San Josemaría Escrivá
Sacerdote spagnolo nato nel 1902 a Barbastro e morto a Roma nel 1975, Josemaría Escrivá fondò l'Opus Dei nel 1928 e fu canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2002.
I suoi contemporanei
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Biografia
Josemaría Escrivá nasce nel 1902 a Barbastro, in Spagna, viene ordinato sacerdote nel 1925 e muore a Roma nel 1975.
Josemaría Escrivá de Balaguer y Albás nasce il 9 gennaio 1902 a Barbastro, nella provincia di Huesca (Aragona, Spagna), in una famiglia cattolica di commercianti. È uno dei sei figli di José Escrivá e di Dolores Albás; diverse sue sorelle minori muoiono in tenera età e la famiglia subisce un tracollo economico, fatto che segna profondamente la sua infanzia. Verso il 1915, mentre gli Escrivá si sono trasferiti a Logroño, il giovane Josemaría percepisce una prima chiamata divina: la vista di impronte di piedi nudi lasciate nella neve da un religioso scalzo risveglia in lui il desiderio di consacrarsi a Dio. Entra quindi in seminario, prima a Logroño e poi a Saragozza, dove prosegue anche gli studi di giurisprudenza. Viene ordinato sacerdote il 28 marzo 1925 ed esercita inizialmente il suo ministero in parrocchie rurali della diocesi di Saragozza, prima di stabilirsi a Madrid. Lì prosegue i suoi studi di giurisprudenza dedicandosi al contempo al servizio dei poveri e dei malati. Colpito dal diabete in età adulta, muore improvvisamente per un arresto cardiaco a Roma il 26 giugno 1975, a mezzogiorno, presso la sede centrale dell'Opus Dei.
Vita e opera
Il 2 ottobre 1928, Josemaría Escrivá fonda l'Opus Dei, dedita alla santificazione nella vita ordinaria e nel lavoro professionale.
L'opera principale di Josemaría Escrivá è la fondazione dell'Opus Dei («Opera di Dio»). Il 2 ottobre 1928, a Madrid, durante un ritiro spirituale, dichiara di aver ricevuto da Dio la luce sulla missione che lo attendeva: aprire nella Chiesa un cammino nuovo destinato a promuovere, tra i fedeli di ogni condizione, la ricerca della santità e l'esercizio dell'apostolato attraverso il lavoro professionale e le circostanze ordinarie dell'esistenza. Il 14 febbraio 1930, comprende che questa missione si estende anche alle donne. Al centro del suo insegnamento si trova la convinzione che ogni attività umana onesta possa diventare un luogo di incontro con Dio e un mezzo di santificazione, senza cambiare il proprio stato di vita. Diffonde questa spiritualità attraverso la sua predicazione e i suoi scritti, il più celebre dei quali, Cammino (Camino), apparso dapprima nel 1934 con il titolo Considerazioni spirituali e poi nella sua versione definitiva nel 1939, una raccolta di brevi punti per la meditazione tradotta in numerose lingue. Pubblica anche Solco, Forgia, nonché raccolte di omelie come È Gesù che passa e Amici di Dio.
Cammino verso la santità
La sua spiritualità si fonda sulla santificazione del lavoro ordinario, sull'unità di vita e sulla chiamata universale alla santità.
La spiritualità di Josemaría Escrivá si articola attorno all'idea che la santità non sia riservata a un'élite, ma costituisca una vocazione universale, accessibile a ogni cristiano nel proprio stato di vita, che sia operaio, professore, madre di famiglia o funzionario. Egli insegna che il lavoro professionale, svolto con competenza e rettitudine, può essere offerto a Dio e diventare preghiera e apostolato. A questa dottrina della santificazione del lavoro associa la nozione di «unità di vita», che invita a non separare la fede dall'attività quotidiana, ma a integrare preghiera, lavoro e vita familiare in un'unica realtà orientata verso Dio. Questa intuizione, molto prima del Concilio Vaticano II, anticipa l'insegnamento conciliare sulla chiamata universale alla santità e sul ruolo dei laici nella Chiesa. Noto per la sua vita di preghiera intensa, il suo senso del perdono e la sua filiazione divina vissuta con fiducia, attira durante la sua vita numerosi discepoli. Dopo la sua morte, la postulazione della sua causa riceve migliaia di testimonianze di grazie attribuite alla sua intercessione, segno della reputazione di santità che lo accompagnava.
Beatificazione e canonizzazione
Beatificato nel 1992 e poi canonizzato nel 2002 da Giovanni Paolo II, viene festeggiato il 26 giugno.
Il processo di beatificazione di Josemaría Escrivá si apre alcuni anni dopo la sua morte, sostenuto dalle numerose testimonianze di grazie ricevute per sua intercessione. Papa Giovanni Paolo II lo beatifica il 17 maggio 1992 in Piazza San Pietro a Roma, durante una cerimonia nel corso della quale viene beatificata anche la religiosa sudanese Giuseppina Bakhita. Il miracolo riconosciuto per la beatificazione è la guarigione, giudicata inspiegabile, di una religiosa spagnola, suor Concepción Boullón Rubio, affetta da lipomatosi. La canonizzazione ha luogo il 6 ottobre 2002, presieduta anch'essa da Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro, davanti a una folla considerevole. Il miracolo approvato per la canonizzazione è la guarigione del dottor Manuel Nevado Rey, medico spagnolo sofferente di una radiodermite cronica cancerosa, guarigione dichiarata scientificamente inspiegabile dalla consulta medica del Vaticano. La sua festa liturgica è fissata al 26 giugno, giorno dell'anniversario della sua morte. È iscritto come memoria facoltativa nel calendario della Chiesa.
Spiritualità ed eredità
L'Opus Dei, eretta in prelatura personale nel 1982, ne prosegue il messaggio; le sue reliquie riposano a Roma.
L'eredità di Josemaría Escrivá prosegue principalmente attraverso l'Opus Dei, che egli ha diretto fino alla morte e che si è diffusa nei cinque continenti. Nel 1982, papa Giovanni Paolo II erige l'Opus Dei in prelatura personale, uno statuto canonico inedito che la rende la prima e per lungo tempo unica istituzione di questo tipo nella Chiesa cattolica. Il messaggio di Escrivá sulla chiamata universale alla santità e la santificazione del lavoro ordinario ha esercitato un'influenza notevole sulla spiritualità dei laici nel XX secolo. I suoi scritti, in particolare Cammino, sono stati tradotti in diverse decine di lingue e diffusi in milioni di copie. Il suo insegnamento ha anche suscitato dibattiti, con alcuni critici che hanno evocato il carattere controverso dell'istituzione. Le sue reliquie riposano nella chiesa prelatizia di Santa Maria della Pace, presso la sede centrale dell'Opus Dei a Roma, luogo di pellegrinaggio. Avendo egli stesso sofferto di diabete, è invocato come patrono delle persone diabetiche.
Il soprannaturale nella sua vita
I miracoli di San Josemaría Escrivá
Domande frequenti su San Josemaría Escrivá
Chi era San Josemaría Escrivá?
Sacerdote spagnolo nato nel 1902 a Barbastro e morto a Roma nel 1975, Josemaría Escrivá fondò l'Opus Dei nel 1928 e fu canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2002.
Di cosa è San Josemaría Escrivá santo patrono?
Patronati di San Josemaría Escrivá: Opus Dei, Opus Dei, Personnes atteintes de diabète e Persone affette da diabete.
Per cosa si prega San Josemaría Escrivá?
San Josemaría Escrivá è invocato per: Le diabète e Diabete.
Quali miracoli sono attribuiti a San Josemaría Escrivá?
A questo santo sono attribuiti 2 miracoli, in particolare: Guarigione.
Quali santi furono contemporanei di San Josemaría Escrivá?
Tra i suoi contemporanei figurano: Paolina del Cuore Agonizzante di Gesù, Felipe de Jesús Munárriz e 50 compagni, Mariano de Jesús Euse Hoyos e Teresa di Gesù delle Ande.
Quando morì San Josemaría Escrivá?
San Josemaría Escrivá morì verso il 1975.
Quali sono gli altri nomi di San Josemaría Escrivá?
Altre forme del nome: Josemaría Escrivá de Balaguer, Josémaria Escriva e Josemaría Escrivá de Balaguer y Albás.
Chi sono i familiari di San Josemaría Escrivá?
Familiari di San Josemaría Escrivá: José Escrivá (padre), Dolores Albás (madre), Carmen Escrivá (sorella) e Santiago Escrivá (fratello).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Epoca / morte: 1975
- Canonizzazione nel 2002 da parte di Giovanni Paolo II