Principe irlandese convertito da san Patrizio, Guigner rinunciò al trono per condurre una vita da eremita in Armorica e poi da missionario. Accompagnato dalla sorella Piale e da settecento compagni, fu massacrato in Cornovaglia dal principe Teodorico verso il 455. È venerato come martire e patrono di diverse parrocchie bretoni.
I suoi contemporanei
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SAN GUIGNER O FINGAR, MARTIRE IN BRETAGNA (verso il 455).
Conversione ed esilio dall'Ibernia
Figlio del re Clyton d'Ibernia, Guigner si convertì al cristianesimo sotto l'influenza di san Patrizio, il che gli valse l'esilio da parte del padre.
Fingar, altrimenti Guigne r, era figlio di Clyton, uno dei re d'Ibernia, al qual e san Patrizi o andò a predicare il Vangelo. Il rispetto che il giovane principe mostrò, in un'assemblea generale, per questo santo missionario, disprezzato da tutti gli altri re e signori dell'isola, e l'ardore con cui abbracciò la fede, spinsero suo padre a cacciarlo dai suoi Stati, come nemico della sua persona e dei suoi dei. Guigner si rifugiò, con un gruppo di amici, cristiani come lui, in Armorica. Audren , che regnava allora in quel paese, gli riservò un'accoglienza favorevole e gli donò delle terre per i suoi compagni e per lui; vi visse negli esercizi della vita religiosa per alcuni anni, imitando, per quanto gli era possibile, la vita di san Patrizio, suo maestro. Il desiderio che provava di occuparsi solo di Dio lo portò a separarsi dai suoi compagni e a ritirarsi in una caverna, dove passava tutto il suo tempo a meditare le verità eterne, nutrendosi solo di ghiande. Essendo tornato in seguito nel suo paese, con l'intento di convertire a Gesù Cristo i suoi compatrioti, vi rifiutò la corona che la morte aveva appena tolto a suo padre, e che i suoi sudditi, convertiti durante la sua assenza da san Patrizio, gli offrivano con un ardore che dimostrava bene come coloro che professano la vera fede non manchino mai di fedeltà ai loro sovrani legittimi. L'amore per il ritiro e per la vita contemplativa portò Guigner a lasciare una seconda volta il suo paese, in compagnia di più di settecento persone, tra le quali vi erano sette vescovi e sua sorella Piale, altrettanto umile e distaccata dal mondo quanto lui. Lo scopo che questa santa schiera si proponeva era di annunciare il Vangelo ai Sassoni che si erano stabiliti in una parte della Gran Bretagna e seguivano gli errori del paganesimo. Giunti nella Cornovaglia insulare, san Guigner e i suoi compagni non ebbero appena manifestato le loro intenzioni, che Teodorico, principe bretone, radunò i suoi soldati e si scagliò su di loro con tale furia da farli massacrare tutti. Questo massacro fu, si dice, unicamente l'effetto dell'odio che i Bretoni nutrivano contro gli Irlandesi, senza che la religione vi avesse alcuna parte. Tuttavia, poiché la morte di questi santi personaggi fu molto ingiusta, sono sempre stati onorati come martiri. San Guigner, che non aveva cessato di esortare i suoi a soffrire la morte con pazienza, ebbe egli stesso la testa mozzata dopo di loro. Questo evento accadde verso l'anno 455.
Primo esilio in Armorica
Accolto dal re Audren in Armorica, Guigner vi conduce una vita religiosa e poi eremitica prima di ritornare brevemente nel suo paese natale.
Si fa memoria di san Guigner nel paese di Léon, nella parrocchia di Ploudiry (Finistère), dove è patrono della chiesa succursale di Loc-Eguiner, così chiamata dal suo nome. Una cappella della chiesa cattedrale di Vannes lo ha pure come patrono, e la diocesi ne celebra l'ufficio doppio il 14 dicembre. Questo Santo è ancora il patrono della parrocchi a di Pluv igner (Morbihan), nella diocesi di Vannes; forse fu in questo luogo che si ritirò la prima volta.
Missione in Gran Bretagna e martirio
Rifiutando la corona, parte per evangelizzare i Sassoni con 700 compagni, ma finisce massacrato in Cornovaglia dal principe Teodorico verso il 455.
L'ascia o la spada, strumento del martirio di san Guigner, è la sua caratteristica ordinaria.
Culto e devozione in Bretagna
Il santo è onorato in diverse località bretoni, in particolare a Ploudiry, Loc-Eguiner, Pluvigner e Vannes.
Santi di Bretagna, di Do m Lobineau e dell'abate Tresvaux.
Attributi e fonti agiografiche
Guigner è tradizionalmente rappresentato con un'ascia o una spada, strumenti del suo supplizio, secondo i racconti di Lobineau e Tresvaux.
L'ascia o la spada, strumento del martirio di san Guigner, è la sua caratteristica ordinaria.
Saints de Bretagne, di Dom Lobineau e l'abate Tresvaux.
Iconografia
Segni e attributi
Entità
Rete del racconto
I nomi, luoghi e concetti più presenti nella scheda, pesati per centralità nel testo.
Domande frequenti su San Guigner (Fingar)
Chi era San Guigner (Fingar)?
Principe irlandese convertito da san Patrizio, Guigner rinunciò al trono per condurre una vita da eremita in Armorica e poi da missionario. Accompagnato dalla sorella Piale e da settecento compagni, fu massacrato in Cornovaglia dal principe Teodorico verso il 455. È venerato come martire e patrono di diverse parrocchie bretoni.
Di cosa è San Guigner (Fingar) santo patrono?
Patronati di San Guigner (Fingar): Loc-Eguiner e Pluvigner.
Come si riconosce San Guigner (Fingar) nell’arte cristiana?
Nell’iconografia, San Guigner (Fingar) è riconoscibile da: ascia e spada.
Come è morto San Guigner (Fingar)?
San Guigner (Fingar) subì il martirio per la fede cristiana (5° secolo).
Quali santi furono contemporanei di San Guigner (Fingar)?
Tra i suoi contemporanei figurano: Sant'Agostino d'Ippona, Sant'Onorato di Arles, San Giacomo di Tarantasia e San Girolamo di Stridone.
Quali sono gli altri nomi di San Guigner (Fingar)?
Altre forme del nome: Fingar e Eguiner.
Chi sono i familiari di San Guigner (Fingar)?
Familiari di San Guigner (Fingar): Clyton (padre) e Sainte Piale (sorella).
Annessi ed entità collegate
Dati strutturati per l'esplorazione: eventi, miracoli, citazioni, luoghi, attributi, patronati ed entità importanti citate nel testo.
Eventi principali
- Conversione per opera di san Patrizio in Ibernia
- Esilio in Armorica dopo essere stato cacciato da suo padre
- Vita eremitica in una caverna nutrendosi di ghiande
- Rifiuto della corona reale alla morte del padre
- Missione di evangelizzazione in Cornovaglia con 700 compagni
- Massacro per mano del principe Teodorico