XIII nel 1881. Memoria il 17 agosto.
Di cosa è Chiara da Montefalco santo patrono?
Patronati di Chiara da Montefalco: Montefalco e Montefalco.
Per cosa si prega Chiara da Montefalco?
Chiara da Montefalco è invocato per: les maladies du cœur e malattie cardiache.
Come si riconosce Chiara da Montefalco nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Chiara da Montefalco è riconoscibile da: cuore recante la croce, strumenti della Passione e croce.
Quali santi furono contemporanei di Chiara da Montefalco?
Tra i suoi contemporanei figurano: San Pellegrino di Auxerre, San Tommaso d'Aquino, San Francesco d'Assisi (Confessore) e Santa Coletta (Nicole).
Quando morì Chiara da Montefalco?
Chiara da Montefalco morì verso il 1308.
Quali sono gli altri nomi di Chiara da Montefalco?
Altre forme del nome: Chiara della Croce, Claire de la Croix e Clare of Montefalco.
Chi sono i familiari di Chiara da Montefalco?
Familiari di Chiara da Montefalco: Jeanne (Giovanna) de Montefalco (sorella maggiore, fondatrice del reclusorio e prima superiora).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1308
- Canonizzazione nel 1881 da parte di Leone XIII