Kateri Tekakwitha
Vergine mohawk nata nel 1656 e morta nel 1680, Kateri Tekakwitha è stata, nel 2012, la prima nativa americana del Nord America elevata agli onori degli altari.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nata intorno al 1656 in un villaggio Mohawk nell'attuale Stato di New York, Kateri Tekakwitha perse i genitori a causa di un'epidemia di vaiolo e crebbe segnata dalla malattia prima della sua conversione al cristianesimo.
Kateri Tekakwitha nasce intorno al 1656 a Ossernenon (oggi Auriesville, nello Stato di New York), nella terra degli Agniers (Mohawk) della confederazione irochese. Suo padre è un capo Mohawk rimasto legato alle tradizioni del suo popolo; sua madre è un'Algonchina cristiana, battezzata ed educata al contatto con i coloni francesi, catturata e poi integrata nella comunità Mohawk. Verso il 1660, un'epidemia di vaiolo porta via i suoi genitori e il suo fratellino; la bambina sopravvive ma ne conserva il volto segnato e una vista molto indebolita. Accolta da uno zio, cresce nel villaggio da cui deriva il suo soprannome di «Tekakwitha», spesso reso come «colei che avanza brancolando». Attratta dalla fede a cui l'avevano sensibilizzata i missionari gesuiti di passaggio, chiede il battesimo e lo riceve a Pasqua del 1676, all'età di circa vent'anni, dalle mani di padre Jacques de Lamberville, prendendo il nome di Caterina — Kateri in lingua Mohawk —, in riferimento a santa Caterina da Siena. La sua conversione le attira l'ostilità di una parte del suo entourage. Su consiglio del suo confessore, fugge nell'autunno del 1677 verso la missione di San Francesco Saverio al Sault-Saint-Louis (Kahnawake), vicino a Montréal, dove muore il 17 aprile 1680, all'età di circa ventiquattro anni.
Vita e opera
Nella missione di Sault-Saint-Louis, Kateri condusse una vita di intensa preghiera, penitenza e servizio, pronunciando nel 1679 un voto privato di verginità perpetua.
Nella missione di San Francesco Saverio di Sault-Saint-Louis, comunità di amerindi cristiani riuniti attorno ai gesuiti, Kateri Tekakwitha diede piena misura del suo fervore. Fece la sua prima comunione a Natale del 1677 e organizzò la sua vita attorno alla preghiera, all'assistenza agli anziani e ai malati, e al lavoro manuale. Si distinse per una devozione ardente all'Eucaristia e alla Passione di Cristo. Il 25 marzo 1679, giorno dell'Annunciazione, pronunciò un voto privato di verginità perpetua, scelta rara e notata nel contesto amerindio del suo tempo, che le valse di essere considerata la prima vergine irochese. Sotto l'influenza di pratiche penitenziali condivise da alcune compagne, si impose mortificazioni austere — digiuni, veglie, macerazioni — che i suoi direttori spirituali dovettero infine moderare. La sua salute, già fragilizzata dai postumi del vaiolo, declinò rapidamente. I suoi due principali biografi, i gesuiti Claude Chauchetière e Pierre Cholenec, testimoni diretti o vicini alla missione, hanno annotato fin dagli anni 1690 il racconto di questa esistenza breve ma di un'intensità spirituale che colpì durevolmente la comunità.
Cammino verso la santità
La reputazione di santità di Kateri si stabilì subito dopo la sua morte, alimentata dalla sua vita di preghiera, dalla sua purezza e da un prodigio riportato dai suoi biografi.
La santità di Kateri Tekakwitha risiede nella radicalità di una fede abbracciata controcorrente rispetto al suo ambiente e vissuta nella semplicità evangelica, nella generosità e in un amore ardente per Cristo. La sua breve esistenza coniuga un'intensa vita di preghiera, una devozione eucaristica notevole e una castità consacrata da voto. Secondo la testimonianza di padre Pierre Cholenec, poco dopo la sua morte avvenuta «molto dolcemente» mentre pronunciava i nomi di Gesù e di Maria, il suo volto, fino ad allora sfigurato dalle cicatrici del vaiolo, apparve trasfigurato e abbellito — dettaglio che la tradizione ha conservato come segno della purezza della sua anima. La sua tomba al Sault-Saint-Louis divenne molto presto un luogo di pellegrinaggio e diverse guarigioni le furono attribuite dai fedeli. I suoi biografi gesuiti contribuirono a diffondere la sua fama fin dalla fine del XVII secolo, sia in Canada che in Francia. Questa reputazione di santità, mantenuta per secoli dalle comunità indigene cattoliche e dalla Chiesa canadese e americana, aprì la strada all'introduzione della sua causa.
Beatificazione e canonizzazione
Dichiarata venerabile da Pio XII nel 1943, beatificata da Giovanni Paolo II nel 1980 e canonizzata da Benedetto XVI il 21 ottobre 2012, Kateri Tekakwitha è la prima amerindia del Nord America elevata agli onori degli altari.
La causa di Kateri Tekakwitha giunse, dopo diversi secoli di devozione popolare, alla sua dichiarazione come venerabile da parte di papa Pio XII il 3 gennaio 1943. Papa Giovanni Paolo II la beatificò il 22 giugno 1980, a Roma; nel 1983, la designò come seconda patrona delle Opere pontificie missionarie e della Chiesa delle missioni. La via della canonizzazione si aprì quando Benedetto XVI riconobbe, con decreto promulgato il 19 dicembre 2011, un miracolo attribuito alla sua intercessione: la guarigione, nel 2006, del giovane Jake Finkbonner, un bambino dello Stato di Washington colpito da un'infezione fulminante da batterio "mangia-carne" (fascite necrotizzante da streptococco), guarito dopo che la sua famiglia aveva pregato Kateri e che una reliquia era stata posta su di lui. La canonizzazione fu celebrata da Benedetto XVI nella basilica di San Pietro a Roma il 21 ottobre 2012, rendendo Kateri Tekakwitha la prima donna amerindia del Nord America proclamata santa. La sua festa liturgica è fissata al 17 aprile, giorno della sua morte, nel calendario generale e in Canada; negli Stati Uniti, e secondo alcune fonti francofone, viene celebrata il 14 luglio.
Spiritualità ed eredità
Soprannominata il «Giglio dei Mohawk», Kateri Tekakwitha è venerata come patrona dei popoli indigeni e dell'ecologia, figura di riconciliazione tra tradizioni amerindie e fede cristiana.
Soprannominata il «Giglio dei Mohawk» (Lily of the Mohawks), Kateri Tekakwitha è diventata una figura di spicco della spiritualità cattolica nordamericana e un simbolo dell'evangelizzazione rispettosa delle culture indigene. È onorata come patrona degli amerindi, dell'ecologia e dell'ambiente, delle persone in esilio, degli orfani e di coloro che sono derisi per la loro pietà; Giovanni Paolo II l'aveva inoltre proclamata patrona della Chiesa delle missioni. Il suo culto si irradia particolarmente a Sault-Saint-Louis–Kahnawake, nel Québec, dove si trova la sua tomba, così come al santuario di Auriesville e a Fonda, nello Stato di New York, luoghi legati alla sua nascita e alla sua giovinezza. Numerose parrocchie, scuole e istituzioni, così come la Conferenza Kateri Tekakwitha che riunisce i cattolici indigeni del Nord America, portano il suo nome. La sua figura, all'incrocio dell'eredità mohawk e algonchina e della fede cristiana, è oggi invocata come un segno di riconciliazione e di dignità per i popoli primi.
Iconografia
Segni e attributi
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di Kateri Tekakwitha
Domande frequenti su Kateri Tekakwitha
Chi era Kateri Tekakwitha?
Vergine mohawk nata nel 1656 e morta nel 1680, Kateri Tekakwitha è stata, nel 2012, la prima nativa americana del Nord America elevata agli onori degli altari.
Di cosa è Kateri Tekakwitha santo patrono?
Patronati di Kateri Tekakwitha: Peuples amérindiens (Native Americans), Popoli nativi americani, Écologie et environnement, Ecologia e ambiente, Personnes en exil, Persone in esilio, Orphelins et personnes ayant perdu leurs parents e Orfani e persone che hanno perso i genitori.
Per cosa si prega Kateri Tekakwitha?
Kateri Tekakwitha è invocato per: La protection des peuples autochtones, Protezione dei popoli indigeni, La sauvegarde de l'environnement et de la création, Salvaguardia dell'ambiente e del creato, Le réconfort des exilés et des orphelins e Il conforto degli esuli e degli orfani.
Come si riconosce Kateri Tekakwitha nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, Kateri Tekakwitha è riconoscibile da: Giglio (simbolo di purezza), Croce e Tartaruga o wampum che evocano le sue origini mohawk.
Quali miracoli sono attribuiti a Kateri Tekakwitha?
A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Guarigione e Segno / prodigio.
Quali santi furono contemporanei di Kateri Tekakwitha?
Tra i suoi contemporanei figurano: Mariana di Gesù de Paredes, Beata Mariana di Gesù (de Paredes y Flores), María de Jesús López Rivas e Venerabile Agnese di Gesù.
Quando morì Kateri Tekakwitha?
Kateri Tekakwitha morì verso il 1680.
Quali sono gli altri nomi di Kateri Tekakwitha?
Altre forme del nome: Catherine Tekakwitha, Tekaouïta, Tegakwitha, Lys des Mohawks e Lily of the Mohawks.
Chi sono i familiari di Kateri Tekakwitha?
Familiari di Kateri Tekakwitha: Père mohawk (chef agnier) (padre) e Mère algonquine chrétienne (madre).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1680
- Canonizzazione nel 2012 da parte di Benedetto XVI