Emilia de Vialar
Religiosa francese nata a Gaillac nel 1797, Emilia de Vialar fonda nel 1832 la congregazione missionaria delle Suore di San Giuseppe dell'Apparizione, dedita alla cura dei poveri e dei malati. Morta a Marsiglia nel 1856, è stata canonizzata da Pio XII nel 1951.
I suoi contemporanei
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Biografia
Nata a Gaillac nel 1797 in una famiglia nobile, Émilie de Vialar consacra la sua giovinezza al servizio dei poveri prima di fondare, a trentacinque anni, una congregazione religiosa.
Anne-Marguerite-Adélaïde-Émilie de Vialar nasce il 12 settembre 1797 a Gaillac, nel Tarn, e viene battezzata lo stesso giorno. Appartiene a una famiglia della nobiltà meridionale: suo padre è il barone Jacques-Augustin de Vialar e suo nonno materno, il barone Antoine Portal, celebre medico e accademico legato alla corte. Unica figlia in mezzo a tre figli, perde la madre durante l'adolescenza, mentre si trova nel pensionato dell'Abbaye-aux-Bois a Parigi. Richiamata a Gaillac dal padre vedovo, vi conduce un lungo periodo di vita ritirata, divisa tra le tensioni familiari e una carità attiva verso gli indigenti della città. Alla morte del nonno Portal nel 1832, riceve un'importante eredità che le permette finalmente di realizzare il progetto di una fondazione religiosa maturato da lungo tempo. Muore a Marsiglia il 24 agosto 1856, in seguito a un'ernia strozzata, a pochi giorni dai suoi cinquantanove anni; i suoi funerali sono celebrati nella chiesa di Notre-Dame du Mont.
Vita e opera
Il giorno di Natale del 1832, Émilie de Vialar fonda a Gaillac le Suore di San Giuseppe dell'Apparizione, congregazione missionaria che in pochi anni impianta in tre continenti.
Nella notte di Natale del 1832, Émilie de Vialar si stabilisce con alcune compagne in una casa vicino alla chiesa di San Pietro di Gaillac: è la nascita della congregazione delle Suore di San Giuseppe dell'Apparizione, dedita alla cura dei poveri, dei malati e all'educazione. La vestizione avviene il 19 marzo 1833 e l'istituto viene approvato dall'arcivescovo di Albi. L'opera assume rapidamente una dimensione missionaria: nel 1835, Émilie accompagna le sue prime religiose in Algeria, dove soccorrono i malati durante un'epidemia di colera. Animata dal desiderio di portare il Vangelo lontano, moltiplica le fondazioni in Tunisia, a Malta, a Cipro, in Grecia, in Siria, in Terra Santa — con una sede stabilita a Gerusalemme nel 1848 — e poi fino in Birmania e in Australia. Alla sua morte, si contano una quarantina di case sparse su tre continenti. Questo sviluppo avviene al prezzo di grandi difficoltà: un conflitto con Monsignor Dupuch, vescovo di Algeri, porta all'espulsione delle suore dall'Algeria nel 1842, e la fondatrice deve affrontare a più riprese la povertà e l'opposizione.
Cammino verso la santità
La spiritualità di Émilie de Vialar unisce l'amore per i poveri, lo spirito missionario e una pazienza messa alla prova dalle contraddizioni.
Il cammino spirituale di Émilie de Vialar è segnato fin dalla giovinezza dal desiderio di donarsi a Dio nel servizio ai più bisognosi, che esercita dapprima discretamente presso i malati di Gaillac. La sua vita religiosa è attraversata da numerose prove: opposizioni familiari, difficoltà materiali, conflitti ecclesiastici e l'espulsione dall'Algeria, che affronta senza rinunciare alla sua opera. Nella sua omelia di canonizzazione, il 27 giugno 1951, Pio XII loda nelle figlie di Émilie de Vialar «il loro amore per la povertà, per il sacrificio, la carità inesauribile verso Dio e verso il prossimo, la forza e la tenerezza materna», virtù di cui la fondatrice è fonte e modello. La sua reputazione di santità riposa su questa costanza nell'avversità, sulla sua audacia missionaria al servizio di popolazioni molto diverse — cristiane, ebree e musulmane — e sullo spirito di povertà evangelica che imprime al suo istituto. È questa fedeltà provata che aprirà, decenni dopo la sua morte, la via al suo riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa.
Beatificazione e canonizzazione
Dichiarata venerabile nel 1935 e beatificata nel 1939, Émilie de Vialar viene canonizzata da Pio XII il 24 giugno 1951; la sua festa è fissata al 24 agosto.
Il processo per il riconoscimento della santità di Émilie de Vialar giunge a compimento in diverse tappe nel XX secolo. Il 19 marzo 1935, papa Pio XI la dichiara venerabile. Viene in seguito beatificata il 18 giugno 1939, sotto il pontificato di Pio XII. La canonizzazione è pronunciata dallo stesso pontefice il 24 giugno 1951, contemporaneamente a quella di Maria Domenica Mazzarello; alcuni giorni più tardi, il 27 giugno 1951, Pio XII riceve i fedeli giunti a Roma per la cerimonia e pronuncia un discorso celebrando l'opera missionaria della nuova santa e delle sue religiose. La sua festa liturgica è fissata al 24 agosto, giorno anniversario della sua morte; all'interno della congregazione, essa è celebrata più particolarmente il 17 giugno. Diverse fonti ricordano che l'approvazione diocesana definitiva dell'istituto era intervenuta solo dopo la morte della fondatrice, nel 1862, il che sottolinea il carattere a lungo contestato e poi pienamente riconosciuto della sua opera.
Spiritualità ed eredità
La congregazione fondata da Émilie de Vialar ha proseguito la sua espansione e rimane presente nei cinque continenti.
L'eredità di Émilie de Vialar risiede innanzitutto nella congregazione da lei fondata: le Suore di San Giuseppe dell'Apparizione, il cui slancio missionario non si è spento alla sua morte. Radicate fin dal XIX secolo dal Nord Africa al Vicino Oriente, fino in Birmania e in Australia, le religiose sono oggi presenti nei cinque continenti, fedeli alla vocazione originaria di cura dei poveri, assistenza ai malati ed educazione, al servizio di popolazioni di ogni confessione. Il ricordo di Émilie de Vialar è mantenuto vivo a Gaillac, sua città natale, e a Marsiglia, dove morì e fu sepolta. La sua canonizzazione da parte di Pio XII nel 1951 ha confermato il suo posto tra le grandi figure femminili della missione cattolica del XIX secolo, accanto ad altre fondatrici contemporanee. La sua memoria liturgica, celebrata il 24 agosto, prolunga l'irradiazione spirituale di questa donna che seppe fare di un'eredità familiare il punto di partenza di un'opera internazionale.
Domande frequenti su Emilia de Vialar
Chi era Emilia de Vialar?
Religiosa francese nata a Gaillac nel 1797, Emilia de Vialar fonda nel 1832 la congregazione missionaria delle Suore di San Giuseppe dell'Apparizione, dedita alla cura dei poveri e dei malati. Morta a Marsiglia nel 1856, è stata canonizzata da Pio XII nel 1951.
Quali santi furono contemporanei di Emilia de Vialar?
Tra i suoi contemporanei figurano: Jesús María Echavarría Aguirre, Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù, Sant'Alfonso Maria de' Liguori e Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù.
Quando morì Emilia de Vialar?
Emilia de Vialar morì verso il 1856.
Quali sono gli altri nomi di Emilia de Vialar?
Altre forme del nome: Anne-Marguerite-Adélaïde-Émilie de Vialar e Emily de Vialar.
Chi sono i familiari di Emilia de Vialar?
Familiari di Emilia de Vialar: Jacques-Augustin de Vialar (padre) e Antoine Portal (nonno materno).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1797-1856
- Canonizzazione nel 1951 da parte di Pio XII